Maggioranza, ma ormai chi sostiene davvero Valla?
Non è un momento affatto semplice per il nostro primo cittadino
Diciamo la verità: non è un momento affatto semplice per il nostro primo cittadino Raffaele Valla.
L’ex questore, infatti, in questi giorni si starà certamente rendendo conto come la maggioranza granitica di cui tanto si vantava fin da Maggio 2008 non esiste più.
E, forse, non è mai esistita.
Il nostro primo cittadino, passata la grande paura per la mozione di sfiducia del 21 Novembre scorso, pensava di poter dormire sonni tranquilli, ma invece ecco arrivare l’ultimo colpo gobbo firmato… Valla e Tarantino.
La Lista Valla, infatti, con il “benestare” del presidente Tarantino, è ufficialmente passata all’opposizione con Nicola Vacca che resta capogruppo, costringendo così Liaci e Sannicandro a cambiare (ancora una volta) gruppo consiliare.
E cosi, dopo Valori Sociali, Nuovo Psi, i “maldipancia” rientrati di Tassari e di Cuoccio, il primo cittadino è riuscito nell’impresa di perdere anche la lista che porta il suo nome (Valla che fa l’opposizione a Valla, mah…), e di azzerare la lista infinita di partiti e liste civiche che lo sostenevano.
Scene di politica schizofrenica all’ombra degli Ulivi.
Valla, però, dovrebbe temere anche altri due partiti: il Pdl e la Lista Schittulli, che non più tardi del mese di Luglio avevano dato l’ultimatum al primo cittadino, chiedendo un netto cambio di passo nel giro di pochissimi mesi.
Era il 27 Luglio scorso, infatti, quando nel primo Consiglio Comunale all’indomani del secondo rimpasto di giunta, il capogruppo Perrini entrava in gamba tesa sul primo cittadino (http://www.bitontolive.it/news/Politica/155428/news.aspx#main=articolo): “Il rimpasto segna in maniera non certo positiva i rapporti tra il Pdl ed il Sindaco Valla che ha deciso in maniera assolutamente autonoma la soluzione finale– esordiva Perrini- e da adesso in poi saremo vigili come e più di ieri, chiedendo verifiche periodiche di quanto fatto, ma ora c’è bisogno di lavorare per punti programmatici imprescindibili dalla cui realizzazione dipenderà l’impegno o il disimpegno, e quindi la risoluzione del vincolo di coalizione, con l’inevitabile conclusione dell’esperienza amministrativa”.
Perrini, poi, faceva seguire un lunghissimo elenco di cose da fare nell’immediato:l’espletamento delle procedure per la zona 167, il rilancio della zona PIP, l’adeguamento del PUTT, il decollo della zona C2 di via Santo Spirito, l’apertura del sottopasso di via Berardi, piazza Cavour, l’immediata consegna dei lavori di recupero delle Mura Angioine e la risoluzione di problematiche quali la realizzazione della nuova scuola “De Renzio”, tutte cose “realizzabili nel breve periodo, e che non sono irrealizzabili soltanto per gli incapaci” .
Così parlò Perrini, ma ovviamente più nulla di quell’ultimatum.
Siamo ormai a Febbraio, sono passati quasi 7 mesi e ci piacerebbe sapere cosa è cambiato da allora.
Si passa ai fatti o sempre soltanto minacce e parole?
Esattamente 24 ore prima, a pochi centinaia di metri di distanza, la Lista Schittulli teneva la sua tradizionale assemblea degli iscritti ed il suo capogruppo comunale, Lillino Labianca, così tuonava:
“Se entro sei mesi la realizzazione del programma elettorale non farà passi avanti, la delegazione del movimento Schittulli ritirerà il suo appoggio a Valla", aggiungendo che “la lista Schittulli è responsabile delle proprie azioni”, e parlando della presenza di un documento in cui erano presenti i punti vitali ed essenziali della città.
I sei mesi sono passati, ma la responsabilità delle azioni non si è vista, ed è evidente che vince la facile regola del “riscaldare la sedia”.
In attesa di (improbabili) sviluppi, di sicuro, allora, c’è una maggioranza di granito.
Di sicuro, allora, c’è un sindaco che comanda da solo, non riesce a rimettere insieme i cocci e sembra poter contare soltanto sulla “Puglia Prima di Tutto”.
Di sicuro c’è la netta sensazione che il successo di Valla è stato il trionfo di un solo uomo (gentiluomo, carismatico o grande affabulatore che sia) che può sì conquistare la vittoria elettorale, ma che può trasformarsi ben presto in una vittoria di Pirro in mancanza di serietà, di senso di responsabilità, di capacità e di coesione delle forze politiche che lo sostengono, dei consiglieri comunali che votano e degli assessori che amministrano.
Di sicuro c’è la certezza che la città continua ad annaspare anche per merito di questi signori.
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