Appalti pubblici, da aprile maggiori controlli

Michele Cotugno DePalma

Sarà poi la Prefettura ad analizzare i dati ricevuti

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Importante colpo messo a segno dal commissario prefettizio Pasquale Minunni in tema di criminalità e devianza.

L’incaricato della provvisoria gestione comunale ha deliberato nei giorni scorsi, infatti, un significativo protocollo d’intesa ai fini di prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dei contratti e degli appalti pubblici.

Il protocollo nasce da lontano, allorchè nel giugno 2010 l’allora ministro degli Interni Roberto Maroni recava nuove dispositivi ai Prefetti in materia di controlli antimafia preventivi stabilendo “la necessità di estendere i controllo e le informazioni antimafia in tali ambiti di attività, attraverso la sottoscrizione di specifici protocolli di legalità che impegnino le stazioni appaltanti ad estendere la richiesta delle verifiche antimafia a tutti i contratti esclusi per limiti di valore ovvero a tutte quelle attività che, nell’ambito dei contratti soprasoglia, finiscono per essere di fatto esenti da ogni forma di controllo in quanto assegnate in forme diverse da quelle del subappalto e assimilato, per le quali non è prevista alcuna forma di controllo in tema di antimafia”.

Lo scorso mese di febbraio, allora, la prefettura di Bari delibera un apposito protocollo d’intesa “ai fini della prevenzione dei tentativi di infiltrazione delle criminalità organizzata e per il rafforzamento della legalità e della trasparenza del settore dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture” recanti le indicazioni del Viminale, ed inviandolo ai Comuni della Provincia per l’adesione.

Dal 1° Aprile prossimo, allora (quando il protocollo entrerà ufficialmente in vigore) controlli più severi inizieranno per gli appalti pubblici e forme di sinergia più approfondite tra la Prefettura ed il singolo Comune.

Il singolo ente comunale che si presenta come stazione appaltante, infatti, prima di stipulare contratti “si impegnerà a richiedere alla Prefettura le informazioni antimafia anche per gli appalti superiori a 250.000.00 euro e per i subcontratti di lavoro di importo pari o superiore ai 50.000.00 euro nei confronti dei soggetti ai quali vengono affidati i servizi “sensibili” quali il trasporto di materiali, dei ferri o dei rifiuti” ed a riguardo “dovranno richiedere anche tutti i dati delle imprese partecipanti alle gare e delle eventuali imprese sub-contraenti”.

Terminata la raccolta dei dati, l’ente comunale dovrà inviare entro 45 giorni tutto il materiale in Prefettura per il disco verde dei lavori.

Non è tutto perchè già nel bando di gara, la ditta che partecipa alla gara d’appalto dovrà comunicare tutti i dati relativi alle varie imprese coinvolte nel piano di affidamento dei lavori, il nome e le generalità dell’amministratore e del direttore tecnico attuale, nonché a comunicare tempestivamente ogni eventuale variazione delle informazioni già fornite.

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