“Io, mammeta e tu” ed è dramma familiare in pieno centro

Mario Sicolo
triangolo familiare

E' successo ieri sera in Corso Vittorio Emanuele

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La versione bitontina della celebre canzone di Domenico Modugno, “Io, mammeta e tu”.
Lui, lei e la suocera, manco fosse un film di Woody Allen.

Il dramma familiare è stato servito ieri sera, in un vicolo al principio di Corso Vittorio Emanuele.
Tra le ombre inquietanti e i volti appuntiti dei curiosi assiepati su piazza Aldo Moro, una pattuglia dei vigili urbani e ben due della Polizia provano a ricondurre alla ragione un uomo disperato.

L’hanno scorto che si stava arrampicando sul palazzo per entrare in casa.
Furto? Macché, stava semplicemente cercando di rientrare in casa. Sua.

Era successo che dentro era rimasta trincerata lei, la famigerata suocera. 
Impossibile, quasi, violare il suo fortino: ecco a cosa era dovuto il notevole dispiegamento di forze, degno di miglior causa.
Pare che la matriarca abbia sfrattato figlia, nipotino e genero.
Solite incomprensioni nel classico e stressante triangolo delle bermuda.

La ragazza col pargolo attonito, insieme a qualche altro parente accorso preoccupato, prova a convincere il marito che è meglio trovare un’altra sistemazione in vista della notte che arriva.
Lui, caparbio, chiede aiuto agli agenti, conscio di quel che potrebbe fare.
Poi, scoppia in un pianto pieno di rabbia e s’abbandona su un gradino d’un negozio chiuso da tempo.

I tutori della legge, pazienti, mettono in atto trattative diplomatiche con la madre della moglie di lui. Niente da fare. La donna, pertinace, non apre a nessuno.
Ultimo tentativo: l’arrivo di un’altra volante. Risultati, zero.
L’uomo, sfessato dalla strenua resistenza della suocera, fugge via, portando con sé il resto della famiglia.

Qualcuno lì presente, riconosce il protagonista della tragedia immane e lo ricorda mentre inscenava analoga pantomima anni fa, nei pressi di Porta Baresana, addirittura con la prima consorte.

Ora, benedetto ragazzo, pure tu però te le vai a cercare.
Non sapevi che sposarsi un’altra volta significa pure incassare un’altra suocera, con tutto quel che ne consegue?

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