Il duello, tutte le risposte del confronto

Nicolangelo Biscardi
la stretta di mano tra i contendenti

Intini svelerà la sua Giunta entro venerdì, Abbaticchio si rifarà al documento politico-programmatico firmato a Marzo da tutta la sua coalizione

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È andato di scena ieri sera, presso le Officine Culturali, il confronto tra i due  candidati sindaci al comune di Bitonto – Palombaio – Mariotto. Michele Abbaticchio e Paolo Intini hanno risposto alle domande poste dai giornalisti delle testate bitontine, organizzatrici dell’evento: Marino Pagano per Barisera, Francesco Paolo Cambione per Bitontotv, Raffaele Capaldi per la redazione sportiva della Gazzetta del Mezzogiorno, Pasquale Bavaro per Primo Piano, Mario Sicolo per Bitontolive, Enrica D’Acciò per La Gazzetta del Mezzogiorno. Moderatore dell’incontro, Francesco Matera, responsabile dell’ufficio comunicazione del Comune di Bitonto.

Il primo quesito viene posto da Marino Pagano, che pone l’attenzione sul lascito politico e amministrativo dell’era Valla.
Intini: “Credo che l’unico punto positivo sia lo sblocco della 167, male invece sulla sicurezza, all’inizio ci sono state buone cose, attraverso la collaborazione tra le forze dell’ordine, ma poi il controllo del territorio è venuto meno. Ed è venuta meno anche la partecipazione e, di conseguenza, è mancato il fare gli interessi dei cittadini”.
Abbaticchio: «Come ogni amministrazione, anche quella targata Valla ha fatto scelte corrette e sbagliate. Credo non ci sia stata la svolta per il territorio che voleva un governo partecipato e una città più sicura. Il giudizio sulla giunta Valla è condizionato dall’attesa riposta in quella amministrazione, perché i cittadini avevano visto in quel sindaco l’uomo della svolta, una persona non schiava di scelte partitiche non vicine alla gente. Valla ha tradito un’attesa troppo grande per le sue spalle».
Su tale quesito, Intini replica chiedendo allo sfidante cosa abbia fatto in un anno e mezzo di collaborazione con la Giunta Valla, e l’ex dirigente comunale ha risposto ricordando come «un dirigente deve attuare gli indirizzi politici, non ho partecipato alla visione politica della città, noi intercettavamo fondi comunitari, e con il mio ufficio abbiamo intercettati più di 6 milioni di euro di fondi comunitari».

Francesco Paolo Cambione li ha interrogati sugli eventuali interventi per risolvere l’annosa penuria di personale nella macchina burocratica del comune.
Abbaticchio: «Il problema è nato quando, durante l’era Valla, c’è stata scarsa efficacia nell’affiancamento agli uffici del comune, tale da determinare una situazione di stallo e l’incapacità di portare avanti gli uffici in maniera soddisfacente. Abbiamo ottimi funzionari e se ben responsabilizzati possono contribuire alla svolta che serve nel Comune, un Comune che ha una storia, e dobbiamo reagire per affrontare problematiche nel modo più determinato possibile».
Intini:  «A Bitonto non c’è solo il problema delle risorse finanziarie ma anche di quelle umane, per il Comune diventa difficile raggiungere grandi obiettivi, soddisfare i bisogni della collettività. È necessaria una riorganizzazione, il riaggiornamento delle funzioni del personale. Non sono contrario all’assunzione di nuovi dirigenti ma bisogna dare nuove modalità di funzioni ai funzionari».

Raffaele Capaldi, dal canto suo, ha posto l’attenzione sullo sport bitontino e, in particolare, quali iniziative finalizzate al rilancio del calcio neroverde. In più, cosa fare per il campo sportivo di via Del Petto?
Intini: «A Bitonto non esiste solo il calcio, non ci sono sport di serie A e serie B, il contributo va dato a tutto lo sport. In via Del Petto sono convinto che, per risolvere i problemi, l’unica soluzione sia quella della project financing, strutture da dare ai privati per sfruttare il campo per più attività»
Abbaticchio: «I contributi a pioggia per le società sportive non possono essere attuati per limitate disponibilità da parte della Finanziaria. Per quanto riguarda le forme di recupero degli impianti sportivi, attraverso forme di partenariato pubblico privati, lasciamo gli impianti di proprietà pubblica affidandoli ai privati. E punteremo sul rilancio del calcio, un valore simbolo condiviso da tutti i cittadini».

Pasquale Bavaro ha chiesto se i due candidati sindaci abbiano una proposta concreta per  la gestione del patrimonio culturale ed idee per la direzione del Teatro Traetta.
Abbaticchio: «Il “Traetta” non è un corpo staccato, abbiamo proposto un polo museale per porre un’osservazione su un percorso di istituzione di una fondazione. Riteniamo sia importante pubblicare un avviso per partecipare al modello di gestione con i privati per l’apertura di questo polo museale affinché questi luoghi di cultura restino aperti anche nelle fasce serali e festive, così da avviare un indotto economico. Molti fondi comunitari sono già stati intercettati per questi beni ma un modello di gestione non c’è ancora».
Intini: «Abbiamo lanciato l’idea del polo museale integrato per i 16 mila turisti che visitano il nostro centro storico, vogliamo un ritorno economico, perché vogliamo che il visitatore si trasformi in turista. Quanto al “Traetta”, nell’amministrazione Valla c’è stata una notevole differenza con la precedente giunta Pice».

