Giunta e assessori, riecco lo Spillabario

Marino Pagano
lo Spillabario

Comincia l'Era Abbaticchio: nomi, volti, fatti e tante "punture"

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Come già in occasione dei commenti sull’esito elettorale, arieccoci con il gioco semiserio (questa volta forse più serio che semi) dello Spillabario.

Nel caso, commentiamo a nostro modo i primissimi tempi dell’era Abbaticchio, con particolare attenzione alla giunta pochi giorni orsono venuta al mondo.
Come sempre, ogni lettera un nome, un fatto: diciamo un pretesto. Perdonateci, ma sono cose che capitano a chi ha sempre bellamente confuso il mestiere con il trastullo.

Dunque, non prendeteci a tutti i costi alla lettera.
Siate serenissimi come la Repubblica di Venezia. Pronti, via.

A come Assemblea
Quella consiliare. Quella che ci rappresenta (dovrebbe rappresentare).
Chi la dirigerà? Chi la guiderà? Trovata la quadra?
Urge una conduzione libera da condizionamenti, affidabile, competente.
Vi sembrerà strano, visti i miseri siparietti d’epoca recente, tuttavia stiamo parlando nientepopodimenochè della cosiddetta “massima assise cittadina”.
Così dicono, almeno.
Che la guida ne sia degna, ad ogni modo. Anzi, in un solo modo: serio.
Sempre che non si chieda troppo.

B come Brandi Francesco
Sarà che ne conosciamo la sincera ispirazione alla cittadinanza attiva e responsabile, ma questo eterno ragazzino l’avremmo voluto in Consiglio.
In politica, si sa, tutto ha una genesi e una sola sarebbe stata la via: un assessorato attribuito a Città Democratica, segnatamente a Pippo D’Acciò.
Il punto è proprio questo. Vedi alla lettera E

C come Cultura
Bene, benissimo ha fatto Michele Abbaticchio a tenere per sé la delega alla Cultura.
È giusto che un elemento per noi cardine non solo dell’attività amministrativa, ma soprattutto dell’intera vita cittadina, finisca presso competenti mani. Mani già dimostratesi rapaci nella capacità d’attrarre fondi.
E Dio solo sa quanto ne servano al mondo culturale.
Il sindaco, su questa e altre tematiche, farebbe bene ad usare un piglio decisionista, al di là di ogni leaderismo.
Così come al di là di qualsiasi tentazione ragionieristica.
Il gioco, così, sarà bello che fatto.
“Caro Michele”, per dirla con Natalia Ginzburg: i cittadini ripongono fiducia. Ripagali. Uno ad uno. Senza grana, of course: ché non ce n’è, si sa.
Trovala, quella, per le cose serie: ai cittadini basta l’anima
.

D come Daucelli Michele
Parli di conti e di soldi e spunta la calcolatrice. Umana.
Ma disumano, abnorme è il compito richiestogli.
Per lui il criterio matematico e algebrico dovrà esser quotidiano pane.
La ragionieristica l’abbandoni anch’egli, tuttavia. Non è questione del solito e stantio “intelligenti pauca”.
No, ve lo diciamo proprio, cari amici della giunta. Noi non vogliamo il culto del numero e del calcolo.
Noi vogliamo la politica. Noi ardentemente desideriamo che torni.
Era andata a farsi un giro lungo quattro anni.
Passi pure un giro, ma due non saranno perdonati
.

E come Esclusa
L’esclusa eccellente, almeno per il momento, è Città Democratica, non c’è che dire.
Un movimento dotato di forte caratura simbolico-morale non entra in giunta.
È una cosa che si dovrebbe spiegare meglio alla città.
Nel nostro piccolo, però, noi ci permettiamo di pensare che avrebbe fatto non certo male l’autorevole presenza di Pippo D’Acciò tra gli assessori.
Una sorta di padre morale a garanzia di tutti.
Intendiamoci: non abbiam qui la presunzione di ritenere che questa giunta necessiti di qualsivoglia paternità etica, però, in questi campi, meglio abbondare.
E Pippo avrebbe assicurato rettitudine e onestà in gran messe. 
In ultimo, una proposta al sindaco.
Vicina a Città Democratica è una personalità cittadina molto prestigiosa.
Un uomo e un educatore d’altri tempi: il maestro Marco Vacca.

