L’incidente, la morte, il dramma. E le polemiche…

© Bitontolive
Alcune riflessioni sulla tragedia di due sere fa
La notizia della morte di un ragazzo di 22 anni senza nome, senza volto, un perfetto sconosciuto insomma, è arrivata alla fine di una giornata come tante, due sere fa.
Una giornata trascorsa ad arrabattarsi tra mille storie da raccontare e tante persone incontrate e magari salutate con un automatismo svogliato.
I dettagli del dramma si sono susseguiti nella loro triste, ossessiva (e anche banale) ripetitività: un incrocio, la visibilità limitata dal buio della sera, una vettura -dal quale sarebbe uscito illeso un uomo in stato di shock- e un motore, distrutto dopo l’impatto.
I preamboli di un drammatico epilogo: il ragazzo, un 22enne di Palo del Colle, che non ce la fa, che paga inappellabilmente, forse per uno sbaglio o per una bravata, o per le inadempienze altrui, chi lo sa, troppo presto per dirlo.
E la storia, poi, si snocciola in tutte le sue componenti, come ogni evento di cronaca che si rispetti.
L’agonia di un corpo che giace a terra indifeso, la macchia di sangue che si allarga sempre di più e si mischia alla sporcizia dell’asfalto.
I soccorsi chiamati, la paura e la curiosità dei passanti.
Pare che alcuni, non arrivando tempestivamente l’autoambulanza, abbiano persino raggiunto, correndo, l’ospedale. In fondo, era lì a due passi. Avrebbero chiesto ai sanitari un intervento che, naturalmente, non sarebbe mai stato eseguito.
E la storia, intanto, va avanti, come è certo che passa il tempo. Il trasporto all’Ospedale San Paolo, il tentativo di rianimare un corpo che, invece, dalla sua anima, si stava staccando.
Poi la morte, dopo due ore.
L’hanno chiamata agonia, l’hanno motivata col solito termine tecnico: un’inarrestabile emorragia.
Sullo sfondo, sfocate, le ultime immagini, immancabili per un siffatto dramma: Vigili Urbani, una pattuglia dei Carabinieri, i rilievi, le indagini, eccetera eccetera.
E il consueto finale: le aspre polemiche per un soccorso reso inutile dai ritardi, dalla congestione di un sistema sanitario che non riesce a stare al passo dei potenziali drammi di una collettività diventata, negli anni, troppo numerosa.
“E’ inaccettabile”. “E’ una vergogna”. “Ma in che paese viviamo?”.
Un’escalation di opinioni, tutte concordi nell’affermare l’irreparabilità del danno causato dalla politica bastarda.
Troppo affarista per capire dove, come e quando costruire una nuova struttura, e troppo vigliacca per fare un passo indietro sui pasticci e gli errori che, da quasi trent’anni ormai, costringono un polo di grande importanza del nordbarese a restare orfano di assistenza sanitaria.
La gente continua a morire, i media si interessano alla vicenda, raccontano le storie senza fermarsi mai.
E i decreti continuano a essere firmati, protocollati, con gli obiettivi di ingrassare le tasche delle amministrazioni già satolle e di far morire di stenti quelle smunte realtà che hanno avuto la sfortuna (della quale, però, sono stati anche in parte colpevoli) di essere amministrati da una manica di inetti, di parassiti, di falsari.
Giocando con il destino della gente, va a finire che qualcuno ci muore.
E’ successo due sere fa.
Alla fine di una giornata come tante.
Anzi no, forse un po’ più triste…
Commenti
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è la prima volta che leggo un’ articolo scritto con l’anima del giornalista e non con l’indifferenza se di facciata o meno mi complimento con il sig. Emilio Garofalo che ha scritto con il cuore e nn solo con la mente. Mi dispiace per il ragazzo, una vita stroncata negli anni in cui veramente si incomincia a vivere, la malsanità in puglia è ormai un dato di fatto!
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…..ma cosa vuoi commentare, cosa vuoi commentare! Non conoscevo quel ragazzo, non conosco nemmeno il suo nome, ma la rabbia di quanto è successo è comunque grande, grandissima! E non conosco nemmeno la dinamica, so solo che il Pronto Soccorso era a due passi e che se io fossi un medico me ne sarei infischiato dei “regolamenti” e sarei corso a tentare di salvare un ragazzo, un nostro figlio! Che tristezza……..!!!!
