Scandalo in Comune per una vignetta
L’amministrazione comunale bitontina si scaglia contro il lavoro di Pierfrancesco Uva. E noi siamo con l’artista
Nell’ormai lontano 1971, nelle sale statunitensi veniva proiettato “Il dittatore dello stato libero di Bananas” diretto ed interpretato da un giovane Woody Allen.
Quarant’anni dopo, a Bitonto una polemica infiamma le fredde mura cittadine.
Oggetto del contendere è una vignetta liberamente ispirata alla commedia del regista newyorkese.
Pierfrancesco Uva, vignettista di BitontoTv, in una sua creazione apparsa sul sito di informazione cittadino, ha pensato bene di sostituire all’albero di ulivo, presente nello stemma della nostra città, una banana.
La polemica non ha tardato ad imperversare.
Unanimemente, assessori e consiglieri comunali hanno gridato allo scandalo, vedendo, a loro dire, dinanzi ai propri occhi stuprato il vessillo bitontino.
Fatta rimuovere la vignetta dalla homepage di Bitontotv, hanno comunicato l’intenzione di sporgere denuncia.
Ovviamente, forte lo sconcerto di Uva e della comunità cittadina che in massa ha espresso solidarietà al vignettista.
Eppure, l’amministrazione ha sempre apprezzato il lavoro di Uva.
Basti ricordare la mostra, patrocinata dal Comune e fortemente appoggiata dall’ex assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili Elisabetta Tonon, tenutasi nelle sale del Torrione durante le festività natalizie del 2010.
Una mostra dal sapore agrodolce, visto che il giovane artista aspetta ancora il dovuto compenso per una cinquantina di raccolte di suoi lavori che esponenti del comune hanno ritirato proprio in quei giorni.
Questa volta, quindi, la satira di Pierfrancesco è stata mal interpretata e scambiata per vilipendio.
Forse perché troppo esplicita e troppo aderente alla realtà dei fatti?
Politiche votate al risparmio, consigli turbolenti se non comici, nomine incomprensibili danno la sensazione che Bitonto possa essere il set ideale per una delle commedie surreali di Allen.
Il frutto esotico in questione, probabilmente, era l’invito più civile a cambiar modo di lavorare.
Se la politica, però, riversa tutta la sua forza sulla satira è sintomo di una democrazia fortemente lesa.
Una satira libera ed indipendente è l’indice di un’amministrazione che funziona e garantisce l’esercizio dei diritti individuali.
Una satira controllata è solo propaganda di potere.
Non può essere censurata, tantomeno se si costruisce una polemica su una vignetta per nascondere negligenze da ricercare nel Palazzo di Città.
Altrimenti quella vignetta finisce per trasformarsi da quadretto umoristico ad opera neorealista.
Commenti
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La mia solidarietà al bravo vignettista Uva.







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