L’incontro/L’Assessore Mangini si presenta: “Il Comune non un palazzo di vetro, ma un gazebo”

Michele Cotugno Depalma
L'assessore Rocco Rino Mangini

Il responsabile di Politiche del Lavoro, Marketing Territoriale, Governo Partecipato, Legalità e Comunicazione si presenta ai cittadini

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Incontro l’assessore Rino Mangini in quella che per 4 anni è stata la stanza del vicesindaco Domenico Damascelli.
Tutto è ripulito, ovviamente.
Lui mi attende seduto dietro un tavolino, “perchè qui faremo i briefing e lavoreremo con il mio staff e con tutta la squadra”.

Veste sportivo, lui. Camicia e jeans.
Ripete più volte due parole che qui suonano nuove: “Sistema Bitonto“.
Senza presunzione e tanta voglia di fare anche perchè viste le deleghe acquisite (governo partecipato, politiche del lavoro, comunicazione istituzionale, marketing territoriale, legalità) di lavoro c’è ne è tanto sul groppone, per uno che, in 36 anni di vita, è stato spesso portato a lavorare fuori dalla sua città.

Il primo impatto è senz’altro sulla sua carica: “Ho accettato l’assessorato con quella grande responsabilità che ho mostrato negli episodi più significativi della mia vita, e non ho avuto nessuna sensazione di gioia, anche perchè non me lo aspettavo nonostante mi fossi reso disponibile”.

Poi l'”interrogazione” sulle politiche del lavoro, questo sconosciuto a Bitonto: “Non significa dare lavoro – precisa come se volesse smorzare gli entusiasmi – ma creare un filo conduttore tra aziende di formazione come la scuola e l’università e le aziende lavorative, e di qui poi avvicinarsi alle politiche del lavoro nazionali, regionali e comunitarie di cui molti non sanno neanche l’esistenza”.

“Per fare questo è necessario certamente tanta e buona informazione, ed abbattere quella mentalità chiusa, retrograda e diffidente dei bitontini”, prosegue uno dei due “superassessori” (deleghe alla mano, ben precisiamo) della giunta Abbaticchio.
Anche sulla legalità tanto da fare: “Su questa questione c’è poca fiducia che anche il recente passato ha aiutato a far lievitare. E’ necessario combattere l’illegalità con azioni che vadano nell’esatto contrario, partendo proprio dalla trasparenza e dalla legalità che deve esserci nel Comune, che non deve più essere un palazzo di vetro ma un gazebo, e che poi deve essere da monito e da spinta alle azioni della società civile, che deve essere animata da buone prassi”.

Già, anche in casa Mangini riecheggia il nuovo refrain: Bitonto, (finalmente) una comunità di cittadini. Non più un posto oscuro, ma abitato.
Per questo c’è anche il governo partecipato, “che deve far ritornare il senso delle istituzioni in questa città e debellare quella visione del Comune come il nemico da abbattere“, sottolinea Mangini.

C’è anche la comunicazione che va in tal senso. “E’ mia intenzione dotare il Comune di un Piano di Comunicazione evoluto, anche attraverso il rafforzamento del sito Internet e l’utilizzo dei social network, in modo tale da ricondurre il cittadino verso il Comune in una sorta di audit civico, e sempre il Comune deve avere una efficace comunicazione interna tra i vari settori ed i vari assessori, mentre all’esterno deve proporsi come una sorta di house organ”.
In ultimo, ma non da ultimo il marketing territoriale, anzi no “la valorizzazione del territorio” come la definisce Mangini.

“E’ nostra intenzione valorizzare tutte le eccellenze bitontine, dalla Cattedrale ai vincitori della StraBitonto di domenica scorsa, passando ovviamente per l’olio che è l’eccellenza più importante e conosciuta, e per il quale mi piacerebbe realizzare un consorzio tra i vari produttori ed usare una sorta di criterio della destagionalizzazione e progettualità del prodotto, ma è fondamentale anche accogliere tutte quelle occasioni di scambio culturale e di turismo che vengono da fuori per poi emularle e sperimentarle in città sotto una nuova veste e per una crescita globale della città“, è la ricetta dell’assessore.

Tutte le deleghe vanno a braccetto, allora, come anche la giunta, perchè “deve necessariamente lavorare di squadra”, e pensiero finale al suo impegno da assessore:
“Ho preso questo impegno in modo “full time”, con la massima disponibilità perchè è un vero e proprio lavoro, e lo porterò avanti con la più grande trasparenza e correttezza possibile”, conclude.

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Commenti

  • lupo lupo (utente non verificato)

    Parole…parole…parole…ai posteri l’ardua sentenza!!!!!!!!