Bitonto, 25 Marzo 1784. Il miracolo della Sacra Spina presso la parrocchia del Crocifisso

La Redazione

Tratto dal libro “Spigolando… in quel di Bitonto” di Michele Muschitiello, Ed. Raffaello

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A proposito della Sacra Spina, riportiamo il seguente miracolo avvenuto a Bitonto nel 1784.
La descrizione di questo fatto straordinario è riportato nel libro “Spigolando… in quel di Bitonto” in corso di stampa, del nostro concittadino e autentico amante della nostra storia Michele Muschitiello, Ed. Raffaello.

Il 27 dicembre 1749 il Capitolo Cattedrale si riuniva per dare pubblica testimonianza di ringraziamento al vescovo Giovani Barba che aveva fatto dono di tre importanti reliquie autenticate in un piccolo ostensorio ben sigillato.
Si trattava di a) una spina della corona “di cui fu coronato nostro Signore Gesù Cristo nella sua Santa Passione, b) una particella della Sacra Colonna a cui fu legato lo stesso Gesù Cristo e una piccola porzione della Sacra Porpora di cui fu vestito”.

Tutti furono contenti di tale dono e per dar loro una degna collocazione, furono sistemati in una nuova croce d’argento.
La festa della Sacra Spina cadeva il 25 marzo ed il suo culto era molto diffuso specialmente nella città di Andria, dove accorreva molta gente dalle città vicine.
Quando il 25 marzo cadeva di venerdì, che poi era l’ultimo venerdì del mese, di solito accadevano dei miracoli.

Nel 1784 il parroco del Crocifisso, don Crescenzio Siena, sentì una voce profonda che gli sussurrava che, cadendo il 25 marzo di venerdì, sarebbe successo qualcosa di miracoloso nella sua chiesa da parte della Sacra Spina ivi custodita e, assieme ai suoi fedeli, pregava e auspicava che si potesse ripetere anche a Bitonto quello che era solito accadere ad Andria in tale circostanza.

Il giovedì 24 marzo chiamò nella chiesa come testimoni il notaio Modesto Siena, don Oronzo Demichele, il canonico Filippo Demichele, i magnifici notai Francesco Saverio Pascullo e Domenico Gaetano de Petrolonardo ed altri cittadini e con loro, scrive il notaio Siena “abbiamo con li nostri propri occhi a chiara luce ritrovato che nell’ereliquie predetto, formato ovato, alla parte di sopra ci era una Spina di nostro Signore Gesù Cristo, che a mal pena si poteva distinguere ed osservare per essere di picciolissima materia. Bensì vi era la descrizione vide licet: De Spina Coronis Domini Nostri Jesu Christi. Al di sotto, ed al lato sinistro ci era l’ereliquie della Colonna, colla iscrizione: De columna Domini nostri Jesu Christi, la quale era asciutta. E senza verun umido”.

Terminata l’osservazione, tutti i convenuti ritornarono a Bitonto con l’intesa che il dì seguente si sarebbero ritrovati nel pio luogo.

Il mattino del 25 tutti si ritrovarono per verificare se il miracolo tanto atteso si fosse verificato e, con grande meraviglia, rimasero sbalorditi, tanto da restare per ben tre ore fermi davanti all’altare ad ammirare l’evento.

Testimoniarono davanti al notaio Siena, che “la predetta Sagra Spina che prima a mala pena si poteva distinguere ed osservare, ora si era gonfiata e distesa la terza parte di un aco rilucente e risplendente ad uso cristallino color gelzo nero, ed al lato sinistro di detta Sagra Spina, ci era un segno che lustrava ad un color carniccio; l’ereliquie poi della sagra Colonna e Porpora, ocularmente si osservava, siccome noi abbiamo visto, ed ocularmente osservato e riconosciuto che sudava e ci era dell’umido”.

E tutte queste cose, afferma il notaio, non solo furono viste dai testimoni sottoscrittori dell’atto, ma anche da molti cittadini che alla notizia accorsero e si prostrarono ai piedi dell’altare.

Certamente questo ed altri miracoli contribuirono non poco ad incrementare il culto verso l’antica immagine della Chiesa del Crocifisso.

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