Giovedì si parla di mafia con Giovanni Impastato

La Redazione

Importante appuntamento col fratello del giovane giornalista che osò sfidare la mafia e pagò con la vita l’affronto

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Giovedì 1 marzo, alle 20, presso l”Auditorium dei S.S. Medici "Emanuele ed Anna Degennaro" a Bitonto, Giovanni Impastato presenterà il suo libro "Resistere a mafiopoli. La storia di mio fratello Peppino Impastato".
Introduce Francesco Sblendorio, responsabile Progetto School Cup, e dialogheranno con l’autore Gianluca Rossiello, responsabile della Libreria del Teatro ed Ornella Maione, docente di lettere presso la Scuola I.P.S.S.C.S.T.S.

In occasione del 20° anniversario dell’attentato ai giudici Falcone e Borsellino, tutte le scuole Superiori della nostra città nell”anno scolastico 2011-2012, in collaborazione con la Fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano e Progetto School Cup 2012 , hanno realizato un progetto che ha come tema la LAGALITA”.

L’idea progettuale parte dal bisogno di credere sempre più nella necessità e, soprattutto, nel dovere che hanno le istit! uzioni – ma non solo loro -, di realizzare ogni utile attività per accrescere il senso della legalità, al fine di una convivenza qualificata dal punto di vista sociale ed etico tra i cittadini.

L’obiettivo generale del progetto quindi è stato quello di contribuire a stimolare negli studenti in particolare, ma anche in altri soggetti naturalmente coinvoli (genitori, famiglie, tc.), una coscienza civile e valori morali, affinchè diritti e soprattutto doveri siano conosciuti e interiorizzati per modulare gli stili comportamentali di ognuno e, al tempo stesso, della città.

Nella prima parte dell”iniziativa vi sono stati dei cineforum che sono durati fino a Dicembre. Nella seconda parte, che durerà fino a Maggio, ci saranno incontri con scrittori che avranno in qualche modo collegamenti col cineforum precedentemente visto.

A Novembre scorso, dopo la visione del film "I Centopassi" di Marco Tullio Giordana (Italia – 2000), non potevamo che invitare Giovanni Impastato autore del libro "Resistere a mafiopoli. La storia di mio fratello Peppino Impastato".

I contenuti del libro

"La mafia era sempre stata di famiglia per noi, interna alla nostra casa, così abituale da non farsi notare; ma, con l”omicidio dello zio, d”improvviso diventava una forma spaventosa, sconosciuta e falsamente benevola. Di quel nucleo familiare, così forte e unito, di quella famiglia felice e ostentatamente patriarcale come era la mia, oggi non esiste più niente: è stata spazzata via dalla crudeltà della mafia che non ha avuto il minimo scrupolo a sconvolgere i nostri affetti e i nostri sentimenti. La nostra famiglia si sfaldava e, a peggiorare le cose, avrebbe contribuito anche un atteggiamento che, fino ad allora, ci era sconosciuto. Cominciarono problemi nei rapporti familiari, soprattutto per la reazione di Peppino che da allora cominciò a chiedersi in che famiglia e in ! che mondo vivesse. Sono stati tempi molto difficili. Almeno agli inizi, sembrava impossibile poterci liberare da quell”oppressione mafiosa, toglierci dalla testa quel velo di falsità che ricopriva anche la nostra casa. Ci siamo riusciti pagando un prezzo altissimo ma con un risultato straordinario che oggi possiamo rivendicare con pieno merito: quello di essere tornati a vivere come persone libere che sono riuscite a far capire che in Sicilia è possibile resistere contro lo strapotere della mafia. Un”eredità dal valore inestimabile, una ricchezza che ci è stata lasciata da Peppino e che mia madre e io abbiamo saputo raccogliere per essere i testimoni del nostro tempo."

Ingresso libero

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