Comune, tempi biblici di attesa per un certificato

© web
Lo racconta un nostro affezionato e attento lettore
Un lettore, affezionato e attento, ci scrive lamentando un episodio di pachidrmica burocrazia accadutogli nei giorni scorsi.
Leggiamo insieme.
“Salve,
sono un cittadino bitontino e vorrei porre alla vostra attenzione un increscioso episodio accaduto presso gli uffici della nostra amministrazione comunale.
Ho chiesto presso l’Ufficio tecnico un certificato di destinazione urbanistica per uso successione, poiché a seguito del decesso di mia suocera c’è stata la necessità di dar corso alla suddivisione dei beni entro i termini e modi previsti dalla vigente legislazione.
La richiesta del certificato è stata avanzata all’Ufficio competente in data 20 maggio 2012 allegando altri certificati (visura catastale e mappa catastale) e provvedendo al pagamento dei “DIRITTI” di segreteria di euro 20,60, come richiesto dal personale addetto di segreteria, importo che prontamente ho versato presso l’ufficio postale.
Al termine dell’iter burocratico, mi aspettavo di ricevere in tempo reale in consegna il certificato (solo pura fantasia) ma ho ricevuto soltanto un “torni fra venti giorni”, termine temporale che sin da subito ho contestato poiché mi sembrava esagerato.
A ogni buon conto mi presento puntuale al ventesimo giorno e dopo avere atteso il mio turno per un’ora, ricevo alla mia richiesta del certificato la risposta “Non è pronto”, provi la prossima settimana.
Sono ritornato dopo quaranta giorni ma non ho tollerato dall’addetto di segreteria la stessa risposta ormai inaccettabile e ho prontamente chiesto di conferire con un responsabile.
La signora della segreteria mi ha indicato di rivolgermi all’architetto, quest ultimo alla mia richiesta di spiegazioni su tempi di attesa biblici per un certificato si giustificava, evidenziando che l’amministrazione negli ultimi tempi aveva subito una rilevante riduzione di personale e pertanto la mole di lavoro era aumentata notevolmente tale che sulla sua scrivania giaceva un pacco alto mezzo metro di certificati da evadere.
Questa incombenza deputata al personale tecnico licenziato, era stata assorbita dagli architetti, che oltre all’espletamento delle normali attribuzioni, “nei ritagli di tempo” cercavano di dedicarsi anche al disbrigo di queste pratiche, pertanto l’architetto con cui dialogavo, per accelerare i tempi, mi suggeriva di procedere da me con un’autocertificazione previa consultazione di un tecnico privato (naturalmente a pagamento) altrimenti non riusciva a esprimere una proiezione e tempi di consegna del certificato richiesto.
Preso atto delle giustificazioni ma che non condivido per nulla mi chiedo se a fronte di “Diritti” di segreteria esistano anche i “doveri”…
Purtroppo mi viene da pensare che sia tutto un ciclo vizioso per rimpinguire le casse comunali e alimentare i lavori ai tecnici privati poiché quelli della pubblica amministrazione sono oberati di lavoro.
Sig. Sindaco Abbaticchio, oltre ad essere risentiti per lo scempio commesso alla Porta Baresana, sicuramente un evento degno di nota in cui si evincono uno scarso senso civico e l’omertà, ormai fattori intrinseci nel DNA del popolo bitontino, sensibilizzi molto l’attenzione sui diritti dei cittadini giacché siamo contribuenti della sua amministrazione.
Fiducioso che quanto sopra possa scuotere le coscienze dei nostri amministratori, confido, nel frattempo, nella consueta e fattiva collaborazione di tutti i cittadini affinché gli argomenti espressi trovino concrete applicazioni nella vita di tutti i giorni.
Sig. Arcangelo CALO’
Cordiali saluti
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare