Ieri sera in scena l’ultimo consiglio comunale prima delle feste

Michele Cotugno

Tante polemiche e poche cose concrete per il paese

0 commenta

E’ cominciata tra le polemiche l’ultima seduta del consiglio comunale. Polemiche sul vezzo della maggioranza di convocare il consiglio disertando la prima convocazione e presentandosi solo nella seconda, che necessita di un numero legale minore, ossia dieci consiglieri a fronte dei sedici previsti nella prima.
Ad intervenire sulla questione è stato Vito Masciale (PD), “complimentandosi” perché “questa amministrazione comunale ha battuto ogni record di sedute tenute in seconda convocazione”.
“Se non avete i numeri, andate a casa” è stata l’invettiva del consigliere Masciale, seguito dal capogruppo Giovanni Rossiello.

Oggetto del primo ordine del giorno è stato l’atto di indirizzo con cui il Comune di Bitonto si impegna a chiarire con maggiore rigore gli ambiti di intervento dell’Azienda di Servizi alla Persona Maria Cristina di Savoia, e si dichiara favorevole all’affidamento diretto del servizio del Centro Famiglie, inserito nel Piano Sociale di Zona e per il quale sono stati stanziati 150 mila euro per il triennio 2012-2014. Una possibilità prevista dalla legge, che permette in determinate condizioni di saltare la gara d’appalto. “L’atto – ha assicurato l’assessore al ramo Damiano Somma – sarà votato in seno al coordinamento istituzionale”.
Unanime il parere favorevole sull’atto, sebbene la minoranza abbia lamentato il mancato coinvolgimento nella stesura.
“Ritengo quest’atto di indirizzo superfluo – ha commentato Francesco Paolo Ricci – perché già nel Piano di Zona, approvato all’unanimità due anni fa, era indicato l’affidamento diretto. Mi sarei, piuttosto, un consiglio monotematico sul futuro dell’Istituto”.

Favorevole alla proposta di consiglio monotematico, il consigliere Emanuele Pinto, ribadendo le accuse per il mancato coinvolgimento della quarta commissione, ha rimproverato alla giunta Valla di aver raccolto con ritardo il “grido di dolore” lanciato dall’Istituto.
“Bitonto è ricca di enti assistenziali, ma è necessario integrarli e coordinarli” ha proseguito Masciale. Il consigliere Franco Illuzzi ha, invece, sottolineato l’importanza di una maggiore integrazione socio-sanitaria. A difendere l’operato di Somma, è intervenuta Ezia Di Carlo (PDL).

Dopo l’approvazione unanime e dopo un’estenuante e accesa discussione sul tema della scuola, non presente nella lista degli ordini del giorno, votata favorevolmente all’unanimità anche la modifica dell’atto costitutivo-statutario della Consulta del Volontariato.
A riaccendere gli animi, il terzo punto, la nomina dei due componenti del consiglio di amministrazione della Onlus Villa Giovanni XXIII – Casa e centro polivalente dell’anziano.
Nel 2010, il CDA della Onlus è stato prorogato sino al 31 dicembre 2012, senza che il Comune provvedesse alle nomine. A rappresentarlo, dunque, ci sono ancora i componenti nominati nel 2005, Giorgio Saponaro e Nicola Lucarelli.
“Il Comune è inadempiente. Che senso ha confermare la partecipazione, quando alle assemblee dei soci non partecipiamo?”
si è chiesto Saverio Martucci (UDC), che ha accusato il sindaco di essere manovrato, nella nomina del componente di maggioranza, dapprima da un “grande fratello” (implicito il riferimento a Domenico Sannicandro della Lista Valla), e successivamente da un “grande fratello più piccolo”.
“Questa porcheria, questo mercimonio non s’ha da fare” ha sentenziato Rossiello, accusando la maggioranza di voler accontentare Sannicandro e invitando a ritirare il provvedimento.
A reiterare l’invito è stato Michele Daucelli, perché “essendo decorsi i sei mesi di tempo per impugnare la proroga del CDA si andrebbe incontro al rischio di contenziosi, che non poterebbero nulla di buono all’immagine del Comune”.

“Faremo una figuraccia – ha continuato Ricci – perché rischieremo di presentarci non con due, ma con quattro consiglieri: i due legittimati dall’assemblea dei soci e i due nominati in questa sede. In questa situazione alto è il rischio di contenziosi. Ecco perché noi non voteremo il nostro candidato. Vi invito a fare altrettanto”.
Ma la maggioranza è rimasta fermamente convinta nella volontà di procedere alla nomina, accusando, tramite Somma, di scorrettezza l’assemblea dei soci per la “mancata comunicazione della scadenza e il mancato rispetto dei termini per procedere alle nomine”.

Dubbi sulla legittimità del provvedimento sono sorti nel presidente del consiglio Tarantino, di fronte all’abbandono dell’aula da parte dell’opposizione, che si è rifiutata di procedere alla nomina del proprio consigliere. Ma il segretario Salvatore Bonasia ha chiarito, definendolo legittimo, pur non nascondendo la contrarietà a causa del rischio di contenziosi.
A conclusione dell’assise è stato nominato Giovanni Santoruvo, con la sola astensione volontaria di Tarantino, a causa della parentela.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!