Si avvicina la mozione di sfiducia a Valla e parla l’ex assessore Desantis
“Giovincelli imberbi, eletti consiglieri per sporogonia e per super gemmazione, da subito in fila per ricattare il sindaco”
Il 21 Novembre si avvicina e c’è sempre più attesa per la mozione di sfiducia presentata circa un mese fa da 13 consiglieri di opposizione nei confronti del sindaco Raffaele Valla, e che lunedì prossimo approderà in Consiglio Comunale.
Il primo a scaldare gli animi su “un punto cruciale che a breve interesserà la vita politica della nostra città” è l’ex assessore all’urbanistica Vito DeSantis che, dopo la defenestrazione nel luglio di due anni fa, è diventato una delle più pungenti spine nel fianco del primo cittadino.
L’attuale leader cittadino dell’UDC, infatti, in un lungo comunicato, torna ad attaccare pesantemente Valla, ma nella sua lente di ingrandimento finiscono anche alcuni consiglieri di maggioranza, definiti “giovincelli imberbi, che per sporogonia e per super gemmazione, dal primo momento si sono messi in fila per ricattare il primo cittadino”.
“Valla come uomo fondamentalmente non è malvagio– precisa l’avvocato- egli è solo un timido e pavido che sa poco o niente della politica e della vita amministrativa, e purtroppo queste sue peculiarità stanno conducendo Bitonto sull’orlo del fallimento. Tanti sono gli episodi che si possono addurre a conforto di quanto detto, ma i più emblematici sono legati alla paura che prova nell’affrontare situazioni gravose, perchè dinanzi alle difficoltà egli fugge, si nasconde e prende tempo”.
“Al momento dell’insediamento egli era animato da sani propositi– continua l’ex assessore- e voleva fare tante cose per Bitonto ma, essendo un principiante, non conosceva né i mezzi tecnici né quelli economici del Comune e della macchina amministrativa, al punto di dire costantemente eresie”.
“Era tanta la voglia di mostrarsi capace e concludente, che lanciava ogni giorno proclami a destra e a manca– sottolinea ancora DeSantis nel suo “ritratto” del sindaco – a volte esagerando al punto da creare nella gente tantissime aspettative, ma molto presto, dopo i proclami, incominciò a constatare de visu una realtà diversa da quella che aveva sognato e mal consigliato iniziò come don Chisciotte la sua guerra personale contro i dirigenti ed in particolare contro l’ufficio urbanistico del territorio, non capendo che solo attraverso l’ufficio che lui osteggiava, Bitonto avrebbe potuto veramente decollare”.
C’è anche spazio per l’insipienza politica nella catilinaria: “Conosciuto il personaggio anche giovincelli imberbi, eletti consiglieri per sporogonia e per super gemmazione, dal primo momento si misero in fila per ricattarlo, ed il Sindaco invece di reagire come ultimamente ha fatto il presidente della Provincia, Francesco Schittulli (prima dimissionario, ma adesso di nuovo al suo posto, ndr) ha ceduto ai costanti e ripetuti ricatti”.
Perciò “aperta la breccia, sono entrati a Roma cani e porci e tutti hanno iniziato a strumentalizzarlo ed egli, politicamente incapace, ha iniziato a farsi guidare da gente che ha sempre pensato agli interessi di bottega e non già a quelli della città”.
“Man mano che passavano i giorni– continua il centrista nella sua cronistoria- la vita politica-amministrativa si incancreniva sempre di più, ed il Sindaco riusciva sempre meno a fronteggiare la crisi e sempre più soggetto a ricatti e alle forze centrifughe e centripete, ha pensato di cambiare i componenti della giunta fino ad arrivare all’attuale sintesi amorfa”.
Il rimpasto, però (il secondo in tre anni di amministrazione, ndr), sarebbe servito a poco, perchè “nonostante il rinnovo dei membri della giunta, il Sindaco non è riuscito a portare a termine un benchè minimo provvedimento nell’interesse della città e sperpera danaro, dimentica di farseli avere dalla Regione, si indebita fino all’inverosimile, non è capace neanche di istituire la mensa scolastica”.
“Si può dire senza tema di smentita che oggi Valla per conservare la sua poltrona è costretto ad andare a Canossa in supplica a personaggi che meriterebbero solo calci– prosegue l’avvocato nella sua lunga analisi- e purtroppo mentre il paese è sempre più in crisi e l’economia cittadina a rotoli, il nostro novello Nerone con Roma in fiamme continua a suonare la lira e continua ad essere legato alla propria poltrona come una cozza al suo scoglio”.
DeSantis, ovviamente, non lesina di dire la sua sulla mozione di sfiducia, che invita senza infingimenti a votare: “Tutti coloro che vogliono vivere una nuova stagione della politica bitontina e tutti coloro che hanno ambizioni politiche, devono in quella data operare una scelta di campo, devono votare la sfiducia ed intavolare un proficuo dialogo con le forze di opposizione che al cento per cento saranno le forze che guideranno il paese nel prossimo futuro”.
La mozione di sfiducia, però, sarebbe utile anche alla stessa maggioranza perchè “tutti coloro i quali voteranno la sfiducia abbandonando il Sindaco al proprio destino, avranno delle ottime opportunità con la nuova amministrazione di inserirsi in progetti più grandi ed ambiziosi per una carriera politica basata anche sulla esperienza fatta con questa pessima amministrazione, e perciò chi perde quest’ultimo treno non avrà altre occasioni non solo di prospettiva, ma anche di dialogo imminente”.
Infine, ecco un appello per il bene della città: “Faccio appello al senso di responsabilità affinchè Bitonto non precipiti definitivamente nel baratro atteso che, la colpa sarà addebitata per ora e per sempre a coloro i quali non voteranno per la sfiducia e che avranno dinanzi solo l’oblio”.
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