Omnia, vero orgoglio bitontino

© Urbano
Per i biancoblu finalmente una degna cornice di pubblico e non tradiscono: Giuseppe Leone decide l’andata della finale playoff
Leone batte Leonessa 1 a 0.
L’esperto calciatore dell’Omnia Bitonto affonda gli altamurani con un gol da centravanti puro dopo appena dieci minuti di gioco, in una partita tesa, difficile per i padroni di casa al cospetto di una squadra brillante dal punto di vista atletico e con un paio d’individualità eccellenti.
Il risultato è senz’altro positivo per i biancoblu ma non permette né cali di concentrazione né esultanze anticipate in vista del ritorno di Altamura, considerando soprattutto la migliore classifica “regolare” della Leonessa alla quale basterà, quindi, vincere tra le mura amiche per spuntarla.
L’irremovibile Paolo Catucci va dritto per la sua strada e schiera l’Undici che ritiene più idoneo ad affrontare il forte avversario di turno, non badando all’anagrafe, al pedigree o all’attuale status di ogni singolo soldatino a sua disposizione.
Fuori per infortunio le due “dighe” storiche, Masciale e Grumo, in panchina per coraggiosa scelta tecnica i veterani Michele Schiavino, Antonello Orlino, Rubini e De Ruvo, l’allenatore bitontino getta in campo dal primo minuto: Cervelli tra i pali, i soliti centrali difensivi Verriello e Dario Orlino ad affiancare i terzini Schiraldi e Antonio Schiavino; a centrocampo, capitan Iovene e Rosati in mediana, Bonasia e Catucci junior sulle corsie esterne ad innescare il battagliero tandem Leone-Lovero (ben quindici anni di differenza tra i due, ma identica propensione al sacrificio per la causa comune).
Alla prima vera occasione della partita, come si diceva sopra, Giuseppe Leone già trova il guizzo vincente nel cuore dell’area di rigore altamurana e trafigge il portiere ospite Tedesco.
La chirurgica girata di destro – non il suo piede più nobile – dell’attaccante locale manda in visibilio l’affollata e rumorosa tribuna coperta del “Città degli Ulivi”, mai come in quest’occasione unita e fiera d’essere rappresentata da un gruppo costituito da soli bitontini D.O.C., per sangue e residenza.
Al 14’ sale in cattedra il numero 7 della Leonessa Altamura, Francesco Scarola, sicuramente uno dei pezzi più pregiati al servizio di mister Saverio Abrescia: la sua pennellata mancina su calcio di punizione è quasi perfetta, aggira la barriera e sembra doversi infilare a pochi centimetri dal palo alla sinistra di Cervelli. Ma il volo e la smanacciata in totale estensione dell’estremo difensore bitontino producono una parata da cineteca.
Fino al duplice fischio, Leone continuerà a sbattersi e battersi su ogni pallone tenendo fede al suo cognome animalesco, mentre Rosati e Lovero ci provano da lontanissimo sfiorando il bersaglio grosso. Tuttavia la palla gol più clamorosa capita al 43’ sull’esterno destro di Bonasia che, a tu per tu con Tedesco, si vede respingere a palmo aperto il tocco a botta sicura.
Per quanto riguarda i dinamici ospiti, occorre dire che quasi ogni azione offensiva passa per i piedi del ventiquattrenne capitano Nicola Basile e dell’instancabile Scarola.
La cronaca della ripresa è tutta concentrata nei quindici minuti centrali.
Entrano in scena, nell’ordine, Michele Schiavino per un applaudito Leone, Rubini per Iovene, Antonello Orlino per Lovero. L’Omnia riprende a spingere alla ricerca del fondamentale raddoppio, potendo contare ora anche sulla veemente voglia di riscatto individuale dei tre “vecchi” marpioni, Scarola da par suo non smette di puntare avversari, area e porta biancoblu.
Rubini in devastante proiezione offensiva perde l’attimo fuggente per trafiggere Tedesco o servire un compagno meglio piazzato; sul capovolgimento di fronte, Giuseppe Abrescia non supera Cervelli. In entrambi i frangenti, grandi i portieri.
L’ultimo quarto d’ora fa emergere una preoccupante inferiorità atletica dei padroni di casa e conferma la vena balistica di Scarola, ancora protagonista con due conclusioni dalla distanza.
Cervelli è sempre iperconcentrato e vigila.
Il triplice fischio è una liberazione.
Terza affermazione dell’Omnia su tre incroci stagionali contro i murgiani, eppure ciò non garantisce certezze aprioristiche in ottica ripescaggio in Prima Categoria perché ad Altamura non si dovrà perdere.
Una vittoria macchiata di giallo per la pesante ammonizione beccata da Dario Orlino, diffidato, ma arricchita dalla presenza in tribuna di una folta rappresentanza di dirigenti e calciatori dell’US Bitonto. Acerrimi avversari sul campo quest’anno, pur sempre parenti e concittadini fuori.
A dimostrazione che per raggiungere importanti obiettivi bisogna essere in tanti. E uniti.
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