Buco all’Asl di Massa, revocati i domiciliari a Delvino

Michele Cotugno Depalma
Vito Antonio Delvino

Era stato coinvolto nelle indagini concluse qualche settimana fa

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Arresti domiciliari revocati per Antonio Delvino, il bitontino ex direttore generale della Asl 1 di Massa Carrara finito nell'inchiesta su un maxi buco di bilancio da 270 milioni di euro dell'azienda sanitaria stessa.
Lo ha deciso il tribunale del riesame di Genova, "che ha revocato gli arresti – spiega il suo avvocato, Roberto Valettini– non perché non sussisteva il rischio di inquinamento prove o reiterazione di reato, ma per l'assenza di gravi indizi di colpevolezza''.

Delvino, attualmente residente a Pisa, direttore generale della Asl di Massa Carrara dal 2007 al 2010, era stato destinato alla custodia cautelare il 23 maggio scorso con l'accusa di falso ideologico in atto pubblico, ma fin dall'inizio vi erano perplessità sulle decisioni prese dal G.I.P perchè, sebbene il provvedimento era stato notificato dalla Procura di Massa Carrara lo scorso 10 Gennaio, è stato autorizzato soltanto  a maggio dal giudice preliminare, facendo venir meno l’urgenza, la necessità della detenzione,la possibilità di fuga (Delvino si trovava a Bitonto al momento della somministrazione della misura cautelare), la reiterazione del reato e l'inquinamento delle prove, anche perché lo stesso Delvino, dopo le dimissioni forzate dalla ASl, fu reintegrato nel 2010, ma fu costretto a rinunciare al posto a causa della decisione Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, che aveva già nominato un altro direttore generale.

Nella stessa inchiesta, ai domiciliari è finito Alessandro Scarafuggi, direttore generale della stessa Asl dal 2002 al 2007, mentre è in carcere l'ex direttore amministrativo Ermanno Giannetti con l'accusa di peculato,  avendo distratto, secondo gli inquirenti, circa 1,5 milioni di euro.
A Giannetti, infatti, sarebbero riconducibili gioielli, Rolex, immobili, auto di lusso ed un allevamento di cani levrieri, tutto finito sotto sequestro dalle Fiamme Gialle.
Nell'ambito della stessa ordinanza, infine,  sono state denunciate altre 11 persone, tutti imprenditori della Lunigiana.

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