La gaffe del Comitato per la Legalità, nessun invito ad Intini ed Agostino Abbaticchio

© rete
I due candidati esprimono grande rammarico per questa scelta
All’incontro del Comitato per la Legalità del 16 aprile scorso presso l’associazione “Agorà” hanno partecipato soltanto i candidati sindaci Michele Abbaticchio e Carmela Rossiello.
Gli altri candidati sindaci, Paolo Intini ed Agostino Abbaticchio, non hanno presenziato all’appuntamento sia perché non informati dell’incontro dagli organizzatori e, anche se fossero stati invitati, avrebbero prontamente fatto presente a Michele Abbaticchio e a Carmela Rossiello dell’invito nel rispetto degli accordi presi e sottoscritti da tutti dopo l’incontro presso la redazione del giornale “Primo Piano”.
I quattro candidati, in quella sede, infatti, hanno firmato un protocollo d’intesa con il quale si impegnavano a limitare i confronti tra loro a soltanto quattro incontri: giornale cittadino “Primo Piano”, forum degli architetti e degli ingegneri, forum delle consulte, diretta del giornale telematico “Bitontotv”.
Paolo Intini è rimasto sorpreso ed al tempo stesso rammaricato che “su una tematica così importante quale è quella della sicurezza, un valore di tutti i cittadini indipendentemente dall’orientamento politico, non siano state coinvolte tutte le sensibilità politiche di Bitonto”.
“La legalità è un tema che per sua natura riguarda la vivibilità di tutto il territorio bitontino e delle frazioni, e come tale deve essere portata avanti con coscienza civica da parte di tutti i cittadini– continua Intini- e tutto ciò per dare risposte concrete e non demagogiche attraverso mirate politiche di intervento plurali ed integrate tra loro per arginare i fenomeni di violenza”.
“Su questi grandi temi– conclude Intini- non si dovrebbe fare perciò assolutamente demagogia e trasformarli in idee contrapposte che creano solo tensioni e polemiche completamente inutili alla risoluzione di una questione così importante per il futuro della città”.
Esprime amarezza anche Agostino Abbaticchio, secondo cui “malgrado si dica che l’illegalità accompagni tutta la durata di questa nostra vita “nazionale”, e che penetri trasversalmente in vari ambiti della società civile e della politica, non si trae, però, la conseguenza della sua organicità alla condizione di dipendenza in cui versa il meridione, vedendone in essa le radici da una parte della mafia e della criminalità come imprenditorialità negata, dall’altra della classe politica come industria della protezione e del clientelismo”.
“Per cui, in definitiva, la violenza dell’una e la corruzione dell’altra si presentano come aspetti di un’unica realtà”, chiosa il candidato sindaco della Confederazione “Duosiciliana”.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare