Reflui oleari, si continua a sversare
La denuncia è di Pasquale Rapio, rappresentante del Comitato Zona 167
Puntuali come ogni stagione olivicola sono tornati gli illegali ed abusivi reflui oleari nel depuratore cittadino.
Ed altrettanto puntuale torna a farsi sentire Pasquale Rapio, il rappresentante del Comitato Zona 167, che affida alla stampa un ennesimo comunicato sull’atavica questione, ed in modo particolare le risposte dell’ATO su alcuni quesiti posti sul presidio sanitario dal Comitato Zona 167 oltre due mesi fa.
“Il 30 Novembre 2009 una delegazione di cittadini residenti in 167, interruppero i lavori consiliari per evidenziare il disagio arrecato dal depuratore cittadino, e consapevoli che il malfunzionamento era principalmente causato dallo sversamento abusivo dei reflui oleari, oltre a richiedere un rinnovato contrasto all’attività abusiva, la delegazione chiedeva interventi strutturali all’ impianto, come la copertura degli stadi del processo– ricorda preliminarmente Rapio- e la richiesta è stata fatta propria dal Sindaco che ha sollecitato prontamente la Provincia, la quale, nel rilasciare l’ autorizzazione V.I.A. al progetto definitivo del depuratore presentato da AQP, inserì la prescrizione della copertura di tutte le provvidenze”.
Tutto risolto? Niente affatto perchè ben presto “tale prescrizione è stata impugnata da AQP ed ha visto la Provincia e il Comune soccombere, in quanto l’intervento è stati ritenuto economicamente e praticamente irrealizzabile”.
Il “niet”provoca un incredibile effetto a catena, in quanto “l’impugnazione ha ritardato l’ avvio dei lavori, che da cronoprogramma ATO sono stati fissati all’ 11 ottobre scorso, anche se a metà dicembre, come da comunicazione ATO, sarà avviata la procedura relativa al contratto di appalto”.
“La risposta dell’ ATO evidenzia chiaramente– ragiona ancora Rapio- che l’ intervento di potenziamento/adeguamento proposto da AQP (già avviato con la fase istruttoria nel 2005 e con il progetto esecutivo di iniziali 5, 4 milioni di euro datato 2010, ndr) il quale, tra l’ altro, prevede la copertura e l’ adozione di biofiltri nella sezione primaria e trattamento fanghi, sarà efficace nel mitigare l’ impatto ambientale relativamente al normale processo e a sporadici afflussi di reflui anomali diversi, ma tale intervento, appare ininfluente nel caso di carico idraulico anomalo e importante presenza di reflui oleari”.
“Inoltre– continua il rappresentante del comitato- la spesso decantata e auspicata delocalizzazione del presidio sanitario in altra area, allo stato attuale non è ritenuta una previsione a breve”.
La conclusione, dunque, è amara e scontata: “Considerato che la copertura di tutte le provvidenze appare un intervento economicamente e tecnicamente irrealizzabile, che non è possibile una previsione a breve di una delocalizzazione dell’ impianto in un’ area lontana dalle residenze, che l’ espandersi dell’ agglomerato urbano est –167, che con la realizzazione della “nuova 167” a breve l’ AQP provvederà ad adeguare l’ impianto sostenendo un costo di oltre 7,5 milioni di euro, appare, in tutta la sua evidenza, l’ inderogabilità al contrasto del fenomeno abusivo (se di abuso si tratta) rappresentato dallo sversamento illegale in fogna dei reflui oleari cittadini e diversi ovvero provenienti anche dai comuni viciniori".
E, come se non bastasse, "pur registrando significativi miglioramenti sull’ impatto ambientale del presidio sanitario, dal 31 ottobre scorso sono stati registrati i primi sversamenti in fogna dei reflui oleari. Segno eloquente che il sistema dei controlli è lontano dal raggiungere quell’ efficienza ed efficacia che astrattamente la legge dispone”.
In tutto questo vortice di problemi, anche la politica cittadina ci mette del suo.
Il primo cittadino, infatti, quest’anno, non ha ancora emanato l’ordinanza che prevede il divieto assoluto di versare reflui oleari nel depuratore (fatto già accaduto nel 2008 ed in parte nel 2009, ndr), ed il sindaco risulterebbe clamorosamente assente nell’importantissimo convegno che si terrà venerdì prossimo, 9 Dicembre, a Modugno, in cui alcuni gruppi di cittadinanza attiva “si confronteranno sulla situazione dei rifiuti in Puglia, portando la stessa regione ad adottare le “buone pratiche” e non quelle costituite da inceneritori e discariche”.
Al convegno, infatti, parteciperanno i sindaci di Bari, Modugno, Palo del Colle, Grumo Appula, Binetto, Bitetto, Bitritto, Sannicandro e Toritto, comuni ai quali verrà rilasciata una proposta di deliberazione per aderire alla strategia “rifiuti zero” ed alla rete dei comuni virtuosi.
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