Ma l’assessore Achille getta acqua sul fuoco: «Tranquilli, anche quest’anno la stagione di prosa ci sarà»
«Anzi, intendo attuare una vera e propria rivoluzione culturale», promette l’insegnante giovinazzese
E allora, quale sarà il futuro del Teatro Traetta?
Il rischio che cali per sempre il sipario su quel gioiello impareggiabile (è il teatro più antico della provincia di Bari, ndr) è concreto?
“Ma no, intendo anzi attuare una vera e propria rivoluzione culturale”, getta subito acqua sul fuoco l’assessore alla cultura Sara Achille.
“Alla luce del fallimento della stagione teatrale dell’anno scorso – osserva l’insegnante giovinazzese -, grazie a un cartellone non appetibile che ha causato un calo pauroso degli abbonamenti, e della generale crisi, per risolvere la quale si finisce sempre per operare tagli alla cultura, mi tocca gestire una fase di passaggio. Abbiamo pagato 12000 euro al Teatro Pubblico Pugliese per la passata stagione e dobbiamo risolvere la richiesta, da parte del suddetto consorzio, di un maggior compenso perché non è riuscito a rientrare nelle spese col ricavato degli abbonamenti. Per allestire, dunque, in breve tempo un programma qualitativamente valido ho fatto ricorso a due convenzioni: quella che ci lega all’Abeliano, che mi garantisce l’apertura e la funzionalità del teatro, e quella con la compagnia ResExtensa, che prevede l’utilizzo del Traetta per 120 giornate tra spettacoli serali, matinée e laboratori per le scuole, su cui punto moltissimo”.
E poi rassicura tutti gli appassionati di teatro: “Anche quest’anno la stagione di prosa ci sarà. Anzi, mi sto attivando perché ciò non accada, rivolgendomi ad artisti a me noti, consultando l’Abeliano e ResExtensa, lavorando anche dal punto di vista economico, con l’oculato utilizzo dello sbigliettamento e con garanzie da parte dei gruppi teatrali di un certo numero di abbonamenti”.
L’assessore, che, da quando è salita a Palazzo Gentile, s’è distinta per un buon attivismo ed una discreta concretezza, non manca di realismo: “Certo, la situazione non è facile, ma credo che tutto si possa risolvere con una seria programmazione, ossia avvalendosi di uno staff di fiducia e di valida disponibilità di bilancio. Occorre azzerare tutto e partire da un punto di fondo: cosa deve essere il teatro Traetta, non solo preso in sé ma anche messo in rete con gli altri luoghi d’arte bitontini. Ho in mente un progetto ampio e ambizioso, ma per attuarlo occorrono tempo e disponibilità economica. Tra febbraio e marzo, comunque, presenterò alla giunta il mio programma, perché venga approvato in bilancio, e sarà una vera e propria rivoluzione culturale”.
Infine, la Achille si gioca la carta dell’entusiasmo: “Sì. Anzi, a tutti gli amanti del teatro, e del Traetta in particolare, che l’anno scorso si sono rivolti altrove perché delusi da un cartellone di basso livello, lancio un appello: dateci fiducia e continuate a sostenerci. Non vi deluderemo”.
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