“Noi siamo la scelta giusta”, la chiusura della campagna elettorale di Paolo Intini

© Saracino
Comizio in serata per il docente dell'Itc "Vitale Giordano"
Anche Paolo Intini ha chiuso ieri la propria campagna elettorale.
E l’ha fatto in Piazza Aldo Moro, davanti ad un pubblico nutrito e caloroso, in presenza dei rappresentanti delle liste a lui collegate e dell’attore Mimmo Mancini, che in queste ultime settimane l’ha sostenuto.
Primo ad intervenire è stato Nicola Lucarelli per “La Puglia Per Vendola”, seguito da Pino Maiorano, della lista “Paolo Intini Sindaco”, che ha lodato le capacità di Intini, “dimostrate già negli anni passati, quando ha ricoperto un importante ruolo amministrativo”.
A seguire sono intervenuti Vito Lisi (API), Maria Teresa Cardone (ADC), Michele Demundo (Moderati e Popolari), Rocco Pignataro (MPA), Vito De Santis (UDC) e Sabino Lafasciano (PD).
“Noi di Moderati e Popolari abbiamo deciso di rimanere nell’unica, vera coalizione di centrosinistra. Noi siamo omogenei, e ciò è positivo per il funzionamento dell’azione amministrativa”, ha rivendicato Demundo.
“Non sapevo che per vincere fosse necessario andare in bicicletta, cantare, ballare. La politica è una cosa seria – ha tuonato l’avv. De Santis – Il problema principale è il lavoro. Come si risolve? Non certamente intercettando fondi europei. Il volano è l’edilizia”.
Nel suo intervento l’UDC ha ribadito l’importanza di avere riferimenti a Roma, perché “abbiamo bisogno che qualcuno vada dalla Merkel a dire che il Patto di Stabilità è da modificare”.
“Chi lo deve fare dall’altra parte? Città Democratica?” si è chiesto sarcastico il leader dell’UDC.
“Non possiamo cedere al mercatino dell’antipolitica” è stato, infine, l’invito di Lafasciano, ricordando la paternità della caduta di Valla e ribadendo che “la spaccatura del centrosinistra non è dipesa da noi”.
Si è mostrato fiducioso Paolo Intini, che rivolgendosi alla folla presente ha invitato i bitontini, a “non sbagliare di nuovo”.
“C’è molta sfiducia. Dobbiamo ridare speranza ai cittadini. Sento molti giovani ripetere che, ormai, non c’è niente da fare. Non perdete la fiducia, perchè se non ci diamo da fare noi stessi, chi lo farà per noi? Non lasciatevi prendere dalla rassegnazione – ha continuato il professor Intini, spiegando che – senza conti in ordine non si va da nessuna parte”.
Diverse le priorità che si è posto il professore: occupazione, sicurezza e centro storico.
“E’ necessario mettere allo stesso tavolo soggetti pubblici e privati”, ha spiegato e, ricordando l’omicidio avvenuto a Bitonto due mesi fa, ha invocato: “La Bitonto onesta deve tornare a far sentire la propria voce”.
Piano Speciale di Sicurezza Sociale, polo di integrazione museale e squadra di governo “competente e con capacità di ascolto” sono le ricette di Intini.
Non sono mancate le accuse agli avversari: “Alcuni che si presentano come nuovi, in realtà sono molto vecchi. Un mese fa ho pubblicato la mia dichiarazione dei redditi e ho dimostrato che non ho partecipazioni societarie. Non ho niente da nascondere. Voi che fate i moralisti, perché non l’avete fatto?”.
Per finire il candidato sindaco ha dato uno sguardo alla sua esperienza nella prima giunta Pice: “Metto le mie competenze a disposizione. In passato ho lavorato al bilancio, finanziando il Piano Urban e portando molti fondi comunitari. Penso di essere stato un buon amministratore”.
“Mettiamoci tutta la grinta che abbiamo, il 6 e 7 maggio sono vicini, dobbiamo vincere, Bitonto ha bisogno di fare la scelta giusta e noi siamo la scelta giusta. Viva Bitonto, viva l’Italia, viva la democrazia“, ha concluso.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare