Riscaldamento scarso, l’Istituto Tecnico Commerciale in difficoltà
Colpa della Provincia che ha ridotto le ore di erogazione del servizio
SOS termosifoni all’Istituto Tecnico Commerciale “Vitale Giordano” di Piazzale Rodari, periferia della città.
Da circa una settimana, infatti, le oltre 40 classi (36 diurne e 4 pomeridiane) dell’istituto stanno facendo i conti con il freddo e con il non perfetto funzionamento dell’impianto di riscaldamento della scuola.
A lanciare l’allarme è stata una studentessa qualche giorno fa, e a confermarlo è stato il prof. Arcangelo Fornelli, dirigente dell’istituto: “Dal rientro dalle vacanze natalizie i ragazzi stanno patendo il freddo di questi ultimi giorni perchè il sistema di riscaldamento è acceso soltanto 6 ore al giorno, quando invece dovrebbero essere 9”.
Il problema è presto detto, ma va avanti da due mesi a questa parte.
Dal 15 Novembre, giorno in cui sono stati attivati i sistemi di riscaldamento nelle scuole della Provincia, l’ente statale, a quanto pare per motivi di costi e di risparmio, avrebbe deliberatamente ridotto le ore di funzionalità dei termosifoni, generando danni e disagi a catena e, nello specifico caso dell’istituto bitontino, le ore di riscaldamento sarebbero passate dalle 9 ore degli anni passati (dalle 7,00 alle 12, e dalle 15,30 alle 19,30) alle 6 ore di quest’anno (dalle 7 alle 11 e dalle 16,30 alle 18,30).
Inizialmente, però, le temperature non gelide di inizio inverno hanno “nascosto” il problema, che è emerso in tutta la sua gravità con il rientro dalle vacanze, coinciso con l’abbassamento repentino della colonnina di mercurio e con la sospensione dell’erogazione del servizio durante le vacanze natalizie.
“Inizialmente pensavamo fosse un guasto ai nostri termosifoni– sottolinea ancora Fornelli- e perciò abbiamo contattato la ditta di manutenzione dei nostri impianti ma, a parte una valvola difettata, tutto funzionava correttamente”.
A complicare ulteriormente le cose, ci sarebbe anche il fatto che la Provincia avrebbe deciso questa improvvisa riduzione del servizio autonomamente, senza consultare e avvisare gli Istituti coinvolti, “e questo elemento ci ha ulteriormente spiazzato perchè è impossibile avere una Provincia che non conosce gli orari di lavoro di un suo Istituto scolastico ma anche perchè avremo preso subito provvedimenti”.
Il preside, poi, non lesina i disagi dei suoi studenti: “Il fatto che i termosifoni siano accesi soltanto fino alle 11 ci sta costringendo a ridurre gli orari di lezione e tenere i ragazzi a scuola fino a mezzogiorno, ed ovviamente le classi più penalizzate sono quelle ubicate al secondo piano perchè quelle più lontane dalla caldaia”.
Fornelli ha cercato di correre subito ai ripari inviando, martedì scorso, una missiva agli uffici tecnici della Provincia di Bari in cui “manifesta il disagio degli studenti e delle rispettive famiglie rispetto alla temperatura degli ambienti scolastici in cui si svolgono le lezioni: aule, laboratori, palestra e spazi comuni, e richiede l’accensione dell’impianto termico dalle 7 alle 12 per le attività scolastiche diurne e dalle 15,30 alle 19,30 per il corso serale per studenti lavoratori”.
La lettera fino ad oggi è rimasta senza risposta ed il dirigente scolastico, alle prese anche con le lamentele delle famiglie degli studenti, ha deciso di convocare una sorta di tavolo tecnico fra insegnanti, rappresentanti dei genitori e delegati dalla Provincia, ma anche in questo caso da via Spalato continuano a non sentire.
In attesa di tempi migliori, il prof. Fornelli rivolge anche un pensiero al personale tutto in servizio nell’Istituto, “perchè non è assolutamente di scarso rilievo garantire anche al personale ATA in servizio nel primo pomeriggio ambienti di lavoro più salubri, sicuri e riscaldati al fine di garantire loro il diritto alla salute”.
Commenti
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DA EX ALUNNO POSSO AGGIUNGERE CHE LA TEMPERATURA NELLE CLASSI SI IRRIGIDISCE ANCHE A CAUSA DEGLI SPIFFERI D’ARIA CHE PASSANO ATTRAVERSO FINESTRE MAL MESSE, PROBLEMA DENUNCIATO PIU’ VOLTE DAL PRESIDE E DAGLI STESSI STUDENTI ALLA PROVINCIA, MA SEMPRE CON UN UNICA RISPOSTA, LA PROVINCIA NON HA SOLDI.
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Una domanda…e alle altre scuole di Bitonto come vanno le cose?
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Ci sarebbe da fare un romanzo sull’argomento!Ai tempi in cui ho frequentato le scuole io (77 anni)il riscaldamento NON esisteva. Io poi che ero residente a S.Spirito dovevo prendere il treno per recarmi a scuola. La residenza me lo imponeva e ..ciccia, come dicono in Toscana…ma il bello che ero costretto a viaggiare nei carri merci perchè le vetture ferroviarie non erano nemmeno immaginabili…Il freddo entrava fino al midollo delle ossa e a scuola pur rimanendo con i cappotti(continua)
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(continuazione)che spesso rimanevano bagnati per tutte le 6-7 o anche 8 ore di lezione. Quando racconto ai miei figli o nipoti quanto anziscritto mi rispondono:”I tempi son cambiati babbo (nonno)…e allora di fronte alla riduzione del riscaldamento odierno…mi viene spontanea l’imprecazione, memore di quanto ho sofferto io:”Ma..porca p..na è proprio possibile una situazione simile oggi!”….Ma poi…oh ragazzi vi volete convincere che son (continua)
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continuazione)son finiti i tempi delle vacche grasse! Meglio 3 ore meno di riscaldamento che niente…e se continua questa situazione economica…non potrete avere più nemmeno la scelta della scuola che vorrete frequentar, purtroppo.







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