I Diari del giovane Francesco Bellezza

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Il leader (bitontino) dei Backjumper ci racconta il primo minitour europeo della sua band
Avevo lasciato Francesco “paCMan” Bellezza e i suoi Backjumper all’ARCI 37 di Giovinazzo in una piacevole serata di fine estate 2011.
Quattro giorni prima si erano esibiti a Roma, al “Circolo degli artisti” – il cui palco ha ospitato, tra i tanti, Verdena, Afterhours, Linea77 – di spalla a due delle band più toste dell’attuale scena metal internazionale, gli statunitensi Between the Buried and Me ed i loro connazionali Animals as Leaders.
Pacman, Nose, Lego e Brus non avevano ancora smaltito l’adrenalina capitolina: anche tra le mura amiche giovinazzesi fu il delirio…
A dirla tutta, la verve esibita non era soltanto il disavanzo del “Circolo”, infatti di lì a quarantott’ore l’esplosivo quartetto barese sarebbe partito per il primo minitour europeo della sua vita artistica.
Fra il 13 e il 24 settembre dell’anno appena trascorso, i Backjumper hanno inanellato nove concerti tra Svizzera, Francia, Belgio, Olanda e Germania.
Dodici giorni no stop di asfalto macinato, aneddoti da raccontare, devastazioni musicali, brividi forti e, soprattutto, tanto divertimento.
Sabato 4 febbraio 2012, Target Club di Bari, approfitto della serata “Welcome To The Pit”, organizzata dallo storico locale sito in via Fanelli, per scambiare due chiacchiere proprio con il mio concittadino Francesco Bellezza, ivi presente poiché Backjumper e Reality Grey sono stati chiamati a surriscaldare animi e corpi degli intirizziti metallofili accorsi.
Sia chiaro, non s’è trattato di un’intervista a regola d’arte (sono innanzitutto un tifoso di paCMan e dei Back, possiedo orgoglioso album e t-shirt ufficiali!), ma ho colto la palla al balzo per farmi raccontare in pillole il diario di bordo del “White, Black and the Lies Between European Tour 2011”.
“È stata sicuramente l’esperienza musicale più bella che abbiamo mai fatto, in così poco tempo abbiamo toccato mezza Europa, conosciuto persone fantastiche e visto posti coi quali non saremmo mai venuti in contatto senza la musica che suoniamo, e che cerchiamo di esportare quanto più possibile”, ha esordito con queste parole Francesco, fiero negli occhi ed emozionato nel cuore.
A seguire, un autoriconoscimento alla forza di volontà del gruppo, di artisti e amici: “Come per ogni altra band del sud Italia, il solo fatto di arrivare al confine con la Svizzera significa partire un giorno prima, guidare per 10 ore filate, una notte intera. Basterebbe questo a scoraggiare qualsiasi band senza scorza, senza passione, a maggior ragione che spesso ‘la spesa non vale l’impresa’…”.
Prima tappa dell’eurotournée, Bellinzona, Svizzera, per l’appunto.
Paesaggi incantevoli, gente un po’ fredda, ma ordine e precisione da vendere.
15 settembre, Francia. L’esibizione al “Cafè Le Select” di Lille viene subito ricordata da paCMan come una delle più belle dell’intero tour: accoglienza da vip, comfort, fan scatenati e “preparati” sui pezzi proposti hanno reso il breve soggiorno transalpino magico.
Il giorno dopo, cambio di nazione, drastico cambio d’atmosfera: a Eernegem, Belgio, i Backjumper si sono ritrovati poca gente al seguito tuttavia, a compensare la parziale delusione per la bassa affluenza al concerto, un trattamento a dir poco ospitale da parte dei proprietari del locale.
Birre, cibo e qualsiasi altra richiesta a costo zero, “Come dovrebbe sempre accadere quando vai a suonare in trasferta, ma come troppe volte non succede…”, il mesto corollario di Francesco.
Il 17 e 18 settembre, la doppietta olandese.
Nei Paesi Bassi, i nostri quattro moschettieri del southcore si sono imbattuti nelle immaginabili contraddizioni di un modus vivendi tanto libertario e permissivista quanto deviante.
“Tra Heerlen e Amsterdam abbiamo testato sulla nostra pelle gli eccessi di una nazione che, nascondendosi dietro le apparenze, è molto meno ‘rose e fiori’ di quel che si racconta in giro; l’idea, qui consolidata, di liberalizzare sesso e droghe induce spesso all’errore, basti pensa agli scarsi controlli delle forze dell’ordine o ai tanti ragazzi alterati per le strade”.
Le due performance artistiche, invece, sono andate alla grandissima: un pubblico partecipe e decisamente “movimentato” ha fatto sentire per due sere i Backjumper a casa.
Infine, la strepitosa quattrogiorni 21-24 settembre in Germania, per antonomasia una delle patrie europee della musica metal in tutte le sue forme.
“Chiudendo il tour in Germania ci siamo resi conto di come le divisioni imposte dalla Guerra Fredda abbiano lasciato solchi socio-culturali tanto profondi da diversificare il modo di vivere dei tedeschi ben oltre quel fatidico 1989. A Gummersbach nel nord, ed esempio, abbiamo trovato gente cordiale e semplice che si mette a totale disposizione del prossimo; i concerti sono stati intensi e il solo camminare per le strade ti lasciava immaginare perfettamente com’era stata la vita qui prima della caduta del Muro con negozi chiusi sul presto, strade spesso deserte e poca gioventù per le strade”.
In territorio teutonico, i Back hanno toccato anche Chemnitz, Norimberga e Kaufbeuren.
Nel ricco, progredito sud del Paese, Bellezza e i suoi hanno notato subito un’“altra” Germania: tantissima gente ai concerti, persone che conoscevano a memoria i pezzi ed erano totalmente coinvolti nel travolgente turbine dello show.
“La gente affollava così tanto il tavolinetto del merchandise che cd, magliette, adesivi, ecc. in buona parte sono andati esauriti negli ultimi due concerti”, mi racconta Ciccio sorridendo.
E il concerto al Target? Una bomba ad orologeria.
Ho ritrovato Vasco Savino alla chitarra, Dario De Falco al basso, Francesco Campanelli alla batteria nonché, naturalmente, il nostro Francesco Bellezza alla voce, più maturi e vogliosi che mai.
Sarà stata la tournée, sarà l’amalgama ai massimi storici o il palese piacere di tornare a scatenarsi dinanzi ad amici e fan di sempre, fatto sta che l’oretta divorata sul palchetto del Club che ha battezzato innumerevoli band baresi non ha deluso proprio nessuno.
Apertura con il terrificante distico Not Today-Jack Bumper e poi via tutto d’un fiato con la quasi totalità dell’ultimo album White, Black and the Lies Between, inframmezzato solo da qualche allegra digressione rappresentata dal precedente Across the Deadline, dall’eccellente cover dei Rage Against The Machine Freedom e dalla vera chicca della serata: un brano inedito “nameless”, cioè ancora senza un titolo ufficiale, che ha lasciato presagire lavori futuri a dir poco interessanti…
Ne sentiremo ancora delle belle, non v’è dubbio!
È possibile accedere al “White, Black and the Lies Between European Tour 2011 Diary” dal link: http://www.youtube.com/watch?v=XsEe3x1rHEQ
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