Alberi di via Palo. L’Amministrazione comunale risponde ai cittadini
Mentre continua il massiccio invio di mail fotocopia di protesta alle caselle di posta comunali
La Giunta comunale di Bitonto fa propria la posizione assunta dall’assessore all’urbanistica, Tommaso Maria Massarelli, sul caso degli “alberi di via Palo”, per il quale da alcune settimane è partita una campagna di protesta sul web.
Massarelli ha voluto rispondere personalmente alle osservazioni dei numerosi cittadini che hanno inondato di mail di protesta le caselle di posta del Comune, chiarendo con puntualità ogni aspetto di una vicenda, che tocca esclusivamente competenze tecnico-gestionali del Settore Territorio chiamato ad esprimersi esclusivamente sulla conformità di un progetto edificatorio privato alle vigenti norme urbanistiche.
Alla nota inviata dall’assessore il 24 novembre scorso (in allegato) non è pervenuto nessun riscontro da parte dei destinatari, mentre continua il massiccio invio di mail fotocopia di protesta alle caselle di posta comunali.
“La lettera del collega Massarelli – dichiara Vincenzo Fiore, assessore alla comunicazione e partecipazione – chiarisce con precisione e ricchezza di dettagli normativi e operativi la situazione lamentata da centinaia di concittadini via mail. Devo, tuttavia, notare con grande rammarico che alla grande partecipazione civica e civile, concretizzatasi nelle centinaia di mail indirizzate all’Amministrazione comunale, non è corrisposta alcuna forma di feedback alla nota dell’assessore, che pure dimostra senza dubbi di sorta sensibilità e piena disponibilità all’ascolto e al confronto con i cittadini, basi di una democrazia partecipata che auspichiamo possa farsi strada nella nostra comunità”.
Ecco, di seguito, il testo della lettera dell’assessore Tommaso Massarelli.
Caro concittadino,
innanzitutto mi scuso per il considerevole ritardo nella risposta al Suo messaggio. Le continue urgenze richieste dall’attività del Settore Territorio mi tengono sovente lontano dalla posta elettronica. Aggiunga a questo la scarsa capacità della casella e-mail comunale, ove si
raccolgono quotidianamente aggiornamenti legislativi, comunicati, rapporti tecnici,…
Nel frattempo i messaggi sull’importante caso segnalatomi si sono accumulati (al momento oltre duecentosessanta) e non ho voluto rinunciare a leggerli tutti con attenzione.
Al fine di rispondere a tutti in modo circostanziato, ho dovuto condensare il testo in ununico corpus. Pertanto non me voglia se sarò un po’ lungo.
Innanzitutto devo chiarire una questione di competenze. Non rientra tra i compiti del sindaco o di un assessore il rilascio di un permesso di costruire. A tali soggetti competono ruoli di indirizzo e di sorveglianza politico-amministrativa. Le autorizzazioni alla edificazione
sulla proprietà sono invece compito squisitamente tecnico-gestionale, per legge di spettanza degli uffici, ed in particolare del dirigente. È assolutamente fisiologico, dunque, che un amministratore non sia informato sugli aspetti particolari dei permessi rilasciati.
Tuttavia, sollecitato al caso tramite i messaggi trasmessimi, ho condotto un riscontro sulla pratica di edificazione su via Palo. Il rilascio del permesso di costruire risulta pienamente legittimo. Lo spazio verde di cui trattasi è un giardino privato che, insieme all’edificio che
viene sostituito con piccoli volumi a schiera, rientra in una zona edificabile (precisamente “di completamento” secondo il vigente Piano Regolatore Generale). Tale giardino, in particolare, non risulta facente parte di un’area tutelata, non rientra nella perimetrazione di Lama Balice,
non include specie protette né piante secolari. In definitiva, né le leggi né la strumentazione urbanistica vigente rilevano in tale giardino estremi vincolistici che avrebbero motivato una salvaguardia immediatamente attivabile dalla stessa autorità comunale.
I proprietari, dunque, nella edificazione in tale area, esercitano un diritto acquisito sin dal momento della vigenza dell’attuale P.R.G. (2005). L’ufficio urbanistico, nel rilascio del permesso di costruire, non ha fatto altro che seguire gli obblighi di legge e, in particolare, la
normativa tecnica di attuazione del piano anzidetto.
Per quanto riguarda la relazione geologica, chiarisco che la redazione di tale documento è finalizzata alla verifica delle caratteristiche geotecniche e sismiche del suolo di impianto del fabbricato. Non ad altro, visto che la zona è tipizzata “di completamento” anche perché
l’assenza di macroproblemi di natura geologica è accertata preliminarmente.
Le caratteristiche della zona edificata di cui parliamo, e le norme collegate, non prevedono l’attivazione di alcuna procedura di impatto ambientale. Dunque la relativa valutazione non ha ragion d’essere nella fattispecie.
Accertate le condizioni di legittimità e di correttezza esecutiva della costruzione prevista, nessuna responsabilità deve essere attribuita alla struttura tecnica del Comune di Bitonto, se non quella di avere seguito gli obblighi di legge che scattano al momento della richiesta di un
permesso di costruire.
Per quanto riguarda i presunti rapporti tra un “tecnico” dell’ufficio e l’imprenditore, non ho la possibilità di accertare che vi sia stato effettivamente il colloquio segnalato. Nell’ambito dell’ufficio preposto, tuttavia, non ho mancato di stigmatizzare, in linea di principio, comportamenti di questo tipo per chi riveste ruoli di pubblico ufficiale.
