Il Corsivo/ Lo strano concetto di legalità dei bitontini

Mario Sicolo
L'unica cosa legale

Dopo gli ultimi episodi malavitosi, dovremmo essere tutti incazzati. Sì, ma con chi?

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Risalgo verso il centro, partendo dall’angolo di Via Verdi, dove s’è appena consumato l’ennesimo conflitto a fuoco tra i gruppuscoli malavitosi che ammorbano la città.

Ho voglia di gridare che siamo tutti arrabbiati.
Adirati.
Incazzati, sì proprio così.
Crudamente.

Poi, scarpinando in un silenzio surreale, ancora violentato dagli echi tracotanti degli spari, mi ricordo che qui, al mattino, sosta un fruttivendolo ambulante molto più di quanto gli sia consentito dalla legge, tanto da vanificarne la definizione di “ambulante”.

Più avanti, un marciapiede presenta maldestre sconnessioni praticamente da sempre.

A un dipresso, un’auto è comodamente parcheggiata dinanzi ad un portone con tanto di divieto di sosta e parcheggio in bellavista.
Chissà, l’automobilista pigro spera che nottetempo i vigili urbani siano più clementi (loro che già al mattino sono misericordi).

Al momento di attraversare lo slargo che divide Piazza Moro – dove, settimane or sono, hanno provato a render cenere l’alberello che Gino Ancona donò alla città. Mah… – da Porta Baresana, senza lo spartitraffico sparito per la tappa del Giro d’Italia, mi ritrovo dinanzi ad uno spazio aperto ad ogni interpretazione personale e arbitraria del codice della strada.
Così, auto e scooter saettano dribblandoti, anche se tu dovresti essere sopra un fantasma di strisce pedonali.

Ed ecco lo scavo di Piazza Cavour: finché riaffioravano le chianche antiche era un mosaico meraviglioso, ora, invece, con le pietre bianchissime degne di una banchina portuale, mostra un marciapiede che separa il Centro storico dal resto della città, più che unirlo.

E della storica porta rattrista il fianco tuttora abbrunito dalle fiamme proditorie di qualche sera fa.

E ancora. Il fossato del Torrione angioino trasformato in discarica di rifiuti vari.
Il Palazzo Sylos Calò restaurato così bene da apparire medievalizzato, pur essendo rinascimentale.
Il borgo antico preda delle tenebre un giorno sì e l’altro pure.

Sì, dovremmo essere incazzati.
Ma con chi?
Solo con i centauri giovani e già malvissuti o con noi stessi ed il nostro modo d’intendere la legalità, molto prossimo all’illegalità?

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Commenti

  • dan dan (utente non verificato)

    Contro i politici… Tulla la vita sociale è decisa dalla politica…..

  • Fiorella Carbone (utente non verificato)

    Dan San, se fossero solo i politici, questi chi li elegge?????

  • ciccio scaraggi (utente non verificato)

    mario, anch’io sono incazzato da genitore, da padre di famiglia, da persona educata e amante dell’ordine, si sono molto incazzato con tutti i politici, con tutte quelle persone che ci hanno rappresentato e ci rappresentano…

  • BETTY ALUISIO (utente non verificato)

    Molte volte mi ritrovo a parlare con ragazzi di altre città, come capita spesso a molti ragazzi bitontini….ai BRAVI ragazzi bitontini: quando mi chiedono:”tu di dove sei?”, io quasi non vorrei dirlo di essere bitontina. Infatti, appena mi esprimo, si fanno commenti poco lusinghieri sulla situazione della nostra “città”. Purtoppo in quello che hai scritto ritroviamo tutta la verità che quotidianamente ci ritroviamo a vivere, oltre i tanti furti, che spesso subiamo, ma che non hai menzionato.