Emiliano e Damascelli all’unisono: “La politica è passione, carità e partecipazione”
Pacato e costruttivo faccia a faccia all’inaugurazione della scuola politica dell’Arcidiocesi Bari-Bitonto
Uno è istrione e pungente, l’altro è pacato e preparato.
Uno è ex magistrato, l’altro è imprenditore agricolo.
Uno è di centrosinistra, l’altro di centrodestra.
Li accomunano, però, una profonda passione per la politica ed una incrollabile consapevolezza della missione intrapresa a pro della comunità in cui operano.
Per queste ragioni, dal loro faccia a faccia non poteva che scaturire un confronto leale e costruttivo.
Dunque. Il primo è Michele Emiliano, sindaco di Bari, e il secondo Domenico Damascelli, vicesindaco di Bitonto.
Nei giorni scorsi, presso il centro parrocchiale di San Michele, a Toritto, in occasione dell’inaugurazione della Scuola di Formazione all’impegno sociale e politico dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto, realizzata in collaborazione con l’associazione "Cercasi un fine", guidata da don Rocco d’Ambrosio, i due hanno dialogato amabilmente su "Carità è Partecipazione".
La serata è stata introdotta dal giornalista Cristian Tempesta.
"In un momento di crisi politica ed economica come questo che stiamo vivendo – ha fatto notare il direttore di BariTv – è necessario recuperare la coscienza d’essere cittadini del mondo, a cominciare dalla propria città".
Ha fatto gli onori di casa don Marino Cutrone, parroco della Chiesa di San Nicola: "Fra i ragazzi serpeggiano disinteresse, disimpegno e rifiuto nei confronti delle tematiche e, invece, bisogna lavorare per il bene comune partendo dalla Carta costituzionale e dal magistero sociale della Chiesa".
Non poteva mancare il saluto del sindaco di Toritto, Michele Geronimo: "E’ difficile cimentarsi da sindaco nella soluzione dei problemi. Vanno sfatati i pregiudizi anticasta, non tutti coloro che badano alla cosa pubblica sono personaggi discutibili. Urge formare una coscienza del bene pubblico, che è nostro e non va ignorato o, peggio, calpestato. Vivere secondo le regole della civile convivenza significa imparare a rispettare la cosa pubblica. La collaborazione per un fine comune superiore è ben rappresentata dai due ospiti di questa sera: grazie al sindaco di Bari abbiamo avuto un incremento delle unità di polizia municipale e quindi un miglioramento della sicurezza; col vicesindaco di Bitonto abbiamo condiviso una grande battaglia per i diritti degli olivicoltori, qualche anno fa".
La parola, dunque, è passata a Michele Emiliano: "E’ chiaro che, dopo aver collaborato con figure del calibro di Rosario Livatino (per il quale è in corso il processo di beatificazione, ndr) e Giovanni Falcone, non posso non vivere secondo i valori che la cultura e le esperienze mi hanno donato. Ora, senza assolutizzare epistemologicamente il mio impegno, dico che lavorare per la comunità mi entusiasma. E ringrazio la provvidenza se riesco a realizzare qualcosa per i miei simili. Io seguo sempre il motto evangelico "ama il prossimo tuo come te stesso", che non vuol dire essere accondiscendenti con tutti, anzi. Prima di diventare il primo cittadino di Bari non avevo mai fatto politica perciò la prima vera difficoltà da affrontare è stata la gestione del sentimento d’impotenza, che speso ti coglie. Prendi ogni giorno contezza che la scarsità è la cifra dell’umanità. Il sacrificio e il dolore che la politica comporta non devono essere inutili, purché ci sia la consapevolezza d’aver fatto il massimo".
Invitato dal moderatore ad illustrare la sua esperienza da giovane amministratore, Damascelli ha osservato: "Proprio di questi tempi, è auspicabile che nasca una grande alleanza civica tra cittadini e amministrazioni. Tutti dobbiamo partecipare attivamente alla vita pubblica. Bisogna capire che l’agire politico dev’essere al servizio della comunità, altrimenti è self service. Dobbiamo anche accettar di fare delle rinunce pur di servire gli altri, non servirci della cosa pubblica per i nostri interessi. La politica è ancora arte nobile e sublime, se la si ritiene una missione. Non è un caso che don Tonino Bello, il vescovo santo, invitasse gli amministratori a benedire la loro città, all’inizio d’ogni giornata. Bisogna metterci amore e dedizione totale nel compiere il proprio dovere. Servire gli altri è immenso onore e grande responsabilità, poiché il tuo impegno giornaliero è offerto alla formazione di una coscienza civica che si riverbera su tutti i cittadini".
Una scuola politica in ambiente ecclesiastico, perchè? Così ha risposto l’ex magistrato: "Le parrocchie sono la spina dorsale di una città, è lì che ti insegnano a padroneggiare un metodo. Una scuola di formazione è importante perchè si deve investire sulla preparazione permanente, perchè studiare e approfondire l’analisi dei problemi è indispensabile in politica. Eppoi, fare il sindaco credendo in Dio è sempre più facile. Ad Agrigento, Livatino mi ha insegnato che una persona deve sempre chiedere il sostegno di Dio, non solo nelle difficoltà".
Il direttore di BariTv, poi, ha chiesto a Damascelli – presente sul web e nel social network più cliccato del mondo (Facebook) – che rapporto ha con la tecnologia più avanzata: "La globalizzazione e le tecnologie aiutano l’interazione e il dialogo. La globalizzazione va governata, non subita. E comunque, nonostante tutta la modernità ben accetta, bisogna perseguire il rispetto della persona e della dignità umana. E’ il mondo reale che va seguito, non quello virtuale, che ha ragion d’essere solo se in funzione del primo. E nel dialogo con gli altri, è altrettanto indispensabile spingersi al di là degli steccati ideologici, senza tenere conto del colore politico, per intercettare in tutti le positività necessarie per fare il bene della società. La scuola e le parrocchie sono fondamentali agenzie formative, poiché aggregano le nostre comunità. Sta a noi politici, poi, metterci l’impegno civico per il conseguimento del sommo bene, che è il bene pubblico".
Chiusura all’insegna del cuore. Emiliano: "E’ indiscutibile il ruolo di passioni e ideali nella formazione dell’io per maturare una salda gerarchia valoriale cui far sempre riferimento. Io da giovane ho giocato a pallacanestro e proprio in gioventù impari i fondamentali che devi sempre ripassare se vuoi che ti restino dentro".
Damascelli: "Passioni e ideali hanno contribuito in toto alla mia formazione. Sin da piccolo, volevo dare un contributo alla vita della mia città. Ora, da amministratore, ho l’obbligo di assicurare disponibilità, competenza e carità, perché la politica è una forma alta d’amore".
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