Elezioni 2012, soffocata la voce del Centro Storico

Mario Sicolo
Cattedrale

Drammatica la forbice dell’affluenza tra le sezioni del borgo antico e quelle delle altre zone della città

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Al momento di iscriversi al campionato della vita, ogni anno i cittadini del centro storico non hanno dubbi.
La massima serie non compete loro.
La scelta cade sempre sulle altre categorie, dalla cadetteria fin giù giù all’ultimo torneo sgangherato e polveroso.

Come se appartenessero ad una parte della città che meriti di essere obliata. Sempre.
Certo, capita loro di sentirsi definire “cittadini di serie B” (misericorde concessione…) dai politici che inseriscono a mo’ di frusto topos nel loro programma elettorale la solita “riqualificazione e rivalutazione del borgo antico” e vai col retorico e magniloquente sciorinare di proposte e progetti, che dovrebbero rendere il nostro cuore ferito ora simile ad Ostuni ora a Giovinazzo.

Mai nessuno che provi davvero a curare e valorizzare le meraviglie suadenti e, purtroppo, spesso ruinanti che da secoli ci sono. E guardano col silenzio attonito e severo dei secoli i bitontini che vi passeggiano per vicoli e corti.

Ora, a cosa si deve questo incipit lamentoso sulle sorti tutt’altro che magnifiche e progressive del quartiere più antiquo della nostra città?
È presto detto. Statistiche alla mano, impietoso emerge un dato.
Preso atto che il vero trionfatore di questa tornata elettorale è il partito guidato dal noto leader Gino Ancona, col 27% circa, cioè quello di coloro che a recarsi alle urne non ci hanno pensato proprio – per scoramento, sfiducia e amarezza –, le percentuali d’affluenza ai seggi hanno evidenziato una forbice drammatica e disarmante tra le sezioni del centro storico e le altre.

Innanzitutto, il quartiere in questione non è stato ritenuto degno d’avere una sezione che fosse una nel suo recinto.
Le più vicine (ehm…) erano al termine dell’ascesa di via Abbaticchio e su via Traetta.
Un autentico e allettante invito a demordere e a lasciare riposare la tessera elettorale nel tiretto della scrivania.

Non sappiamo se sono stati rispettati i tempi tecnici d’avviso della chiusura dei seggi della scuola materna di santa Lucia, ma di certo le cifre (solo il 42% dei votanti, addirittura, in una sezione) sono impietose.

E, prim’ancora di rispondere ad una reazione di tipo grillesco ai maneggi torbidi della politica politicante oppure ad una indifferenza endemica (“c s n fraic!“), ci pare sia solo la logica conseguenza della scarsa, scarsissima attenzione che viene rivolta ai residenti della zona storica di Bitonto.

Dunque, se queste devono essere le elezioni della svolta, che lo siano davvero già da questi piccoli dettagli, affinché la città sia pensata finalmente come un tutto omogeneo e non come un insieme eterogeneo di frammenti slegati fra loro, dove persino il centro storico – per altre città, risorsa socio-economica assoluta, non solo luogo prediletto per comitati elettorali estemporanei – è una dimenticata, dolente periferia…   
 

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