La riflessione/”Città degli Ulivi”, palcoscenico per pochi intimi

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Dai fasti della serie D all’anonimato della seconda categoria
Si prova un certo imbarazzo, e non è poco, quando il lunedì sfogliando il giornale e leggendo i risultati, si “scopre” che ci sono squadre che militano, anche se con alterne fortune, nel campionato di Promozione o addirittura di Eccellenza, quest’ultimo la massima espressione calcistica a livello regionale. Casamassima, Bitritto, Cellamare, Maruggio, Botrugno, Vieste, Racale, tanto per citare qualche nome, ne sono un esempio eloquente.
Non ce ne vogliano i supporter di queste squadre, ma chi mastica calcio a questi livelli, sa benissimo che stiamo parlando di piccole realtà di provincia, che si sono sempre cimentate in campionati minori. Per trovare, invece, traccia di squadre bitontine, bisogna aspettare il giorno successivo, visto che il martedì la “Gazzetta del Mezzogiorno” pubblica risultati e classifiche dei campionati di prima e seconda categoria.
Per chi segue le vicende calcistiche di casa nostra con un certo distacco, l’U.S. Bitonto 1921 e l’Omnia sono le formazioni che rappresentano la nostra città nel campionato di seconda categoria, girone B.
Mentre l’Omnia, alla sua seconda esperienza in questo torneo, sta riscuotendo consensi oltre le più rosee previsioni, tanto da occupare i quartieri alti della classifica, il Bitonto, invece, dopo un avvio incerto si è attestato su una posizione media della graduatoria. A scanso di equivoci giova ricordare che i neroverdi del Bitonto, appena due stagioni orsono, giocavano nella serie D nazionale, ex Quarta Serie o Interregionale.
Sette anni di onorata militanza, scandita da una promozione in C2 sfuggita più per demeriti nostri (vero, mister Zunico?), che per meriti altrui.
Retrocessa in Eccellenza, l’U.S. Bitonto è stata costretta a ripartire dalla terza categoria, alla luce delle ristrettezze economiche che, oggi come oggi, affliggono anche i sodalizi di serie superiore. Un solo campionato nella succitata categoria e, quest’anno, il ripescaggio in seconda nonostante il flop dei playoff.
Si diceva dell’imbarazzo. Un disagio che si avverte segnatamente la domenica, allorché il “Città degli ulivi” si trasforma in un luogo di aggregazione solo per poche decine di spettatori. Quello stesso stadio che in un recente passato ribolliva di tifo e trasudava calore ed entusiasmo per i colori neroverdi, quelli del Bitonto.
Per non parlare delle forti emozioni che il campo di via Megra ci ha fatto vivere, a cominciare dalla gioia incontenibile per la promozione in D, fino alla cocente delusione per la retrocessione in Eccellenza. Chi non ricorda il colpo d’occhio a dir poco stupendo dello stadio (4000 spettatori), in occasione dell’ultima partita di campionato con il Locorotondo, che sancì la promozione dei leoncelli bitontini in serie D? Se a ciò si aggiunge che la nostra da sempre è stata una città a forte vocazione calcistica, si evince come sia grande l’amarezza degli sportivi bitontini, abituati a vedere la loro squadra misurarsi in campionati di serie superiore.
Un’amarezza quasi palpabile, acuita soprattutto dalla scarsa sensibilità dimostrata dalla classe politica e imprenditoriale locali, visto che a settembre il titolo di Eccellenza, offerto ai bitonini dal patron De Lucci in cambio di 20.000 Euro, prese altre strade (Noicattaro).
E mentre la stagione volge al termine, il popolo neroverde si interroga sul ruolo che il calcio della propria città reciterà in un prossimo futuro. Dopo due anni di purgatorio è auspicabile, pertanto, che Bitonto calcistica torni a competere, quanto prima, in campionati di serie superiore più consoni alle sue tradizioni.
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