Mario Sicolo è tornato sul tema del centro storico,  partendo dalle difficoltà per numerosi residenti di recarsi al seggio, per poi chiedere cosa si debba fare per rendere il centro storico non una periferia ferita nel cuore della città e cosa si debba fare anche per la 167, le periferie e le frazioni, con un occhio alla proposta dei Comitati di Quartiere.
Intini: «La motivazione dell’astensionismo del primo turno sta in un problema logistico che ha inciso moltissimo. Ma non solo, perché molte persone sono stanche, deluse, in campagna elettorale si promette che saranno risolti i problemi, chissà perché poi a Palazzo Gentile questi problemi diventano irrisolvibili. La colpa è di quei vecchi politici che facevano campagna elettorale in un certo modo. Io spero che non accada questo anche stavolta, perché non avendo risorse finanziarie, come farà Michele a mantenere tutto quello che ha promesso? È un libro dei sogni, alla gente interessa quello che potrò fare non quello che potrei fare».
Abbaticchio: «Per i comitati di quartiere, la proposta è stata vagliata da più di 40 enti locali in Italia, è una proposta che vale perché se un’amministrazione è partecipata attraverso i comitati di quartiere istituzionalizzati, che non comportano costi, si può conoscere dove vanno a finire i soldi versati per le tasse, come vengono spesi e utilizzati. E bisogna farlo per le periferie, il centro storico e le frazioni».
Replica Intini: «Anche io vorrei fare tantissimo ma non bisogna fare demagogia. Per la Giunta ho già annunciato che ci saranno 5 tecnici esterni ai partiti ed un vicesindaco ai partiti», e risposta di Abbaticchio: «Ho semplicemente parlato di governo partecipato dove le risorse vengono condivise con i comitati di quartiere per rendere partecipi e protagonisti tutti».

Sugli immobili comunali pone l’attenzione Enrica D’Acciò, e tra questi, in particolare, sull’eventuale destinazione della storica sede del PD.
Abbaticchio: «Ogni partito ha bisogno della stessa visibilità, ogni immobile ha un suo valore, e nel caso della sede del PD, se il contratto è scaduto, allora bisogna riconsiderarlo, considerandone anche la centralità. Noi abbiamo parlato, inoltre, di centri di aggregazione giovanili, come Sant’Agostino, centrale, dove possiamo spendere fondi a costo zero per il Comune, invitando i privati al recupero». 
Intini: «Il nuovo contratto da fare non sarà ad un fitto agevolato, non mi interessa se lì c’è il PD, il PDL o la sinistra estrema. Se non ci sarà la volontà del PD per pagare, allora sarà rescisso il contratto».

L’ultima domanda viene posta dal moderatore dell’incontro, Francesco Matera, il quale ha chiesto ai candidati se ci fosse un punto del programma dell’avversario che avrebbero voluto avere nel proprio programma.
Intini: «Sono soddisfatto del mio programma. Nel programma di Michele manca un punto sull’informatizzazione della macchina burocratica».
Abbaticchio: «Sul programma della coalizione di Paolo non è stato previsto nulla sulle politiche giovanili, sull’ASV, sull’ambiente». Replica di Intini: «Questi punti sono stati integrati successivamente, la differenza è che io non ho avuto lo stesso tempo di Michele per preparare la campagna elettorale».

Spazio poi alla domanda incrociata. Intini verso Abbaticchio: «Annuncio che entro venerdì comunicherò la mia Giunta perché la città vuol sapere gli assessori. Michele, la persona più suffragata della tua coalizione sarà presente in giunta?»
Abbaticchio: «La figura tecnica di Michele Abbaticchio si sa da tempo. Non sono un assessore ma il sindaco. Noi siamo già molto tecnici col sindaco, credo sia la massima espressione della sintesi. Il documento etico non mi pone nessun obbligo di riconoscenza al consigliere più suffragato. Io darò incarichi in base alle competenze specifiche del singolo assessorato».

Abbaticchio interroga Intini. «Perché quel tipo di dichiarazioni così polemiche pubblicate sul Barisera sulla questione copia-incolla?»
Intini: «Nessuna nota polemica ma abbiamo solo verificato che c’erano pagine copiate da altri comuni. Ecco perché parlavi sempre di modello toscano rurale».
Abbaticchio: «Si tratta solo di quattro capoversi su un programma di 32 pagine. Non guarda solo al modello toscano ma anche ad  altri comuni per i comitati di quartiere».

Conclusione col minuto dedicato all’appello al voto.
Per il dirigente dell’Ato, «votare Michele Abbaticchio significa votare un tecnico che per professione gestisce la macchina comunale, intercetta fondi comunali. Votare Michele Abbaticchio significa votare una città a misura d‘uomo, più sicura e leggermente socialmente migliore di quella in cui viviamo».
Per il professor commercialista, invece, «Votare Paolo Intini significa votare la forza del fare. Valutate il sottoscritto nei cinque anni della Giunta Pice, nella docenza, nel volontariato, perché sono un libero professionista, sono una persona corretta, trasparente e disponibile al dialogo».
 

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Commenti

  • sansone1 (utente non verificato)

    un resoconto molto brutto.per la risposta del PD, poi, Abbaticchio ha sottolineato per primo che la sede puo’ essere tranquillamente utilizzata per altro…altro che Intini!!!

  • trofi (utente non verificato)

    La scarsa conoscenza globale della Politica, caratterizza il candidato Abbaticchio. Per amministrare una comunità non occorre essere solo un intercettatore di fondi comunitari, esistono cooperative che lo fanno ogni giorno (prendono una % del finanziamento come tutti quelli che l’hanno già fatto). Un amministratore deve fare delle scelte politiche per spendere i soldi e queste scelte devono partire da un progetto e da idee che possono essere quelle della democrazia, solidarietà, giustizia, correttezza, trasparenza etc. La campagna elettorale di Abbaticchio mi sembra rivolta ad un cittadino sempliciotto. E’ possibile che i cittadini di Bitonto possano essere cosiderati di così basso livello culturale?