Piove e via Giovanni XXIII diventa un fiume. Il disagio dei residenti
Esasperati gli esercenti. Ed intanto, ancora alta l’allerta meteo
“Acqua che non si aspetta, altro che benedetta”.
Uno dei più grandi poeti della musica italiana, Fabrizio De Andrè, così raccontava l’acqua, tanta, copiosa, devastante, che ferì brutalmente la sua Genova nel lontano 1971. Parole, quelle, che sicuramente andrebbero bene purtroppo ancora oggi, vista l’alluvione che ha colpito il capoluogo ligure lo scorso 4 novembre.
Parole che, crediamo, ormai pensano anche tutti quei commercianti bitontini costretti a difendersi in ogni modo dalla visita assai poco gradita di quest’acqua, invadente, che piove dal cielo ormai con sempre più insistenza ed impeto, come accaduto in questi ultimi giorni.
Prima il nubifragio di domenica scorsa, poi il temporale di martedì sera. Insomma, per numerosi esercizi commerciali, in particolare su viale Giovanni XXIII (dall’angolo con via Raffaele Comes, fino all’angolo con via Giuseppe Verdi, passando per Piazza Partigiani d’Italia), non c’è più pace, e basta un precipitazione di maggior entità per far salire l’apprensione ed il timore di ritrovarsi invasi dall’acqua. Esercenti ormai rassegnati a conviverci con questo problema che si trascina da anni, ma anche stufi ed esasperati. Eppure, come ci dicono, ripetutamente si sono rivolti al Comando della Polizia Municipale e alle autorità dell’Amministrazione, senza però trovare adeguate risposte.
E per questo, per salvare e difendere le loro attività, sono costretti ad arrangiarsi come possono, ovviamente di tasca loro. Chi con delle tavole di legno o di metallo, chi spazzando l’acqua e chi bloccando il traffico all’altezza dell’imbocco di Piazza Partigiani d’Italia, in modo da evitare che le auto, circolando, possano creare un’onda d’acqua che invada i negozi, anche se ciò non trova il favore dei vigili urbani, intervenuti più volte per invitare a spostare l’auto e consentire la regolare circolazione viaria.
Insomma, qualsiasi cosa è buona per limitare i danni, ma a quanto pare questo non basta.
Perché, come fa notare il titolare di una ferramenta, «chi ha fatto i lavori in Piazza Partigiani d’Italia, ha fatto delle isole di traffico a forma di montagna, ed è inevitabile che l’acqua poi si riversi su di noi. Ed in più, è inconcepibile che si sia posizionata una fioriera proprio sopra il tombino di scolo dell’acqua». Ed anticipa un’importante iniziativa. «Dopo questi ultimi episodi, c’è la volontà comune di creare un comitato di quartiere».
Più esasperati i titolari, invece, di un negozio di articoli scolastici. «Siamo stati costretti a farci fare da un fabbro, a spese nostre, una sbarra per evitare l’ingresso dell’acqua – spiegano – Abbiamo anche dovuto buttare un cartone di agende nuove ed appena arrivate, fino dietro». «Noi siamo gente che paghiamo regolarmente le tasse – continuano – ma non ne possiamo più di rimetterci e pagare soltanto, perché rischiamo così la chiusura».
Dello stesso tono, anche il titolare di una rosticceria poco più avanti. «Domenica e martedì mi sono ritrovato con l’acqua all’interno del negozio e ho dovuto mettere una sbarra di legno per ridurre il flusso – fa notare – In particolare, la pioggia di domenica non mi ha fatto guadagnare nulla, con un danno notevole, visto che solitamente sabato e domenica sono giorni di grosso guadagno per me».
Commercianti esasperati, delusi e rassegnati, dunque, all’occorrenza sempre pronti col cadere delle prime gocce di pioggia. E l’allerta meteo non tende a diminuire. Anzi, con un comunicato, la Protezione Civile Regionale ha prorogato l’allerta meteo per altre 24 ore, nella quale persisterà l’instabilità, che però lascerà spazio ad un miglioramento solo nella giornata di sabato.
«La Protezione civile regionale – recita il documento – comunica l’avviso di criticità moderata per rischio idrogeologico localizzata nelle zone della province di Bari, Brindisi, Taranto e Lecce nelle prossime 24 ore. Le zone segnalate saranno interessate da precipitazioni a prevalente carattere di rovesci o temporali di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento».
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