Un 2011 tutto sommato positivo. E’ tempo di bilanci per il Commissariato di P.S.

Pasquale Scivittaro

Aumentano gli arresti, si riducono le estorsioni e, leggermente, le rapine, ma crescono furti a mano armata e assalti a tir e furgoni blindati

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Aumentano gli arresti, si riducono le estorsioni e, leggermente, le rapine, ma crescono furti a mano armata e assalti a tir e furgoni blindati e, con essi, anche i reati scoperti.

Tempo di bilanci per il dirigente del Commissariato di P.S., Francesco Triggiani, impegnato in prima linea con i suoi uomini, e con le altre forze dell’ordine, nel contrasto alla criminalità bitontina.

La sicurezza, indubbiamente, è sempre il nervo scoperto della città, e le ferite dell’estate di fuoco del 2010 sono ancora vive e ben impresse nella mente di tutti.

Il 2011, però, è sostanzialmente un anno positivo.
“I dati, seppur freddi e basati solo sulle denunce, dicono di un sostanziale equilibrio rispetto all’anno precedente, con un incremento di arresti e reati scoperti”, sottolinea Triggiani.

“Dopo lo spaccio, che resta il canale di guadagno preferito della delinquenza locale, c’è sicuramente il furto, che spesso non viene denunciato”, rimarca il dirigente del Commissariato.

C’è un dato, riguardo alla collaborazione con i cittadini, che però va in controtendenza: “Sono aumentate le denunce per molestie e reati a sfondo sessuale e l’apertura delle vittime, il loro coraggio, ci ha permesso di arrestare ben tre persone quest’anno”.

Decisamente positivo, invece, è il trend del contrasto alle razzie compiute in campagna.
“La collaborazione con guardie campestri e Polizia Municipale, i controlli sistematici nei frantoi, ci hanno consentito di conoscere per tempo i problemi e di intervenire – spiega Triggiani -. L’azione più mirata, quindi, ci ha portato ad arrestare diverse persone in questi mesi”.

Ciò che attira di più l’attenzione dell’opinione pubblica, però, sono i rapporti tra i diversi clan che si contendono il dominio dei traffici illeciti sul territorio. I due omicidi e le diverse sparatorie del 2010 sembrano essere un lontano ricordo, ma l’attenzione resta molto alta. “E’ una fase di assestamento e di riorganizzazione, stiamo sempre con gli occhi ben aperti – continua Francesco Triggiani –. Gli elementi più pericolosi sono, infatti, o in libertà o ai domiciliari e non possiamo assolutamente escludere un ritorno al clima di fuoco del 2010”.

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