La candidatura di Michele Abbaticchio. Le reazioni dei partiti
Alla sua candidatura aderiscono anche esponenti del PD, rappresentanti del Circolo Cultura Democratica
E dopo tutta la confusione degli scorsi giorni, finalmente, le coalizioni che competeranno nella campagna elettorale imminente si sono delineate. Manca solo il candidato del centro-destra, che finora è restato in disparte, aspettando le mosse degli avversari.
Dopo la nomina di Paolo Intini, da parte del PD, dell’UDC, di Moderati e Popolari e Puglia per Vendola, ieri è stata ufficializzata quella di Michele Abbaticchio, candidato di Rifondazione Comunista, Laboratorio, Italia Dei Valori, Partito Socialista, SEL, Città Democratica e del Circolo Cultura Democratica. Un nome che, sin dall’inizio, era piaciuto a diverse forze politiche.
“Il centro-sinistra ha il suo candidato”, esultano i firmatari della candidatura, che sostengono di essere l’unico vero centro-sinistra.
“Competenza e giovane età” sono le caratteristiche che hanno spinto le suddette forze a scegliere il trentanovenne ex dirigente comunale.
“Volevamo una discontinuità di progetti con il passato”, è la motivazione addotta da Ornella Maione (Rifondazione Comunista), mentre, nel Partito Socialista, il segretario Franco Matera sostiene che “Michele risponde ai requisiti che, sin dall’inizio, avevamo indicato: giovane, competente e non usurato dalla politica”.
Di discontinuità parla anche Michele Daucelli, pro-Abbaticchio sin dall’inizio, che ha già individuato le priorità che dovrà affrontare il proprio candidato, nella delicata questione dell’assenza di dirigenti: “Riteniamo che Abbaticchio sia la persona giusta per la gestire la drammatica situazione del Comune di Bitonto. Bisogna partire dalla sistemazione della macchina amministrativa. Senza dirigenti è difficile realizzare i progetti”.
“Le conoscenze di Abbaticchio consentiranno di individuare, nonostante le ristrettezze economiche, alcuni obiettivi prioritari” è l’auspicio di Filippo D’Acciò (Città Democratica).
Ha confermato il proprio consenso sul direttore amministrativo dell’ATO Puglia, anche il Laboratorio, reduce dal “passo indietro” sulla candidatura di Vito Palmieri.
“Abbiamo sposato e condiviso fin dall’inizio questo nome, perché crediamo che sia la fotografia di quel programma, da noi individuato, per un nuovo modus operandi nella politica” è, invece, il parere di Giuseppe Fioriello, segretario dell’IDV, che proprio ieri ha sciolto le riserve sulla coalizione da appoggiare.
Ma, nonostante l’entusiasmo, rimane il dispiacere per la divisione interna alle forze dell’ormai dismesso tavolo di concertazione e sulla decisione del PD, accusato di aver fatto una mera scelta aritmetica, per vincere le elezioni.
Dure le accuse al maggior partito di centro-sinistra, per “la mancanza di leadership” e per “l’indecisione”.
Sul suo nome, il PD si è subito mostrato refrattario, perché, come sostengono dalla “Peskara”, non ha mai unito le diverse anime del partito.
Ma la scelta del PD non è condivisa dall’intero partito. A darne testimonianza è il dissenso di giovani attivisti come Pasquale Castellano e del Circolo Cultura Democratica, che appoggia Abbaticchio.
Tra i firmatari, infatti, spicca il nome di Angelo Mancazzo, esponente democratico, favorevole “ad un nuovo modo di pensare la politica, all’insegna di una nuova e concreta progettualità, con al centro il bene comune”.
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CHE SQUADRA CI DOVEVANO ESSERE CAMBIAMENTI MA LA MUSICA è SEMPRE LA STESSA







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