Le parole dei vinti

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Comincia la resa dei conti all'interno del Partito Democratico?
9.133 voti. In percentuale, il 34,6% delle preferenze espresse. E’ il risultato, conseguito da Paolo Intini e dalla sua coalizione, che non è bastato per conquistare i banchi della maggioranza a Palazzo Gentile. Indubbiamente, quelle in corso sono ore di giubilo per i vincenti. Ma dalla parte dei vinti, quali sono gli umori?
Il primo a rilasciare il proprio parere sul risultato delle urne era stato, nel pomeriggio di ieri, proprio il candidato sconfitto, che aveva attribuito la sconfitta alla “cattiva etichetta che mi hanno dato” e ai problemi esistenti all’interno della coalizione.
“Letto con il senno di poi, considerando la vittoria di un sindaco grillino a Parma, siamo stati penalizzati dal vento dell’antipolitica, oltre che da valutazioni politiche sbagliate – è stato, invece, il parere del portavoce del PD Sabino Lafasciano, che rimprovera alla sua squadra di aver costruito una campagna sul candidato sindaco, “solamente al secondo turno” – Da un lato c’era una squadra forte, che ha costruito la campagna elettorale negli ultimi cinque mesi; dall’altro una debole, che ha avuto solo due mesi di tempo. Ci ha penalizzato, inoltre, la campagna del fango sul nostro candidato. Adesso aspettiamo la prova dei fatti, sperando che la tanto auspicata trasparenza abbia un concreto seguito”.
“Ancora una volta, la gente ha voluto premiare la società civile” è stato il commento di Alessandro Gesmundo, consigliere uscente, non rieletto, del PD, che spera che “da questa defaillance del partito, si capisca che è necessario cambiare rotta, per riportare agli albori il partito”.
Più duro il giudizio di Nicola Lucarelli, della “Puglia per Vendola”, che parla di “sconfitta di dimensioni spropositate e inaspettate, determinata dal fatto che l’altra candidatura è nata un anno fa, e ha saputo penetrare nelle mura della città, grazie alla migliore organizzazione e ai nuovi modi di fare politica, ovvero tramite il web”.
“La nostra è stata una candidatura decisa all’ultimo secondo” conclude Lucarelli.
“Questi sono i voti della famiglia Intini” è stato il severo giudizio di Silvano Intini. Sulla stessa lunghezza d’onda è Antonella Vaccaro, segretaria dei Giovani Democratici, cha accusa la mancanza di un’organizzazione reale: “Questi nove mila voti, sono dei veri sostenitori di Paolo Intini. Non posso affermare che siano anche i voti della coalizione”.
Molto critico è Carlo Sblendorio, non eletto nella lista del PD, secondo cui “il risultato deve far riflettere un po’ di gente”.
“E’ obbligatoria – continua – un’analisi approfondita e accurata del voto, che non può prescindere da valutazioni da farsi in seno al PD. E’ chiaro che qualcosa non è andata per il verso giusto. Occorre, perciò, comprendere il perché si sia giunti ad un esito del genere”.
Consapevole della “sonora sconfitta, che va registrata senza se e senza ma” è anche Franco Natilla, il più suffragato del PD: “Dobbiamo chiederci il perché l’elettorato abbia detto no alle nostre proposte. Sono certo che nei prossimi giorni si avvierà un percorso di analisi per individuare cause e responsabilità. Dovremo pensare ad un nuovo PD”.
Più tenue è il giudizio di Domenico Molfetta, vicesegretario del Partito Democratico: “Non penso sia stata una sconfitta netta per il mio partito, anche se resta un esito preoccupante. Ma il PD esiste ed è l’unico partito istituzionalizzato che resiste. Il PD resta qui per continuare a fare politica nelle istituzioni, attraverso i suoi consiglieri comunali”.
E sulle cause della sconfitta: “Ci siamo persi in strategie che si sono rivelate ben poca cosa, mentre dall’altra parte hanno vinto grazie ad un modo diverso di fare campagna elettorale, puntando tutto sul candidato sindaco. Non penso ci siano da fare epurazioni. Il ricambio generazionale c’è già, perché ci sono tanti ragazzi che ragionano con la propria testa”.
Comuni sono, infine, i ringraziamenti al candidato Paolo Intini e gli auguri al neo-sindaco, con l’auspicio “che possa operare per il bene della città”.
Commenti
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Ma possibile che non hanno capito ancora niente;il Pd vuole sparire del tutto dalla città e probabilmente se lo merita; è finita la politica della somma di voti, le lotte interne non c’entrano niente i pezzi da 90 non contano è la piazza che decide e la piazza del nuovo millennio è il web poi trasferiscetranella pi







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