Guardie e ladri, ennesima puntata. Militare (non in servizio) acciuffa giovane borseggiatore

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Non è la prima impresa del genere per il nostro concittadino
Forse, non c’era spazio sulla carta d’identità di Francesco Cortese.
Così, oltre a quella di maresciallo ordinario, effettivo presso la 132^ Brigata Ariete di Pordenone, non hanno potuto scrivere l’altra professione: bracconiere di scippatori.
Sì, perché l’uomo, da qualche anno a questa parte, pare essersi specializzato pure nell’acciuffare questi imberbi manigoldi che ammorbano la quotidianità dei bitontini.
L’ultima impresa del militare, qualche pomeriggio fa.
Su via Carrara, una signora esce da un noto laboratorio analisi, entra in auto e, come spesso usa, posa la borsa sul sedile anteriore dell’eventuale passeggero – e che le donne hanno da sempre destinato alla loro casa viaggiante.
Il boccone, ovviamente, è succulento per un gruppo di ragazzini capeggiato dal giovanissimo G. C. che con gesto ratto apre la portiera, s’impossessa della borsa e fugge via. Il poverino non sa, però, che, in visita ai genitori, al secondo piano di quella palazzina, ha visto tutta la scena il Cortese di cui sopra. Che, per mantenere fede alla fama che l’accompagna, si catapulta giù dalle scale e intraprende un inseguimento a piedi, che li porterà in giro folle per le vie del centro.
Quasi senza scampo, trafelato il borseggiatore s’infila in un portone di via Labini.
Ma ormai è come un top(in)o preda del gatto, che stavolta è stato più veloce e più forte di lui.
L’arrivo tempestivo della volante ha provveduto a metter fine all’intento truffaldino del fanciullo manolesta.
Due note, in chiusura.
Una positiva: non è la prima volta che uomini in divisa, anche non in servizio, fanno rispettare la legge, persino scapicollandosi e di questo c’è da rendere loro grazie.
Una negativa: impressiona l’anagrafe verdissima di chi delinque.
Non è una buona notizia per una città come la nostra, già piagata abbastanza dalla malavita, micro o macro che sia.
Commenti
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Onore a Francesco Cortese. Vergogna per i genitori del piccolo delinquente.
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Grazie e onore a Francesco Cortese e vergogna al piccolo delinquente, e no ai genitori che se onesti basta loro la vergogna di avere un figlio delinquente.







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