Omnia, quanti rimpianti

Giuseppe Urbano

Un pareggio e una sconfitta (molto amari) per le due squadre patrocinate da Domenico Nacci

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Due trasferte, due grossi carichi di rimpianti da riportare a Bitonto per l’Omnia.
I grandi di Catucci tornano da Conversano con un solo punto in saccoccia dopo una gara condotta per lunghi tratti e fissata sul pari da un penalty quantomeno dubbio concesso ai locali.

Un’enorme occasione persa alla luce dei risultati delle altre coinquiline in zona playoff.
Con La Biscegliese che incombe…

La Juniores vive a Gioia del Colle una partita incredibile: otto gol (purtroppo cinque al passivo) per una giostra d’emozioni che alla fine vede scendere sconfitti i ragazzi allenati da Mancazzo&Vitale.
Si trattava di uno scontro diretto perché lo Juve Club Boniperti precedeva i biancoblu di due lunghezze al secondo posto, quindi con sole quattro giornate da disputare, la scalata alla vetta del campionato provinciale appare ora impresa ardua.

In Seconda Categoria, l’Omnia affronta lo scorbutico Norba Conversano orfana di Verriello, Grumo ed il lungodegente Antonello Orlino, un tassello pregiato per ogni reparto in pratica, eppure comanda le danze lente al “Lorusso” con grande autorità e maturità almeno fino a metà ripresa, cioè all’espulsione contemporanea di Leone e del capitano locale Sibilia per reciproche scorrettezze.

Gli inossidabili Michele Schiraldi e Ciccio Iovene non fanno rimpiangere i loro alter ego Verriello e Grumo disputando novanta minuti ad alto livello impreziositi, nel caso del centrocampista, da una bomba all’incrocio delle sue allo scadere del primo tempo.

A referto, anche l’enfant prodige Tommaso Bonasia – alla prima realizzazione ufficiale in maglia biancoblu, ndr – su pennellata di un Leonardo Rubini in stagione di grazia.

Il primo tempo termina sull’uno a due poiché l’Omnia becca, su azione da calcio d’angolo, il gol del momentaneo pareggio conversanese una decina di minuti dopo quello del giovane esterno nostrano.

I quarantacinque minuti della ripresa non sono trascendentali; prevalgono nervosismo, ritmi e colpi bassi, nonché la concretezza del Conversano, abile a sfruttare l’unica disattenzione difensiva degli ospiti ed a trasformare in rete dagli undici metri una discutibile leggerezza di Silvestri.

L’ultimo sussulto lo regala Checco Catucci con una girata in area ben parata dal portiere avversario.

Dopo 22 giornate, la parte alta della classifica recita:

Virtus Calcio Putignano 52, Leonessa Altamura e Ginosa 45, Real Gioia e Omnia 41, La Biscegliese 40.

Se non fosse per il negativo esito finale e per le nefaste conseguenze in graduatoria, la partita degli juniores biancoblu disputatasi sabato 25 febbraio a Gioia del Colle sarebbe da definire bellissima.

In svantaggio dopo neanche due minuti, a causa di una marcatura in area troppo “stretta” di Vacca sugli sviluppi di un calcio di punizione (tramutato, quindi, in calcio di rigore e gol dal bravo numero 9 Tabaglio), e sotto due a zero al 21’, i piccoli omniani realizzano un piccolo capolavoro incompiuto.

Mercurio calcia a lato solo davanti al portiere, Perrini e Bonasia non lo sorprendono ed un Carelli in azione di sfondamento non è lucido sul più bello.

Ci pensa allora il solito difensore-bomber Fallacara a rianimare dal dischetto la sua squadra prima dell’intervallo con il settimo centro individuale in stagione.

Nel secondo tempo, dentro lo smaliziato Lovero per uno spento Persia.
Al 56’ ed al 70’ si concretizza la doppietta di rapina dell’attaccante “prestato” da Catucci ai discepoli Michele Mancazzo e Arcangelo Vitale che consente ai bitontini di mettere addirittura la freccia.

Ma non è finita, ahimè…
Al 72’ Tabaglio pareggia i conti con Lovero e con l’Omnia tutta.

Al minuto ottanta il numero 4 gioiese Racano sigla un eurogol da applausi con un destro pazzesco all’incrocio dai 25 metri, cinque minuti più tardi il definitivo cinque a tre.

Ma se Carelli (professione medianaccio, sia chiaro) non gettasse alle ortiche una solare occasione a tu per tu con il portiere alla mezzora della ripresa, magari staremmo qui a parlare di un’altra storia.
Che, definizione iperinflazionata, non si fa coi “se” né coi “ma”.

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