Perché non coinvolgerlo, consultarlo, chiamarlo?
A proposito di padri etici…

F come Furia
Furia Abbaticchio, quella mattina.
La mattina della presentazione alla stampa della giunta.
A parte che erano le 13-14. Dunque, mattina un corno (e partiamo male: anche i giornalisti hanno la gola e la panza, sior sindaco).
Dovevate vederlo. Un fiume in piena.
Punto nell’orgoglio e deciso a rispedire tutto al mittente.
Una furia, appunto. Forse, magari, semplicemente preso dalla solennità del momento e dalla voglia di partire a tutti gli effetti.
Ad ogni modo, buon segno. Purché al fumo della rabbia s’accompagni l’arrosto di chi quaglia. Quanto al fumo (e alle pipe), abbiam già dato.

G come Giunta
Giunse la giunta. E giunse dopo che giunsero anche, puntuali, i primi problemi di gastroenterite allo stato embrionale.
Speriamo non vengano i momenti in cui essa si farà acuta.
Non siamo certo medici, eppure sappiamo che la gastroenterite può essere anche infettiva. Nei casi più gravi e rari è previsto addirittura il ricovero in isolamento. Può essere un’idea, a ben pensarci.
Un’ultima preghiera. Non azzardatevi, nemmeno sotto la più crudele delle torture, a proferire l’aggettivo “granitica” (di venerata memoria) riguardo alla tenuta della maggioranza.
Non esca dalle bocche vostre nemmeno per sogno.
Porta più jella di un gatto nero che dovesse attraversare via Rosario Chiarchiaro a Colobraro e tagliare la strada ad una Mercedes formato Lucarelli addì(o) venerdì 17 novembre di un anno bisestile.

H come Horror vacui
Peggio anche del più infame dei virus e di tutte le jelle del globo sarebbe il ritorno del déjà vu del nulla in Consiglio.
Perché, contraddicendo Aristotele, l’ultima assise ha mostrato come il vuoto, in natura, possa esistere. Eccome se può.

Su questo, sulle migliorie eventuali, attendiamo con fiducia e pazienza.
Noi non è che si sia eufobici.
Le belle notizie e le belle realtà nuove ci aggradano.
In verità, vorremmo fossero semplicemente e veramente vere.
Se non vediamo, non crediamo.

I come Incantalupo Mimmo
Con un cognome così, dopo l’Ambiente e l’Agricoltura, mancava gli dessero anche le Politiche Forestali, magari con escursioni verso il Gran Sasso o la Maiella. Così, per gradire.
E invece, d’incanto (ops…), eccolo assessore anche alla Polizia Municipale.
Brutta gatta da pelare. I lasciti di De Paola e dei molteplici assessori valliani sono ancora lì. Auguri. In bocca al lupo, proprio no.

L come Legalità
Altra parola chiave di questa campagna elettorale.
L’auspicio, anche qui, è che si passi presto ai fatti. E che la legge-guida sia soprattutto una: condivisione. La legalità si costruisce. Insieme.
La legalità ci occorre per lo stesso motivo per cui ci occorre la legge stessa.
Per vivere, convivere. La regola per noi non è imposizione ma mano tesa. Legalità è gioiosamente legare le nostre mani.

M come Marinella MurgoloVolto nuovo, volto esperto, volto femminile.
La vera sorpresa della giunta targata Abbaticchio.
Il tempo ci dirà se l’abbinamento delle deleghe relative ad Urbanistica e a Lavori pubblici sarà stato fruttuoso.
Volto nuovissimo, si diceva. Probabilmente non popolare, vero.
Alle volte, però, pur senza cadere nel tecnicismo, il passo indietro dei politici può farne fare vieppiù in avanti alla politica.
Il consenso è una determinante premessa democratica, per carità.
Che rimane, spesso, nient’altro che tale. Non solo: il consenso non è un dato meramente numerico, né tantomeno interno al recinto di una stretta e conclusa idea di politica.
Il consenso, alla fine, è un fatto umano. E dunque, come tale, politico.
Il consenso si conquista.
Alla Murgolo è andata, certo, una carica delicata e pesante come un macigno.
Ma è andato anche un privilegio, sarebbe assurdo non riconoscerlo.
A lei il compito di continuare a stupirci.
Le scommesse sono così. O scommetti o scommetti.
Come sempre, è meglio stare con Pascal che con Voltaire.

N come Nacci Domenico
Altra giovane puntata.
Serio, sa il fatto suo. Gli è stato affidato, oltre allo Sport, anche il Personale. Patata bollentissima, davvero.
Dovrà scontrarsi con privilegi antichi e con una struttura per molti versi alle pezze. Contiamo sulla sua tempra umana, ma attorno a lui dovrà esserci massima collaborazione e comunione d’intenti: a partire dallo stesso sindaco.

