La contraddizione di Bitonto: culla di calciatori, città senza calcio…
Giovani bitontini si fanno onore lungo lo Stivale, mentre qui il pallone muore
Può l’immagine di un giovane calciatore sorridente immalinconire i suoi concittadini che la mirano?
Pare proprio di sì.
Certo, prima si gonfia il petto d’orgoglio per questo virgulto nato nella città dell’olio extravergine d’oliva e diventato meritatamente famoso in serie B.
Poi, però, quando si pensa alle condizioni attuali in cui versa il calcio cittadino, cala un cupo magone dentro.
Dunque, qualche sera fa, il venticinquenne Antonio Balzano, cursore esterno del Pescara pilotato dal semimuto Zeman, è risultato il migliore in campo nella sfida col Padova.
Il dinamico esterno è bitontino doc ed ecco la fierezza donde nasce.
Come lui, in seconda divisione, si sta facendo onore un altro pendolino enfant du pays, Oronzo Bonasia, protagonista di uno strabiliante “triplo salto vitale” dall’Eccellenza di Terlizzi alla vecchia C2 di Lamezia.
Una categoria più su, troviamo l’eterno (e un po’ malconcio, ma la buona sorte raramente è stata dalla sua) Vincenzo Santoruvo, quasi 40 gol con la maglia del Bari in Cadetteria.
Dunque, Bitonto culla di valenti pedatori, verrebbe fatto di scrivere, se consideriamo pure le decine di calciatori, che, magari, hanno accettato di scendere di palcoscenico – è la crisi, purtroppo – e ora giocano in altri tornei comunque prestigiosi (D e dintorni).
Roba che se qualcuno di buona volontà li mettesse insieme, verrebbe fuori una squadra temibile persino in Prima divisione.
E non parliamo dei dirigenti bitontini che stanno facendo la fortuna dei paesi viciniori.
Il problema è che – e qui, lo scoramento –, proprio a Bitonto, una squadra ad alti livelli non c’è più, dopo sette anni bellissimi di passione in interregionale.
I tentativi sgangherati di questi ultimi due anni hanno lasciato deserta di pallone la città.
Sì, ci sono due piccole società (Omnia e Us Bitonto, novant’anni di gloria e nient’altro) che si battono in Seconda categoria, ci sono le associazioni giovanili che, tra difficoltà millanta tirano a campare e qualcuna ha pure chiuso i battenti, ma non è più la stessa cosa.
Quanto tempo dovrà durare questo purgatorio prima che rinasca la speranza di un progetto serio anche nello sport, col sostegno altrettanto concreto dell’Amministrazione comunale?
Commenti
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I Leoncelli torneranno a ruggire………..più forte che mai!!







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