Rifondazione Comunista c’è. Ma non si vede

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Comunicato stampa del Circolo "Peppino Impastato" di Bitonto
Riceviamo e pubblichiamo da Rifondazione Comunista quanto segue.
In questi giorni stiamo assistendo ad un grave problema circa il corretto svolgimento della campagna elettorale.
L’assegnazione delle plance alle singole liste non è stata organizzata nel rispetto del criterio di uguaglianza sostanziale che è alla base di una società democratica: se è vero che le plance servono a dare corretta visibilità alle liste, per garantire la più completa informazione agli elettori, allora non possono essere considerate sostanzialmente equivalenti tra loro quelle logisticamente posizionate a favore della strada e quelle di fatto nascoste al pubblico passaggio.
In tutte le sedi a ciò adibite, sono state installate solo 16 plance a fronte delle 22 liste aventi diritto, questo ha determinato una lesione al diritto di par condicio tra le liste stesse: quelle che la sorte ha successivamente identificato con i numeri da 1 a 16 sono sempre visibili perché posizionate sul lato esposto alla strada, mentre le liste assegnatarie dei posti dal 17 al 22 sono state relegate nella parte posteriore delle plance, dove non possono essere visibili.
Questa modalità di ripartizione degli spazi destinati alla pubblicità delle liste, inoltre, è stata ripetuta anche nei luoghi dove lo spazio avrebbe ben consentito l’installazione delle 22 plance necessarie alla omogenea visibilità di tutte le liste presenti in questa campagna elettorale.
È chiaro che questo problema non riguarda solo il partito di Rifondazione Comunista, ma tutti quelli che non risultano assegnatari dei primi 16 posti disponibili.
Inoltre, l’interpretazione fortemente restrittiva della Circolare dell’11/04/2012, che disciplina la gestione dei simboli di partito durante la campagna elettorale, non consente neanche la più semplice espressione della propria appartenenza, come se questa fosse un fattore discriminante e non qualificante.
Questi elementi rendono invisibile il grande lavoro delle persone direttamente e indirettamente impegnate in questa competizione elettorale,
Per quanto ci riguarda, è impensabile l’idea di proporsi in questa campagna elettorale in modo disgiunto dal partito che rappresentiamo: la bandiera è una questione simbolica che esprime e sintetizza la storia e il progetto che sottende questa partecipazione.
Nonostante tutto, e anche quando non si vede, Rifondazione c’è.
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