Michele Abbaticchio spiega i suoi comitati di quartiere

© Bitontolive
“Abbiamo sempre dichiarato di ispirarci ad interventi di altri comuni”, dice il candidato
Quello appena trascorso è stato un week-end di intenso lavoro per Michele Abbaticchio, impegnato nella seconda tranche di questa campagna elettorale, dopo la pausa seguita al primo turno. Gli ultimi due giorni hanno visto il candidato maggiormente suffragato impegnato con incontri e biciclettate per spiegare ai cittadini il significato di “comitato di quartiere”, uno dei punti salienti del suo programma e “una realtà che in altri comuni funziona benissimo”. Impegno che l’ha portato, infine, ieri sera a Mariotto, dove il consenso nei suoi confronti è stato molto minore rispetto a Paolo Intini.
“La cosiddetta periferia della Zona 167 ci ha insegnato che i comitati di quartiere possono vivere anche a Bitonto – ha affermato Abbaticchio, durante il corteo sulle due ruote – Qui abbiamo un esempio di comitato, promosso dai privati e chiamato con un nome suggestivo: “Fuori dalle mura”. Questi Cittadini si sentono abbandonati dall’assenza di vigilanza e dai servizi in genere. Noi intendiamo restituire dignità alle nostre periferie con un programma, che riporta attenzione in termini di finanziamenti esterni e budget appositamente dedicati, previo accordo con la popolazione rappresentata dalle mini-municipalità”.
Un concetto ribadito anche nel suo comizio mariottano, in cui ha proposto “un comitato di quartiere a Mariotto, che possa eleggere un presidente, che contribuisca a redigere un bilancio partecipato, basato sul principio della tassa di scopo, in base al quale ciò che Mariotto paga deve essere restituito in termini di servizi, lavori pubblici e vigilanza. E’ la città che deve dirci dove spendere i soldi, non i capricci del sindaco”.
“Sul programma degli avversari non trovate alcun riferimento a proposte su politiche giovanili, sviluppo economico e occupazionale, Azienda Servizi Vari, Ambiente ed Energia”, ha accusato, difendendosi dalle accuse della coalizione avversaria, che in questi giorni lo rimprovera di aver copiato parti del programma dai programmi presentati in altri comuni: “Solo sei capoversi su 32 pagine, perché abbiamo sempre dichiarato di ispirarci a interventi concretamente realizzati in altri Comuni, per dimostrare il nostro non è un libro dei sogni. Abbiamo sempre detto di riferirci al modello toscano, per quanto riguarda l’agricoltura. Non abbiamo presentato spot pubblicitari dell’ultima ora. Non vi proporremo i saldi di fine stagione o i nomi e i cognomi degli assessori, che possono variare a seconda dei capricci del primo cittadino. Noi abbiamo un programma elettorale da proporre all’elettorato”.
Per finire, l’aspirante sindaco ha lanciato la sua promessa ai cittadini di Mariotto: “Il secondo consiglio comunale si terrà qui. Pratica che si ripeterà una volta ogni sei mesi”.
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