I problemi dell’Italia nell’incontro con D’Antoni
Interessante confronto, ieri sera, nella Sala degli Specchi
Si è parlato di Italia, della manovra economica del governo Monti e su come migliorarla, dei disastri dei governi Berlusconi, del ruolo del Pd nell’immediato presente e nel futuro.
Insomma, in una sola parola, ieri a Bitonto, nell’assemblea cittadina organizzata dal Pd, si è parlato di “ricostruzione” dello Stivale, e lo si è fatto con un grande personaggio della politica italiana (prima nella Casa della Libertà, ora nel Partito Democratico), attualmente deputato, ma per molti anni convinto ed attivo sindacalista: Sergio D’Antoni.
A fare gli onori di casa, in una Sala degli Specchi, purtroppo, povera di cittadini incuriositi e gremita soltanto di simpatizzanti ed iscritti al partito, è stato il segretario cittadino del Partito Democratico, Francesco Fallacara che, dopo aver descritto l’Italia come “un cumulo di macerie culturali, sociali ed economiche”, sferza il suo partito “a diventare in questa fase fucina di grossi dirigenti che siano in grado di riportare ricostruzione e fiducia al paese, e di tramutare in azioni concrete le richieste dei cittadini”.
“La manovra era necessaria ma non così come è”, esordisce subito il sindacalista nativo di Caltanissetta, passando poi ad elogiare il ruolo di Napolitano, “che ha salvato l’Italia mentre questa precipitava”.
“Il Partito Democratico, nonostante potesse andare tranquillamente alla guida del paese perchè nettamente il primo partito, ha deciso di essere responsabile e di pensare innanzitutto al bene dell’Italia e poi a quello personale– sottolinea D’Antoni- e questo grazie alle scelte condivisibili del nostro segretario Bersani”.
L’ex presidente della CISL, poi, ha dato la sua ricetta sulla crescita del paese: “In Italia se si vuole davvero ripartire lo si deve fare investendo davvero sul Mezzogiorno, ma purtroppo proprio il Mezzogiorno nel 2008 ha mandato in Parlamento i loro più grandi nemici Berlusconi, Bossi e Tremonti”, ed ecco a seguire le “correttive” alla manovra “Salva-Italia” made in Partito Democratico.
“Correggere l’indicizzazione delle pensioni e portarle ad una quota non inferiore ai 1400 euro (la manovra, invece, si fermerebbe a quota 970, ndr); rivedere l’IMU con la presenza di una franchigia a 300-320 euro, così come aveva già fatto il Governo Prodi; una franchigia progressiva per chi investe nei titoli; eliminazione della penalizzazione del 2% per chi decide di andare prima in pensione”.
Dinanzi a queste modifiche, ci sarebbero anche le coperture finanziarie, che l’attuale vicepresidente della Commissione Finanze non fa fatica a ritrovare nell’aumento della tassazione per i capitali scudati (“si deve portare al 4-5% se si vuole davvero mantenere l’anonimato"), ed in una seria lotta all’evasione fiscale.
Poi uno sguardo al suo partito: “Il Pd è l’unico partito non personale in Italia ma fatto di tanta gente che si sente di essere il partito, e come tale deve iniziare pensare ad una leadership di coalizione del centrosinistra”.
Sull’antipolitica batte il tasto anche il senatore Giovanni Procacci, secondo il quale “il rifiuto categorico della classe dirigente in Italia ha raggiunto livelli così alti che un eventuale referendum sull’abolizione del Parlamento vincerebbe ad occhi chiusi”.
“Il Partito Democratico deve presentarsi al paese con una posizione chiara e deve intercettare il consenso (in calo negli ultimi giorni, ndr) che sta avendo il governo Monti, e perciò è fondamentale che nel prossimo mese di marzo-aprile indichiamo il nostro candidato premier”, conclude l’ex vicesindaco bitontino.
A piè di pagina, già detto dell’imbarazzante ma quanto mai significativa assenza dei bitontini all’incontro di ieri, registriamo anche la singolare assenza dei membri della giunta comunale.
Nessuno dei rappresentanti istituzionali, infatti, a partire dal primo cittadino, ha pensato di portare i loro saluti al prestigioso ospite in questione.
Commenti
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devi andare a casa procacci.. a lavorare.. lei non fa nulla….. per noi….







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