O come Osare
È il verbo scelto da Michele Abbaticchio durante la presentazione dei suoi principali collaboratori.
Noi ribattiamo. Si poteva osare di più? Forse sì.
Alcuni nomi tra gli assessori non sono proprio espressione della gioventù più fresca. Ma si sa: gli equilibri…
Una cosa però, simpaticamente, la diciamo: non osi Mike separare ciò che le elezioni hanno unito. Le elezioni hanno unito la città alle sue parole, ai suoi propositi, alle sue idee. Ora, torna alla parte finale della lettera C. 

P come Poltrone
In merito ad una balenata ipotesi, ha detto Abbaticchio: “Credo che l’opposizione non abbia bisogno di poltrone per votare provvedimenti utili per la città ed io non voglio offendere nessuno offrendo incarichi per farlo, diversi da quelli che si sono guadagnati sul campo”.
Confidando nella speranza che invece i suoi assessori non si siano sentiti offesi una volta chiamati alla gogna della poltrona, osiamo (aridaglie!) augurarci che i provvedimenti, malgrado il gravoso peso della cadrega, arrivino comunque…

Q come Quasi
Va di moda in questi giorni. Quasi bella, quasi brutta.
La giunta di Michele Abbaticchio, tra gli addetti ai lavori, non entusiasma tutti a mille né getta i detrattori in uno stato di depressione. Molti dei sostenitori non riescono a non riconoscere che, pur in un quadro nettamente positivo, si poteva sognare qualcosa in più.
Idem per piddini e soci: non va, non ci piace, però in effetti qualcosa di buono c’è. Poi, ovvio, esistono i talebani in servizio permanente effettivo.
Ma quelli sono degli idioti, si sa. Senza quasi. 

R come Rocco Rino Mangini
Altro giovane. Due nomi, una persona, cinque deleghe.
Va proprio a lui la Legalità, assieme a Marketing territoriale (e dunque, come chiarito in conferenza stampa, Turismo), Comunicazione istituzionale (ma non c’è giù un ufficio preposto alla materia?), Politiche del Lavoro e Bilancio partecipato.
Espertissimo in comunicazione, con lui siamo all’ala più suggestiva ed ispirata della coalizione. Praticamente, “l’immaginazione al potere”.

S come Scauro Francesco
Volto non nuovo. Così come non nuove, però, sono anche la sua pacatezza e competenza. Rappresenta il Garofano nella giunta, l’anima socialista e riformista. La rappresenta col sorriso sempre pronto e vivo sul suo viso.
Se qualche suo compagno illustre prendesse esempio da lui, non sarebbe male.
Si può esser “franchi” anche col sorriso, si sa. A buon intenditor…

T come Tecnico
Michele Abbaticchio è un tecnico. La Murgolo pure.
Vuoi vedere che ricadiamo nell’impoliticità? Dubitiamo, seppur con infinite dosi di juicio. Anche perché… Beh, vedi quanto spiegato alla voce M.

U come Umberto
Nel senso del teatro. Con la giunta c’entra forse apparentemente poco.
Ma col turista che arriva a Bitonto, sì. Turista credulone e giustamente convinto che qui ci siano due teatri. Troppa grazia, signor turista.
La miglioriamo questa segnaletica, sindaco? Ok, non sarà il primissimo dei problemi. Però l’operazione marketing è come la scommessa sempre alla lettera M: o la fai bene o non la fai.

V come Vito Masciale
Uomo simbolo, il simpatico e mai domo Vito, del legame con il passato amministrativo del centrosinistra bitontino. Vito ha l’età che ha.
Tuttavia, in campagna elettorale è stato palesemente vicinissimo alla lista Giovani con Michele Abbaticchio. Sodale del suo amico, oggi consigliere, Vito Lozito. Saranno anche giovani dentro, i due, per carità.
Il problema è che gli elettori principali di quella lista lo erano anche fuori.

Z come Zebedei
Quelli rotti dai profeti del piffero secondo cui questa maggioranza ha (avrebbe) già i giorni contati. Tifare per una caduta anticipata è come tifare contro la Nazionale di Prandelli agli Europei.
Altro che Prandelli: ne verrebbe fuori una Bitonto ridotta, semmai, a brandelli.
Scenario da brividi purissimi: verranno qui e gireranno “Bitonto anno zero”. No, non ne vale la pena.
Ma se cadranno: “Che peste li colga”, direbbe il buon Amedeo Nazzari.
Abbiamo finito. Saluti a casa.

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Commenti

  • michele masciale (utente non verificato)

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  • alessandro b (utente non verificato)

    sono stato 10 minuti x leggerlo… 🙂 ma ne è valsa la pena…bravo marino

  • nomeLizia cognomeDe leo (utente non verificato)

    Inserisci un nuovo commento…Bravo Marino! Continua a osservare. riflettere, pungolare…sempre con analitica e simpatica ironia: fa bene alla democrazia!