La protesta dei cittadini a rischio sfratto arriva in consiglio comunale
La delicata questione è stata sollevata da Ricci (PD) nel giorno delle interrogazioni e interpellanze
Le categorie più deboli sono state protagoniste della prima parte del consiglio comunale di ieri.
Il primo punto all’ordine del giorno ha riguardato, infatti, la categoria dei diversamente abili e quella degli immigrati.
Con l’unanime parere favorevole, l’assise ha approvato la modifica dell’art.40, comma 1, dello statuto comunale e ha manifestato la volontà di creare due consulte: una per la disabilità e un’altra che rappresenti le istanze della comunità di immigrati presente a Bitonto.
“Vorrei che Bitonto passi alla storia per la capacità di integrare gli immigrati, che sono una risorsa e fanno parte a pieno titolo della nostra comunità” ha commentato Tarantino prima di dare avvio al punto più importante, le interrogazioni e le interpellanze.
Ad iniziare la lunga serie di quesiti è stato Francesco Paolo Ricci (PD), che ha portato in aula le rimostranze dei cittadini a rischio sfratto, che da giorni manifestano dinanzi a Palazzo Gentile, affinché l’amministrazione aiuti loro a trovare un lavoro che permetta di pagare l’affitto.
“La città è in preda ad un forte disagio sociale, a causa dell’emergenza lavorativa, abitativa e della scarsa integrazione socio-sanitaria. Non c’è dubbio che qualcosa non funzioni come dovrebbe”, ha esordito l’ex assessore ai servizi sociali, chiedendo quali provvedimenti la giunta abbia intenzione di adottare nei confronti di questi cittadini.
“Il Comune controlla che quelle ditte, cui sono state concesse variazioni della destinazione d’uso dei terreni, con l’obbligo di assumere disoccupati, rispettino davvero queste richieste?”, si è chiesto, inoltre, Ricci.
Un intervento sottoscritto dal consigliere di maggioranza Salvatore Tassari (FLI), interessato a conoscere la sorte della zona 167 e del PUT, “problemi che dovevano essere affrontati non da quattro anni, ma da molto più tempo”.
“Da dodici anni la proposta del PUT giace nel cassetto”, ha accusato Tassari, che ha invitato la minoranza a presentare proposte.
“Questa Amministrazione da tempo ha avviato un confronto con queste aziende. Ma anche gli imprenditori devono assumersi responsabilità sociali”, ha continuato Damiano Somma, assessore ai servizi sociali, esortando maggioranza e opposizione “ad unirsi in questo delicato momento storico”.
“E’ compito dell’amministrazione sensibilizzare le imprese, riferendo loro della presenza in Regione di fondi per assumere questa gente. Il sindaco faccia, inoltre, un appello alle banche, affinché rendano più facile l’accesso al credito, anche per chi è a rischio sfratto”, è stata la pronta risposta di Ricci, interessato a sapere che ne è stato del regolamento per i micro-progetti di interesse sociale, approvato nel 2010.
Tre le proposte presentate dal consigliere del PD: “Attivare un fondo di garanzia per aiutare chi è stato sfrattato e perciò è tagliato fuori dal mercato abitativo, avviare progetti sociali, come “Incroci sociali”, anziché dare un’inutile somma di 200 euro, e, infine, riavviare il Piano di Zona, fermo da due anni, che prevede un cospicuo contributo per far fronte all’emergenza abitativa”.
“Meglio dar lavoro a poche persone o con quei 200 euro aiutare in numero maggiore di individui?”, è stata la risposta dell’assessore Somma, che si è detto pronto ad una variazione del Piano di Zona, che consenta di contrastare la disoccupazione.
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