Pasqua amara per l’associazione L’Anatroccolo. Rubate 80 uova di cioccolato destinate ai ragazzi

Mario Sicolo
Uova pasquali

E pure l'auto del presidente

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In un giorno santo come questo, avremmo voluto parlarvi di morte e resurrezione, del valore della Pasqua per il cuore di ognuno di noi, della forza interiore che ci deve spingere a rinascere tutte le volte che la disperazione ci immagonisce e pare scaraventarci in un baratro senza fine.

E invece.
Anche oggi, ci dobbiamo immergere nella solita, fonda mestizia che ci donano imperterriti i nostri concittadini.

Facciamo qualche passo indietro.
Giovedì santo, il pomeriggio s’è appena velato di malinconia.
Presto, i bitontini sciameranno vocianti per “fare i sepolcri” nelle chiese, rigorosamente di numero dispari, e qui la superstizione cabalistica prende il posto della fede più sincera e discreta.

Mimmo Bellifemine è il benemerito presidente dell’associazione di volontariato “L’Anatroccolo”, che mette insieme figli disabili e i loro genitori: insomma, un intreccio inestricabile di destini, uomini e donne che si fanno forza per affrontare le barriere architettoniche e mentali della quotidianità.

Parcheggia nei pressi della Villa Comunale, giusto il tempo di portare a termine una commissione.
Appunto, quello spazio fatto di brevi, fugaci minuti che servono ai nostri ineffabili topini per mettere a segno il colpo più crudele dell’anno.
Scompare nel nulla, infatti, l’automobile di Mimmo e, quel che è peggio, si dileguano le ottanta uova pasquali che avrebbero donato un sorriso ai ragazzi dell’associazione.

“E adesso che mangio?”, ha sibilato in lacrime il piccolo grande Ignazio, suo figlio.
Stavolta, la sorpresa più amara è stata fuori e non dentro quegli scrigni di cioccolato.

D’accordo, da qualche parte, adesso i manigoldi si staranno fregando le mani al pensiero di lucrare su quelle uova, se non l’hanno già fatto.

Tuttavia, concedeteci almeno un pensiero.
Al colmo delle risa beffarde, avranno sicuramente deciso di schiudere quelle carte colorate e luccicanti per sbafare col contenuto di quei regali.

Bene, vorremmo che il cioccolato di quell’uovo fosse per miracolo avariato e donasse loro una splendida Pasquetta assisi sul trono bianco di ceramica a sdrucciolare via persino l’anima (che, per altro, di liquido marrone e maleolente riteniamo sia proprio fatta)…

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Commenti

  • peppino66 (utente non verificato)

    CHE BRAVATA GENIALE PROPRIO LADRI SENZA CUORE…..la loro anima non è nemmeno liquida…. la loro anima li ha abbandonati al loro destino che possano essere veramente tossici da farli meditare sul loro destino di ladri senza cuore……Andassero a lavorare semmai fossero capaci. fo

  • nino_castellano (utente non verificato)

    Certo che gli stessi autori del furto, se a conoscenza della importante e nobile finalità sociale del ricavato dalla vendita di quelle uova, non avrebbero commesso un atto così scellerato a danno di chi, complice la sordità e l’inerzia degli organi preposti, non ha il diritto di poter accedere su un mezzo di trasporto; faccio appello agli autori dell’ignobile gesto a voler restituire all’associazione, sia pure in forma anonima, quei pochi spiccioli ricavati dalla vendita della refurtiva. Partendo dal concetto che TUTTI INSIEME POSSIAMO COSTRUIRE UNA CITTA’ SOLIDALE, invito tutti i candidati alle elezioni amministrative a devolvere 1 euro a testa a favore dell’associazione (poca cosa rispetto al costo dei tanti santini elettorali in distribuzione”) per far fronte all’acquisto della pedana per l’accesso al mezzo di trasporto.
    Nino Castellano – Direzione Provinciale P.S.I.