Politicamente scorretto. Dal nuovo sindaco a Facebook, ecco il Pagellone delle elezioni

Pasquale Scivittaro
il Pagellone

Arrivano i voti dopo questi due mesi (scarsi) di passione. Giudizi personali che non pretendono l'approvazione di tutti

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Voto 10 a MICHELE ABBATICCHIO. Ha vinto il primo turno, ha stravinto il ballottaggio ed è diventato il Sindaco di Bitonto, il più giovane della storia (almeno con la nuova legge elettorale, la 81/93). Solo questo servirebbe a giustificare la valutazione più alta, ma bisogna pensare anche ad alt(r)o. Mai una parola fuori posto in campagna elettorale, nessun cenno di nervosismo, ha badato sempre a parlare di programmi sottolineando anche di non avere con sé alcun accompagnatore romano a sostenerlo, onorevole o senatore che sia. In un periodo come questo è senza dubbio un vantaggio.
E’ il grande artefice, poi, del cambio generazionale di questa campagna elettorale: ha coinvolto nel suo progetto i giovani, che mai come questa volta, infatti, sono stati protagonisti, mettendoci faccia e firma (su Facebook), dell’elezione del nuovo sindaco della città. Davanti a lui, adesso tante sfide, tante responsabilità ed un dovere morale: non può fallire, non può deludere una città intera che crede fermamente in lui.

Voto 9 a VITO MASCIALE e PASQUALE CASTELLANO. Dite tutto ciò che volete ma sono gli unici due uomini del Partito Democratico, perché tali rimangono, ad aver capito i sentimenti della gente. E ad aver vinto. Non si sono nascosti dietro la corazza d’argilla del partito numericamente più forte ma hanno avuto il coraggio di osare, di uscire momentaneamente dalle stanze della “Peskara” e di sposare un’idea di città che s’è rivelata la più apprezzata dai cittadini. Adesso hanno il diritto di tornare in quel partito e, magari, con l’aiuto di gente che ha dimostrato di avere consenso (Natilla – Depalma – Ricci), di provare a riscrivere una nuova storia per il Pd bitontino, altrimenti destinato a continue magre figure.

Voto 9 ai pazzi, folli, esponenti della coalizione di maggioranza. Matteo Masciale (Il Ponte), Giovanni Ciccarone (Cultura Democratica) – insieme hanno dato vita a Progetto Comune -, Ornella Maione (Rifondazione Comunista), Michele Daucelli (Sel), Franco Matera (Partito Socialista), Giuseppe Fioriello (Idv), Vito Palmieri (Laboratorio),  Pippo D’Acciò (Città Democratica), in rappresentanza di tutti i loro amici e compagni, ci hanno visto lungo ed hanno azzeccato tutto. Non hanno badato a meri calcoli elettorali, ma sono gli unici ad aver interpretato, con il grande aiuto del candidato sindaco, ciò che la gente invocava: la libertà dalla “vecchia” politica.

Voto 8 ai giovani della coalizione per Michele Abbaticchio. Tanti, un esercito imponente mai visto nella storia politica bitontina, in grado di rappresentare il vero cambiamento. Adesso non bisogna illuderli, non bisogna abbandonarli, bisogna coltivarli affinchè possano finalmente incarnare quel cambio generazionale di cui le istituzioni, i partiti e la città hanno bisogno.

Voto 8 anche ai Giovani Democratici. Hanno dimostrato spirito di abnegazione, grande impegno e dedizione alla causa, hanno fatto sentire la loro voce e sono stati sempre vicini, fisicamente e con il cuore, al loro candidato sindaco, anche nel momento più triste della sconfitta. Onore a loro, che magari avranno poca voce in capitolo, magari non riusciranno a cambiare il loro partito dall’interno, ma che hanno mostrato di credere in un progetto per il quale hanno dato tutto.

Voto 7.5 a PAOLO INTINI. Una persona eccezionale, una persona per bene, che ci ha messo la faccia pagando molte – se non tutte – colpe non sue. La sua serietà, la sua onestà, siamo sicuri siano state doti apprezzate dai cittadini, che però hanno visto in lui il candidato di una politica, quella dei partiti tradizionali, che ormai non esiste più. E non piace più.
Ha pagato oltremodo la scelta di una giunta di tecnici, ha pagato anche l’abbandono totale dei partiti della sua coalizione, ma le ha provate tutte e davvero non può rimproverarsi nulla.
Farà un’opposizione rigida, seria e costruttiva. Sicuro.

VOTO 7 a Franco Natilla e Gaetano Depalma. Il primo ed il secondo degli eletti nel Partito Democratico. Vi chiederete: perché un voto così alto nonostante la sconfitta? Sono tra i pochissimi, insieme anche ai ragazzi de La Puglia per Vendola del buon Nicola Lucarelli (7 anche per lui), ad aver anteposto, nel primo turno, il nome del candidato sindaco (Intini) alla preferenza personale. Prego, controllare il numero dei disgiunti a proprio carico.
Poi, come se non bastasse, sono stati tra le pochissime eccezioni ad aver speso le ultime riserve di energia anche durante il ballottaggio, organizzando incontri tra il candidato sindaco ed i propri elettori.
Sono gesti di coerenza che meritano rispetto. A loro un augurio: buon lavoro nel (nuovo?) Partito Democratico.

