Ex-ospedale, l’ASL accoglie le richieste bitontine. Ora la parola spetta alla Regione

Michele Cotugno

Dodici posti per l’UDT, Day-Service, Laboratorio analisi e ginecologia sono i servizi che garantirà la struttura

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Centro Servizi Territoriali. E’ questa la denominazione che ha assunto l’ormai ex ospedale. A fare il punto della situazione sulla vicenda sono stati il sindaco Raffaele Valla e il consigliere Franco Scauro, della commissione bipartisan, che si è occupata della delicata questione.

La struttura da anni nel mirino dei piani di riordini regionali è riuscita a mantenere dodici posti letto per l’unità di degenza territoriale ei servizi ambulatoriali e di day-service, oltre al punto di primo intervento. Rimane anche il laboratorio di analisi e viene implementato il reparto di ginecologia. Una riconversione costata un milione e mezzo di euro, recuperati dai fondi europei di sviluppo regionale, ai quali si aggiungeranno altri 300 mila euro all’incirca, per l’acquisto della strumentazione.

Già acquistati due ecografi, una cabina silente, un audiometro, un fibroscopio flessibile, due isteroscopi, ferri chirurgici e una lampada scialitica. L’ospedale di Bitonto diventerà un poliambulatorio a tutti gli effetti dando in affido all’Ospedale San Paolo di Bari la gestione dei casi di maggior importanza.
Profonda soddisfazione ha mostrato il sindaco Valla, perché “hanno fatto quel che avevamo chiesto da tanto tempo”.

“Sin dal primo giorno ci siamo attivati per evitare la chiusura” ha ricordato il primo cittadino, ringraziando il direttore generale dell’ASL Bari Domenico Colasanto e Pasquale de Leonardis, direttore del distretto SS3, nel quale rientrano i comuni di Bitonto e Palo del Colle.
“Ma gli sforzi continueranno – ha promesso il sindaco, perché – abbiamo vinto una battaglia decisiva, ma pur essendo a buon punto, la guerra deve essere ancora combattuta”.

Pur soddisfatto del risultato, “ottenuto grazie al ruolo della politica, della stampa e delle associazioni di volontariato”, si è mostrato più cauto il consigliere Scauro, perché “adesso spetta alla Regione recepire la decisione dell’ASL, ponendo il proprio sigillo politico. Spero che sin da subito ci dia la possibilità di operare”.

“Non c’erano le condizioni affinchè il nosocomio fornisse le prestazioni di un vero e proprio ospedale. L’unica soluzione era quella di dedicarsi ad un segmento dell’offerta di servizi, per fornire un valido supporto alle strutture limitrofe” ha ammesso il consigliere socialista, augurandosi che chi subentrerà a De Leonardis, prossimo alla pensione, continui l’impegno per andare di quest’ultimo.
“Non abbassiamo la guardia” è stato l’imperativo di Scauro, rivelando che le prossime richieste riguarderanno il servizio di Day-Surgery.
Nessuna particolare enfasi è arrivata dal mondo del volontariato, che per bocca di Marilena Ciocia, parla di “soluzione importante, ma con criticità ancora permanenti”.

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