Antenna Umts, a Mariotto la protesta continua

Carmela Moretti
Un momento della protesta

I cittadini si sentono inascoltati e traditi dal Comune di Bitonto

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A Mariotto il malcontento per l’installazione dell’antenna Vodafone era già esploso.

Nei giorni scorsi gli abitanti di via Bernini, i più interessati alla vicenda in quanto vicinissimi al sito prescelto, avevano provato a richiamare l’attenzione dei concittadini e delle istituzioni con lettere di protesta, riunioni e una raccolta di 600 firme.
Nulla di fatto.

I loro tentativi non sono serviti a fermare i lavori e ieri mattina si è aperto il cantiere che andrà a collocare l’antenna ricettiva a pochi metri dalle case.  Di buon’ora gli abitanti della frazione- i più audaci, a dir la verità- sono scesi in strada a protestare, sconvolti dalla visione delle torri enormi che gli operai stavano montando; con veemenza e dinnanzi alle forze dell’ordine hanno lamentato l’assenza delle istituzioni e la loro preoccupazione per i rischi alla salute.

“Ancora una volta il Comune di Bitonto ha lasciato che i lavori procedessero senza aver prima ascoltato le nostre richieste. Siamo utili solo quando dobbiamo aiutare qualcuno con il nostro voto. Noi non siamo contro la tecnologia ma l’antenna poteva essere posizionata in una zona più periferica, perché qui vivono i nostri figli e ed è nostro dovere tutelarli”, dichiara una signora che ha preso parte alla protesta.

Al sopraggiungere di una delegazione dell’azienda Vodafone, la reazione si è fatta più accesa.
A loro i mariottani hanno rivolto domande più tecniche, nella speranza di capire se vi fossero abusi e illegittimità, e a nulla sono valse le loro parole di rassicurazione.

Alcune donne, con fare battagliero, si sono dirette a Bitonto per sporgere denuncia ai carabinieri e far in modo che la vicenda diventi oggetto d’interesse per la magistratura.

Restano tuttavia dubbi e domande irrisolte sulla normativa che dovrebbe regolare l’installazione delle infrastrutture per le telecomunicazioni.

Non è chiaro se il decreto Gasparri, che all’art. 3 stabilisce che “le antenne sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e sono realizzabili in ogni parte del territorio comunale, anche in deroga agli strumenti urbanistici e ad ogni altra disposizione di legge o di regolamento”, sia stato annullato dalla Corte costituzionale con  la sentenza n° 303, se la scelta dell’ubicazione spetti nuovamente alle amministrazioni locali  e quali siano le norme da rispettare in vicende come queste.

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