VOTO 6.5 a Carmela Rossiello e Domenico Damascelli, gli unici due consiglieri del centrodestra, gli unici a salvarsi dal naufragio dell’ex gruppo di maggioranza. I bitontini, evidentemente, non hanno dimenticato i quattro anni della giunta Valla, che hanno segnato la città. Non certo in positivo.

VOTO 6 alla comunicazione della campagna elettorale. E’ la giusta media tra il voto altissimo (9) alla comunicazione della coalizione di Michele Abbaticchio, guidata dal fosforo di Rino Mangini, dal pragmatismo di Beppe Barbone, dalla passione di Beppe Martucci e dal genio di Pierfrancesco Uva, ed il voto bassissimo (3) alla comunicazione della coalizione di Paolo Intini, che non ha mai dato il segnale di avere le idee chiare su quanto trasmettere alla gente, a partire dagli slogan.

VOTO 5 alla sezione numero 17, ultima sezione a concludere lo scrutinio nel primo turno, ultima sezione a concludere lo scrutinio nel ballottaggio. Con l’aggravante che le preferenze per i candidati al consiglio comunale non sono ancora state trovate.

VOTO 4 al Partito Democratico. “Il partito si può cambiare da dentro”, dicevano alcuni subito dopo la formazione delle coalizioni, prima della campagna elettorale.
“Il partito si può cambiare da dentro”, dicono alcuni per giustificare l’ennesima sciagura elettorale, la seconda consecutiva, e per discolparsi dall’evidente errore di miopia politica di aver acconsentito, senza batter ciglio, la nascita di una coalizione forse numericamente più forte (sulla carta), ma certamente ideologicamente molto più debole. E meno presentabile.
Adesso viene il bello: il Pd, che vede tutti i protagonisti del famoso tavolo di centrosinistra festeggiare la salita a Palazzo Gentile sulla carrozza di maggioranza, dovrà per forza di cose rinnovarsi sul serio se vorrà tornare a rivivere i vecchi fasti. Dopo lo schiaffo del 2008, il pugno del 2012 non potrà non avere conseguenze. E bisognerà davvero cominciare “da dentro”, salutando una lunga stagione di cui i cittadini hanno dimostrato di non volerne più sentir parlare.
Si dovrà fare un’analisi seria della situazione e qualcuno dovrà prendersi delle responsabilità per questa ulteriore debacle.
Una cortesia, però, è doveroso richiederla. Risparmiateci due conclusioni, che dimostrerebbero come ancora non si capiscano le dinamiche politiche di questa città: ha vinto l’antipolitica, non ha “tirato” il candidato sindaco.  

VOTO 3 a tutti i protagonisti dell’era Valla che sono stati sonoramente bocciati dagli elettori. La gente, evidentemente, non ha dimenticato.

VOTO 2 a tutti gli aspiranti consiglieri del Partito Democratico che hanno ricordato di avere un candidato sindaco (Paolo Intini) solo quando hanno visto la terra franare sotto i piedi, o meglio la sedia scivolare da sotto i fondoschiena. Se avessero pensato ad entrare nell’elettorato prima col candidato sindaco, poi con il proprio nome e cognome, forse le cose per qualcuno sarebbero andate diversamente. Intelligenti pauca.

VOTO 1 alle due settimane pre-ballottaggio. Pesanti, incandescenti, vergognose, che hanno rovinato il fair play della campagna elettorale del primo turno ed hanno ammorbato un clima fino a quel momento mite. Progetti per la città, discorsi sui motivi per i quali scegliere un candidato piuttosto che l’altro, hanno lasciato spazio a calunnie, insinuazioni, dietrologie ed enormi pipponi mentali. Completamente inutili.

VOTO 0 a Facebook, diventato ad un certo punto uno sfogatoio per persone possedute dalla sindrome del “so tutto io, ho ragione io, siamo i migliori, voi non esistete” pronte a difendere anche l’indifendibile.
E anche a certi supporters che hanno deciso di staccare la spina alla propria materia grigia per qualche settimana, iniziando ad inveire anche – e soprattutto – contro i giornalisti. Gli unici, da sempre, a svolgere il proprio lavoro con grande passione, cercando di dare un servizio per la crescita della città (il voto è 10, e qui non posso che essere di parte).

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Commenti

  • noxaze (utente non verificato)

    Valutazione poco poco di parte??? MA GIUSTO LEGGERMENTE!

  • UnLiberale (utente non verificato)

    …è facile fare il “prof” e dare i voti (con un pizzico di piaggeria nei confronti dei vincitori!!), ma ha dimenticato il più suffragato del Laboratorio. Che voto gli diamo? Si tratta di una dimenticanza oppure di qualcos’altro?…

  • rzzrnt (utente non verificato)

    UnLiberale….. il piu suffragato del laboratorio? meglio non dargli voto…..dovrebbe piuttiosto difendersi da tutto quello che si dice in giro e che non mi permetto di ripetere non avendone alcuna prova……