L’appello a disertare le urne di Gino Ancona

Michele Cotugno
Gino Ancona

Comizio serale per il grande anarchico bitontino

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Dopo la conclusione della campagna elettorale, da parte dei quattro candidati alla carica di sindaco, non poteva che esserci l’immancabile comizio di Gino Ancona e il suo invito, rinnovato in ogni tornata elettorale, a non recarsi alle urne.
“Comitati civici per controllare le istituzioni pubbliche, che spendono e spandono alle nostre spalle” sono il rimedio, secondo lo storico anarchico bitontino.

“Non lasciatevi ingannare dal meccanismo della delega. Meno voti prenderanno, meno saranno arroganti – ha tuonato, scagliandosi contro l’intera classe politica – Sono sempre gli stessi, che passando da un marciapiede all’altro, si ripresentano ogni volta”.

Tanti gli argomenti passati al vaglio dal “Grillo” locale, a cominciare dal centro storico e dai lavori di Piazza Cavour: “Dopo aver speculato sulla distruzione delle chianche, ora speculano sul loro riacquisto”.
Nel mirino anche chi vorrebbe “speculare sul centro storico, riempendolo di locali e rendendo la vita impossibile”, perché “il borgo antico deve tornare ad essere quel luogo tranquillo dove si può parlare in pace”.

“Il degrado della città vecchia è iniziato negli anni ’70, con l’arrivo dei grandi spacciatori di droga. E’ stato volutamente e lentamente preparato”, ha accusato Ancona, che si è scagliato anche contro l’inquinamento della centrale energetica sorte nei paesi limitrofi e contro “lo strapotere dei grandi gruppi imprenditoriali, che spesso costringe al suicidio, gli imprenditori onesti”.
 

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