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Io avrei voluto vedere se al posto di quel ragazzo ci fosse stato qualche parente dello staff di pronto soccorso.Sarebbero rimasti lì senza far niente? o sarebbero andati subito a soccorre cercando di fare il possibile ? intanto mentre noi parliamo un anima è andata via ed è il dolore piu grande che due genitori possano vivere.che questo drammatico incidente possa risvegliare l’animo di coloro che quel giorno avrebbero potuto far qualcosa e invece non hanno fatto.
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Siamo nel 2012, e nn è accettabile x nessun motivo, giustificazioni di nessun tipo.Dobbiamo solo VERGOGNARCI un po’tutti, ma soprattutto gli Amministratori, VENDOLA e tutti i Politici che hanno determinato lo sfascio della Sanità in Puglia. NN si può morire a solo 22 anni davanti ad un Ospedale senza che qualcuno intervenga, tralasciando le formalità burocratiche,la vita di un essere umano nn ha prezzo.X questo sono indignatissimo e Lancio un Grido di disapprovazione che colpisca se ancora ce l’hanno o l’abbiano mai avuta la coscienza di questo orribile episodio che mi ha toccato profondamente come cittadino, ma sopratutto come Uomo.Desidero anche capire come mai nn si è portato a conoscenze le testate gionalistiche e TV locali e nazionali che avrebbero avuto un peso maggiore x la VERGOGNA che avrebbero messo ai nostri Amministratori. Ed ancora sono stato presente allorquando sono arrivati dei vigili e hanno tolto dei manifesti di indignazione di alcuni cittadini.
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Sono dapprima vicino e partecipe al dolore dei genitori dei parenti e alla comunita’ di palo del colle, poi incredulo nei tempi d’attesa di soccorso, perlomeno di un primo intervento avendo un pronto soccorso vicino al sinistro a meno di 200mt! Stiamo scherzando? Sono desolato ….probabilmente per le condzioni gravissime sarebbe forse risultato vano ogni tentativo di rianimnare il ragazzo, ma questo nessuno lo puo’ dire! La certezza e’ che siamo tutti colpevoli, dobbiamo ribellarci rivendicare i nostri diritti siamo contribuenti paghiamo le tasse …quindi vogliamo i nostri servizi , il nostro ospedale, delle strade decenti e dell’illuminazione adeguata per far si’ che non si verifichi un’altra tragedia simile…sono indignato..spero questo sfogo arrivi a chi di dovere!
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Rivolgo un appello al Sig. SINDACO, affinchè dia un giusto riconoscimento come cittadino e persona esemplare, a quel giovane che a soccorso e ha tenuto fra le sue braccia x tutto il tempo fino all’arrivo dell’ambulanza quel povero giovane che poi è deceduto. Esempio di ALTRUISMO e SENSO CIVICO di grande levatura.Grazie, x fortuna che esistono ancora queste persone.-
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Bitonto grazie a chi l’ha governata in questi anni è, purtroppo per i suoi abitanti rimasta ferma a 30 anni fa…o forse più!!…e non bisogna andare al nord per fare un paragone ma basta spostarsi di pochi km per esempio molfetta!
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Sono il soccorritore 118 che quella sera prestò soccorso a quel povero ragazzo, io volevo solo descrivere quanto sn deluso dalle innumerevoli offese che sono state fatte a noi del 118 per aver fatto anche più del nostro dovere. Io sono dispiaciuto per oa morte del povero Davide ma credo che la colpa sia solo ed esclusivamente te del nostro sistema sanitario fortemente colmo di lacune. Vorrei poter dire tante altre cose ma non posso. Quello che posso dirvi che dal momento in cui è giunta la chiamata fin quando abbiamo terminato l’ intervento abbiamo dato il massimo e sono straziato peggio di voi nel sapere che tutto quello che ho fatto è stato inutile.
Porgo le mie più sentite condoglianze ai genitori del povero ragazzo. Spero solo che la gente prima disparare sentenze e parolacce capisca che noi del 118 vorremmo poter salvare la vita a tutti, ma purtroppo questa è una cosa impossibile







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