L’assessore Fiore: «Nonostante il Patto di Stabilità, il Duemiladodici sarà un bell’anno»
Iniezione di ottimismo da parte del collaboratore di Valla
Giovedì mattina.
Giornata soleggiata in città dopo giorni passati tra nuvole e pioggia.
Sono da poco passate le 10 di mattina, quando in un popolarissimo bar del centro cittadino mi imbatto nell’assessore al bilancio Vincenzo Fiore, recante in mano una copia del quotidiano “Il Sole 24 ore” mentre discute con un compare della propria raccolta delle olive appena terminata.
Il saluto è d’obbligo, l’assessore ricambia e nel frattempo noto che l’attenzione è rivolta anche ad un articolo sul Patto di Stabilità.
Quando si dice i segni del destino.
Lui, Vincenzo Fiore, che da Luglio ha preso di mira il famigerato patto di belga memoria, che legge un articolo sul Patto di Stabilità.
All’improvviso, rivolge lo sguardo verso di me e prolifera verbo: “Il Patto di Stabilità è una cosa stupida e sciocca come ha avuto già modo di dire il sindaco di Torino Piero Fassino, perchè impedisce agli enti locali di pagare le imprese ed al tempo stesso impedisce la crescita”.
“Ha ragione anche il presidente dell’ANCI del Rio quando chiede che le regole del Patto vengano rivisitate entro il prossimo mese di febbraio perchè nel mese di marzo i Comuni devono approvare i bilanci di previsione per l’anno in corso– prosegue ancora Fiore- con gli stessi enti locali che hanno le casse vuote e ridotte all’osso mentre dovrebbero essere i primi ad impostare la crescita”.
Prendo la palla al balzo, e chiedo al deus ex machina delle elezioni del 2008 come sarà il 2012 per i bitontini alla luce del decreto del governo Monti.
Fiore non si tira indietro, e molto analiticamente non vuole prendere i giro i suoi concittadini: “Non saranno certamente 12 mesi facili, ma mi auguro di non introdurre ulteriori lacrime ed ulteriore sangue per quanto riguarda le competenze comunali, anche se la tassa dell’IMU sarà un ulteriore salasso che andrà a colpire in modo particolare gli agricoltori perchè ha messo nel mirino gli immobili rurali, anche quelli che vedono al proprio interno ballare topi ed altri animali simili”.
Non se la passeranno bene neanche i servizi, che non aumenteranno ma, a quanto pare, neanche diminuiranno: “Quest’anno dobbiamo anche far fronte ad una riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato che inevitabilmente andrà ad influire sui servizi, ma noi faremo in modo che la loro qualità non diminuisca”.
Fiore insiste (nel frattempo il suo caffè è già lì che lo aspetta da un bel po’, ndr) e precisa anche che il Comune non vuole farsi trovare impreparato: “Il nostro rammarico più grande è di non essere riusciti a pagare l’anno scorso tutte quelle imprese che non hanno presentato decreti ingiuntivi nei confronti del Comune, mentre quest’anno dobbiamo versare ben 2 milioni di euro ai fornitori, e per fortuna abbiamo saldato il conto con tutte le imprese che hanno battuto cassa, abbiamo aumentato la somma per il cofinanziamento degli affitti per essere premiati dalla Regione, stiamo preparando con cura il bilancio partecipato, un primo modo di riavvicinare la gente al Palazzo”.
Bitonto, allora, promette Fiore, non sarà come Bari, dove arriveranno nuove tasse, e dove anche la luce pubblica costerà di più.
Fiore in pratica termina qui ma, osservando i concittadini che affollano il bar e che vanno a zonzo per Corso Vittorio Emanuele, rivolge un pensiero anche a loro: “I bitontini devono ritrovare il senso della solidarietà e della sussidiarietà, due valori aggreganti della nostra città, in una logica di reciproca collaborazione tra la gente e le istituzioni e con l’augurio che atti delinquenziali come quelli che hanno deturpato la villa comunale e la Cattedrale non si verifichino più”.
A questo punto, l’assessore beve finalmente il suo caffè e torna al suo lavoro mattutino in quel di Palazzo Gentile, non prima di avermi salutato e ringraziato per l’attenzione, avvisandomi che “ben presto ci sarà da divertirsi”.
Io ricambio i saluti ma prendo tutt’altra strada, attendendo effettivamente il giorno del divertimento.
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