Termina il 6° campo di tutela ambientale. Fare Verde: “Il bosco di Bitonto non interessa a nessuno”

La Redazione
"Mare d'Inverno" di Fare Verde Bisceglie

L'avvocato Giuseppe Cazzolla fa il punto della situazione

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Domenica termina il 6° campo di tutela ambientale e prevenzione incendi “Paolo Colli” organizzato dall’associazione ambientalista Fare Verde. Manifestazione patrocinata dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia, dalla Provincia di Bari e dal Comune di Bitonto e che rientra nel più ampio cartellone di Bitonto Estate 2012, messo a punto dall’Assessorato al Marketing Territoriale del  Comune di Bitonto.

L’edizione di quest’anno è stata caratterizzata dalle tante manifestazione, dalla partecipazione di molta gente, dal coinvolgimento di più associazioni provenienti anche da fuori regione e dall’assenza di incendi.
L’ultimo appuntamento è per domenica alle 18.30, quando i volontari di Fare Verde, per il quarto anno consecutivo, dedicheranno un momento alla pulizia del piazzale antistante la “Masseria della Città” al Bosco di Bitonto.

Vogliamo ricordare che nel 2009 il piazzale era completamente ricoperto di terriccio e di detriti lignei di precedenti lavori svolti all’interno del bosco e non poco i volontari dovettero lavorare per liberarlo e riconsegnarlo alla Comunità.
Nel 2010 e nel 2011, invece il piazzale e alcune aree del bosco (specie l’ex area picnic – completamente abbandonata-) vennero ripulite da numerosi rifiuti abbandonati da quanti, scelleratamente, non trovando cassonetti atti alla raccolta dei materiali di scarto, pensano bene di liberarsene abbandonandoli.
Gli animali selvatici e il tempo, poi fanno il resto, ammorbando tutta l’area di bottiglie, piatti, bicchieri, cartacce ecc..

Fare Verde, a questo punto, non può che amaramente constatare che le sorti del bosco non interessano a nessuno, tanto se dopo quattro anni la situazione è rimasta sempre la stessa ( fatta eccezione per gli interventi dei volontari di Fare Verde): il cassonetto per la raccolta dei rifiuti (che prima c’era) non è stato più riposizionato, stesso discorso vale per i cestini per la raccolta dei rifiuti sia differenziata che indifferenziata. L’area pic-nic è completamente abbandonata, la strada è impraticabile, i muretti a secco sono semidistrutti, la “Masseria della Città” è sporca  e abbisogna di manutenzione ordinaria e straordinaria. Oggi nel bosco ci sono solo sparse, qua e la, tante strutture scheletriche in ferro piene di ruggine, che un tempo contenevano i cestini a memoria di un’epoca in cui l’Uomo aveva rispetto per la Natura, mentre i muretti a secco rimasti in piedi  e la “Masseria della Città” sono la testimonianza dell’operosità  e dell’ingegno dell’Uomo che voleva vivere in armonia e rispettando il prossimo e le risorse della Terra.

Aver proclamato l’anno 2011, anno internazionale delle foreste, non ha cambiato le sorti del bosco di Bitonto.

I Volontari, con il solito spirito di sacrificio, provvederanno a raccogliere i rifiuti a posizionare dei sacchetti per la raccolta, insomma a rendere più presentabile la zona in piena sintonia con l’ambiente che la circonda. Anche se con una certa amarezza scopriamo che i sacchetti posizionati l’anno prima

li ritroviamo sempre lì dove li avevamo lasciati, ma colmi di immondizia che nessuno successivamente  ha provveduto a  svuotare.

Ma ci chiediamo, una volta terminato il campo, anche quest’anno nessuno si prenderà cura dell’unico vero polmone verde di Bitonto?
 

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Commenti

  • Michele De Palma (utente non verificato)

    Gentili volontari di “Fare Verde”, se i risultati sono quelli che voi stessi ammettete, cioè che la situazione dello sfacelo del Bosco di Bitonto rimane immutato, dovreste ammettere l’inutilità delle vostre iniziative e dell’esistenza della vostra associazione che, nonostante la buona volontà, equivale a FARE NIENTE. Purtroppo.
    Allo stesso modo, ad esempio, del Comitato per la Legalità bitontino il quale nel momento in cui non sposta di una virgola la situazione della LEGALITA’, deve ammettere il fallimento del proprio agire.
    A Bitonto ci sono decine di associazioni culturali che non elevano di un millimetro il grado di civiltà della propria comunità: a che cosa servono?

  • Michele De Palma (utente non verificato)

    Mentre i partiti politici sono sempre nell’occhio del ciclone e sempre più spesso sotto accusa, non si presta attenzione al fallimento della cosiddetta società civile che, attraverso le molteplici associazioni presenti sul territorio, fanno più “ammuina” che altro, ovvero producono solo “aria fritta”, e i loro esponenti spesso sono più autoreferenziali dei rappresentanti politici. Non mi riferisco a “Fare Verde”, che in questa occasione mi da solo lo spunto di riflessione.
    Ormai la cosiddetta “società civile” è maggioranza politica nel governo di molti comuni italiani, Bitonto compreso, mediante le liste civiche.
    Forse, allora, è il caso di riflettere quando si parla di fallimento della politica e in special modo di fallimento dei partiti politici.
    Forse è il caso di chiamare in causa il fallimento della società nel suo complesso………