“Abbattuto” (dal vento?) l’albero di Natale di Piazza Cattedrale. E’ ancora a terra, nell’indifferenza di tutti
E’ accaduto nella giornata di ieri
Noi siamo come quest’albero di Natale nel silenzio attonito di Piazza Cattedrale, un sabato sera di dicembre.
Ci sentiamo (irrimediabilmente?) a terra.
Peggio, sbattuti con efferata crudeltà sulle chianche sconnesse di questo spazio finito che dovrebbe dare l’idea d’infinito.
Anche questo pino, col suo verde divenuto scuro dalla rabbia, si starà chiedendo che male avrà mai fatto perchè le mani ignote dei solliti noti – pensate, potrebbero essere stati anche solo dei bimbi già incattiviti dallla vita e dagli esempi "eccelsi" dei loro genitori – lo scaraventassero giù così brutalmente.
Accasciato tristemente su un fianco, la terra è sgorgata dal vaso spaccato come sangue dal cuore ferito d’un uomo.
Poverino, non è difficile immaginare la scena.
L’arrivo protervo della consueta turba di fanciulli impertinenti pronti a scaricare la loro stolta violenza contro una pianta indifesa.
Che impavidi eroi, che bel coraggio!
Quante volte, similmente, vengono aggrediti con scippi e sfottò inermi anziani?
Chissà se l’occhio elettronico della telecamera sarà riuscito ad immortalare i protagonisti dell’impresa…
Ancora. Un’altra è l’analogia tra noi e quel magnifico – lo sono tutte le creature della Natura – esemplare maltrattato.
Trattandosi di un simbolo natalizio, esso era pure addobbato all’uopo, magari con misura e senza sfarzo, come saggezza o costume sincero d’una chiesa antica potrebbe persino suggerire.
Bene, oltre a ghirlande, festoni e luminarie, quasi sicuramente dai rami pendevano variopinte palle.
Rovinando sulla pietra gelida, queste sfere colorate si saranno frantumate.
Eh sì, anche le nostre, stanche, stufe, esasperate, ormai si sono sgretolate dinanzi alle gesta turpi e ignobili della nostra vandalica malavita, micro macro e chi più ne ha più ne metta (possibilmente, in gattabuia)…
Ora, i beniinformati, che qui non mancano mai, dicono che sia stato Eolo – che soffiasse in maniera imperiosa pochi se ne sono accorti. Mah… – a buttarlo per le terre. E sia.
Ci cospargiamo il capo di cenere, noi disutili operatori dell’informazione.
Tuttavia, la nostra reprimenda contro la barbarie si sposta solo d’un millimetro.
E va ad "abbattersi" – proprio come l’albero, intorno al quale si stanno assiepando bambini desiderosi di depredarlo e spezzarne i rami, gioco macabro – su coloro che dovevano sistemarlo in maniera più salda e tutti quelli, addetti ai lavori o semplici cittadini, che l’hanno visto così da parecchie ore e ci passano davanti, sommergendolo d’iniqua indifferenza…
Commenti
-
Considerata la zona e la nota frequentazione del posto, un simbolo natalizio meno vulnerabile ai piccoli/grandi idioti, avrebbe resistito meglio agli insulti. Prevenire è sempre meglio che curare.
-
che siano maledetti, grazie anche a loro questa città mi fa vergognare di esserne un suo abitante







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare