Cronaca d’un furto inutilmente crudele

Mario Sicolo

Che senso ha rubare l’auto datata d’un anziano parroco?

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Cronaca d’un furto inutilmente crudele.

Certo, la ruberia è sempre un’azione priva di pietà. Ad ogni livello, sia che la compiano malavitosi in tuta d’ordinanza e cappuccio torvo sia che la pratichino insospettabili individui incravattati e indomenicati, chiunque sia la vittima.

Però, quello che vi stiamo per raccontare è un fatto di una tristezza assoluta. E, tanto per cambiare, è accaduto nella nostra città, nei giorni scorsi.

Cresciuti alla sequela del magistero di Monsignor Francesco Fornelli – quando ancora erano aperte le porte salvifiche delle parrocchie del Centro storico –, abbiamo sempre nutrito una segreta ammirazione per i preti, uomini di Chiesa in prima linea fra sacrifici infiniti e disagi millanta.

Don Antonio Mattia – uno che nel borgo antico ha anche dimora – ha speso bene, molto bene la sua vita fra la Basilica dei Santi Medici e la chiesa di San Pasquale – Cristo Re Universale.
Avendo frequentato per una breve e luminosa parentesi sentimentale quest’ultima comunità, di lui ricordiamo il tono della voce, dolce balsamo, che spesso scendeva come una carezza sopra le ferite di tante vite.

Qualche mese fa, l’anagrafe ha detto stop e c’è stato il cambio alla tolda di San Pasquale.
Don Antonio ha guardato negli occhi tutti i suoi figli, li ha ringraziati con un sorriso leggero ed ha salutato tutti con garbo.

In più, per l’estremo pudore della correttezza, ha spostato la sua fida automobile – una fiesta blu notte datata – dal chiostro parrocchiale e l’ha parcheggiata su via Santoro, presso casa sua.

Che mai l’avesse fatto.
Tempo qualche giorno e i topini, per fargli capire l’antifona (ehm…) l’hanno subito omaggiato d’un furto, portandogli via il veicolo antico.

Forse, una bravata insensata, non crediamo che possa reggere la scusa che vuole le ford vantare motori d’acciaio e buoni per ogni uso, l’età del mezzo proprio non permette di fare siffatte congetture.

Colta da sgomento e rabbia, saputa la storia, una fedele arguta ho definito d’acchito l’atto eroico "figlio d’inaudita stoltezza allo stato puro".
E l’espressione l’abbiamo resa noi (che pure con lei concordiamo alla lettera), con iniquo eufemismo riparatore…

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Commenti

  • gtullo (utente non verificato)

    Solidarietà a Don Antonio…con un pizzico di ironia mista a rabbia che gli dico “benvenuto nel club!”.

  • gtullo (utente non verificato)

    la situazione nell’area Ospedale-Stazione è diventata veramente insostenibile. I furti d’auto sono all’ordine del giorno. Vi è una assoluta assenza di forze dell’ordine di qualsiasi ordine e grado (vigili,polizia,carabinieri)… arresti ? recupero mezzi rubati ? qualcuno ne ha mai sentito parlare?

  • francy13 (utente non verificato)

    L’accaduto non puo altro che far accrescere lo sdegno e soprattutto la PAURA,IL TERRORE …di noi cittadini….furti d’auto (questa notte è accaduto a mio zio in via d.piepoli)furti in appartamento, rapine,borseggi e chi piu ne ha piu ne metta.Che siano del posto o no, non si sa…pero vorrei far presente agli “eletti” di Palazzo Gentile che la convivenza con i nomadi che quotidianamente presenziano la ns città è diventata insostenibile.Entrano nei negozi e con insistenza chiedono danaro e non vanno via fino a quando non li minacci di chiamare le forze dell ordine.chissà dove andremo a finire!!!