“Noi il vero cambiamento”, la chiusura della campagna elettorale di Agostino Abbaticchio

Michele Cotugno
Agostino Abbaticchio

Giovedì sera il comizio della Confederazione Duosiciliana

0 commenta

Ultimo comizio su Piazza Aldo Moro, giovedì, per Agostino Abbaticchio, alla presenza di importanti esponenti del movimento, come Fiore Marro, leader del Comitato Due Sicilie, e Nando Dicè, presidente di Insorgenza Civile, uno dei movimenti confluiti nella Confederazione.
Dal napoletano Dicè, una feroce invettiva contro “i partiti nordisti, sudditi del sistema bancario, che da 150 anni ci governano. Per governare ci vogliono persone di cuore, non i vampiri e i tecnocrati. Non siamo i soliti meridionali inetti che aspettano un liberatore per essere liberato. Vogliamo liberarci da soli”.

Un movimento che si propone di “ripartire da Bitonto, perché fu qui che fu sancita la nascita del Regno delle Due Sicilie, con la battaglia di Bitonto”, come ha ricordato Carlo Clemente, candidato nella lista meridionalista insieme a Franco Romano che ha inoltrato l’invito a dare il 5 per 1000 ad onlus del territorio, “come alle associazioni sportive, in modo che non chiedano soldi al Comune e non alle grandi onlus, che non pensano al territorio”.
Dal portavoce degli “insorgenti meridionalisti”, Michele Ladisa, invece, l’invito a non votare “quei partiti che si sono presentati anche a Bitonto e che sono espressione di uomini corrotti”.

“Non siamo antipolitici, qualunquisti, neo-borbonici, ma se volete chiamateci anche così. L’importante è che non siamo corrotti” ha tuonato Ladisa, scagliandosi contro tutti gli schieramenti politici.

“Vi parlano di centro storico, delinquenza, frazioni, disoccupazione. Da settanta anni i problemi sono sempre gli stessi – ha affermato il candidato sindaco Agostino Abbaticchio – Il nostro modo di fare politica si differenzia da quello degli altri, perché non siamo d’accordo con i partiti, colpevoli di averci portato in questa situazione. Abbiamo fatto salire gente comune sul palco, gente che non voleva più andare a votare. I problemi non si risolvono a Palazzo Gentile, ma nelle strade, nelle famiglie, nelle aziende”.

“Capisco la sfiducia nel vedere che non cambia mai niente, ma è importante andare a votare e farlo bene. Non ho bisogno di sapere come intercettare fondi europei, di coalizzarmi a destra o a sinistra. Prima di me c’è stata gente che non sapeva neanche della presenza di un bosco a Bitonto. Se non si ha un programma per i ceti più deboli, non si va da nessuna parte – ha continuato l’aspirante sindaco, spiegando che se gli uomini nelle istituzioni sono i primi a non rispettare le leggi, non è possibile che a farlo siano i cittadini – Solo insegnando l’etica e il rispetto, la gente non imbratterà i monumenti e non getterà rifiuti nel fossato del Torrione”.
“Non vi stiamo vendendo una pentola come gli altri partiti, ma vi stiamo insegnando a farvela da soli la pentola” ha concluso, cedendo la parola a Lucia Denadai, cha ha tenuto un discorso interamente in dialetto, “perché il dialetto è una lingua, che ci accompagna da secoli e che è necessario sapere al pari dell’italiano”.
 

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!