Progetto Cuore. Un’indagine per studiare i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari
La città di Bitonto è stata scelta per rappresentare la Puglia, all’interno del progetto nazionale
Le malattie cardio-cerebrovascolari costituiscono la principale causa di ricovero ospedaliero, invalidità e morte. Si conoscono bene i fattori di rischio, che ne aumentano la probabilità, e gli studi epidemiologici hanno dimostrato come sia possibile ridurne o ritardarne la comparsa.
Il Progetto Cuore si pone come obiettivo quello di descrivere, a dieci anni di distanza dalla prima indagine, quali siano i fattori di rischio dovuti alle abitudini di vita della popolazione.
L’indagine, che si è svolta nei giorni scorsi all’interno del Centro Servizi Territoriali della città di Bitonto, rientra nell’accordo di collaborazione tra l’Istituto Superiore di Sanità e l’Associazione Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO). Finanziata dal Centro di Controllo delle Malattie, rientra nel Programma “Guadagnare salute” sottoscritto da Ministeri, Governo, produttori e gestori dei pubblici servizi, Regioni, ASL ed enti locali.
Coordinatore dell’osservazione in Puglia è il dottor Pasquale Caldarola, direttore della Cardiologia-UTIC dell’Ospedale San Paolo e segretario nazionale dell’ANMCO, con la collaborazione della dottoressa Simona Gianpalmi, responsabile del centro di Epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità, e di un’equipe di medici e infermieri, che hanno sottoposto ad una serie di valutazioni cliniche un campione della popolazione bitontina. 660 i cittadini, tra i 35 e i 67 anni, che sono stati casualmente selezionati per rappresentare la Regione Puglia. A nove milioni, invece, ammonta il campione nazionale. Rispetto all’ultima indagine, sono stati inclusi nel campione selezionato anche immigrati.
Nelle valutazioni cliniche sono comprese la misurazione del peso corporeo, dell’altezza e della pressione arteriosa, l’esecuzione di elettrocardiogramma, densitometria ossea e spirometria e, infine, un prelievo di sangue per il controllo della glicemia e della colesterolemia.
“Sono state selezionate persone sane, perché quel che si vuole individuare è la presenza dei fattori di rischio e, dunque, la possibilità di ammalarsi. L’indagine serve anche per migliorare la prevenzione – ha riferito il dottor Caldarola – Questi progetti si rendono necessari perché è molto difficile ottenere dati precisi attraverso procedure standardizzate”.
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