Omicidio Giampalmo, proseguono le indagini
Diverse persone interrogate, gli agenti del Commissariato lavorano in maniera incessante
Avrebbe contribuito a creare un gruppo autonomo per spacciare in una zona, il centro storico, comunque storicamente già occupata da altri clan.
E, per questo motivo, avrebbe pagato lo sgarbo ai "padroni della zona" con la propria vita.
Questa la pista sulla quale si concentrano gli sforzi degli agenti del Commissariato di P.S. di Bitonto, impegnati da sabato sera a ricostruire il puzzle intricato dell’omicidio di Emanuele Giampalmo.
Il 31enne, dunque, è la prima vittima di una nuova geografia criminale che starebbe nascendo in città.
I primi dati certi è che a sparare sono state due persone con una pistola a tamburo e per questo motivo non sono stati ritrovati bossoli.
Inoltre, come già anticipato sabato sera, i killer si sono avvicinati alla vittima con un’auto e poi sono scappati per i mille vicoli del centro storico.
Giampalmo sarebbe stato immediatamente soccorso dai suoi familiari, che hanno tentato di trasportarlo presso l’Ospedale di Bitonto, da dove è poi partita l’inutile corsa verso il San Paolo di Bari.
Nella giornata di ieri, poi, è stato dimesso Michele Vitariello, amico di Giampalmo, ferito ad un piede in maniera lieve.
Intanto anche il Comitato per la Legalità, costituitosi dopo l’estate di fuoco del 2010, ha commentato l’omicidio di sabato sera: "Il Centro Storico sempre più abbandonato a se stesso, sempre più supermarket della droga e del malaffare. Dopo una pausa di un paio d’anni a Bitonto tornano a "parlare" le armi. Cosa è cambiato dagli ultimi delitti ad oggi? Nulla. L’Osservatorio Permanente sulla Sicurezza e la Legalità promesso alla comunità bitontina non si è realizzato e le politiche per il recupero del Centro Storico giacciono da qualche parte! Intanto un ragazzo della nostra Bitonto non c’è più, massacrato dalla violenza più becera".
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