Non ho elementi, altresì, per ritenere che tra uffici e mondo imprenditoriale sussistano contatti che vadano oltre quelli che una struttura tecnica deve a qualsiasi soggetto voglia eseguire un’opera edilizia. Qualora ritenga diversamente, La pregherei di essere esplicito e,
magari, di fornire elementi circostanziati che possano avere rilevanza penale.
Tutto ciò è quanto posso risponderLe come amministratore.
Il verde, tuttavia, come a Lei ben noto, oltre che risorsa urbanistica è anche argomento che tocca le nostre coscienze. Non posso tacere che, norme a parte, ogni volta che un albero viene abbattuto, vivo personalmente la cosa come una sconfitta. Per questo ho voluto interloquire
con i soggetti attuatori dell’intervento. Con loro, tuttavia, ho potuto usare i soli strumenti della diplomazia, chiedendo, da parte mia e dell’amministrazione tutta, di prodigarsi per risparmiare quante più piante di quel giardino. Al sopralluogo svolto ho dovuto constatare,
con amarezza, che parte di esse si trovano sull’area di occupazione dell’erigendo fabbricato.
Se a questo si associano i costi elevati di espianto e rimessa a dimora di una pianta ad alto fusto (ancorché tecnicamente fattibile), ben si comprende come l’operazione risulti piuttosto onerosa per gli esecutori o per i proprietari.
Nonostante ciò, i titolari dell’impresa, e con loro ritengo certamente anche i proprietari, mi hanno segnalato che avrebbero spostato una palma, contestualmente impegnandosi, con me personalmente, a sistemare a verde tutta la parte del lotto non occupata dai fabbricati e
dalle pertinenze funzionali, spostandovi un’altra pianta, salvaguardando gli alberi che si trovano in corrispondenza del suddetto nuovo giardino ed inserendo ivi anche delle nuove piante.
L’impresa mi ha altresì garantito che mi condurrà in loco per constatare personalmente la massima limitazione degli abbattimenti e la formazione del nuovo giardino (inevitabilmente più piccolo del precedente).
Stanti i diritti dei proprietari, davvero non potevo ottenere di più.
Sappia, comunque, che questa amministrazione, edotta ormai della patologica carenza di verde del nostro Comune, ha in itinere programmi per l’attuazione di opere di verde pubblico, che si strutturano anche come misure compensative al caso.
A breve verranno piantati alberi lungo le vie Nenni, Balice e Giovanni XXIII (a completamento). Il numero di tali piantumazioni, al momento ventidue, è destinato ad aumentare in virtù di un accordo in progress stabilito con la Banca Nazionale del Lavoro, finanziatrice dell’operazione. A ciò deve aggiungersi l’inserimento di alberi sulle vie Verdi, Repubblica (a completamento) e Matteotti, recentemente finanziati. Ancora, nella zona del
vecchio tram, insieme ad un parcheggio, verrà sistemata un’ampia area a verde.
Spero, inoltre, di fare cosa utile segnalando alcune operazioni in itinere, di carattere propriamente urbanistico, attinenti la disciplina del verde.
Per quanto riguarda l’urbanistica presente, segnalo giusto che nei piani in corso di attuazione è stata imposta la formazione di aree a verde secondo gli standard di legge, da realizzarsi obbligatoriamente prima del completamento delle opere edilizie.
Alcuni di coloro che hanno scritto, e che ringrazio, hanno intuito come la modifica dell’articolo 23 della normativa del P.R.G., che ho recentemente discusso in Consiglio Comunale, persegue anche l’obiettivo di concentrare le poche risorse comunali sugli interessi
diffusi, quali, in primis, la realizzazione di aree verdi.
Per quanto riguarda la nuova pianificazione, posso riferire che da tempo sto lavorando affinché sui prossimi strumenti urbanistici il verde abbia una presenza rilevante sia come attrezzatura per la città che come bene soggetto a vincolo di intangibilità. È il caso, ad
esempio, dell’istruendo Adeguamento al Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio, ove, oltre alla previsione di aree a verde proporzionali agli standard di legge (mai realizzati nel nostro Comune), si sta impostando un ampio sistema di tutela del paesaggio.
È il caso, anche, del redigendo Piano della Performance Comunale, ove pure le misure Salvaguardia del Paesaggio e Protezione della Natura acquisiscono una presenza strutturale, assoggettate ad un controllo concreto di perseguimento degli obiettivi.
È il caso, ancora, dell’attivazione di un Ufficio Parchi e Paesaggio che ho disposto nella riorganizzazione tecnica dell’Ufficio Territorio, con competenze di controllo sui procedimenti di tutela e nomina, a breve, di un responsabile tecnico con sensibilità specifica.
Spero che queste note siano opportune per segnalare l’attenzione del mio assessorato alla materia ambientale, su cui si sta lavorando, nonostante gli scarsi strumenti che l’attuale assetto legislativo consente alle pubbliche amministrazioni (poche risorse, poco personale,
pochi mezzi,…).
Spero, in ogni modo, di aver dato informazioni sufficienti sul caso segnalatomi e mi scuso fin d’ora se Lei, altri concittadini, o cittadini di altri comuni, riterranno diversamente. Mi scuso anche con chi giudicherà questo messaggio oltremodo lungo.
Ringrazio tutti coloro che nelle mail trasmesse hanno risparmiato il sottoscritto da immotivate definizioni offensive, attendendo pazientemente una risposta.
Mi consideri a disposizione per la trasmissione di ulteriori segnalazioni, idee di merito o semplicemente suggerimenti.
Un cordiale saluto
Tommaso Maria Massarelli
Assessore all’Urbanistica e Assetto del Territorio
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