Corte Mons. Crescenzo, da mesi regna il buio. Rabbia e paura tra i residenti
Accade anche questo in una Bitonto che pullula di problemi
Corte Mons. Crescenzo, minuta e strettissima traversa di via Caprera.
Qui, i pochi residenti fanno tranquillamente la loro vita: chi ha avuto per tanti anni un tabaccaio in Piazza Marconi, chi ha passato oltre 40 anni della propria esistenza tra olive, mandorle e tutte le bellezze e la dura realtà della vita bucolica di campagna, chi per portare il pane a casa fa tutti i giorni la vita del pendolare.
Tutto sembra tranquillo, come se fosse un quadretto disegnato e sceneggiato dal buon poeta di San Mauro di Romagna, ma da tre mesi a questa parte alla tranquillità si accompagna anche il buio.
Dallo scorso mese di Luglio, infatti, Corte Crescenzo è completamente al buio e nessuno si preoccupa di “sconfiggere” le tenebre.
I fatti.
Più o meno a metà del mese di Luglio, i residenti di Corte Mons. Crescenzo si accorgono che l’impianto di illuminazione lì ubicato presenta la lampada difettata e contattano immediatamente gli uomini della “Rosa Blu” (la ditta comunale che si occupa della pubblica illuminazione, ndr) che, nel giro di un paio di giorni, provvedono a togliere completamente la lampadina, promettendo che di lì a qualche giorno sarebbero tornati per mettere a posto l’impianto.
I giorni passano ma nessuno più si fa vivo.
Passano le prime settimane, ma ancora niente.
I residenti, allora, preoccupati, cercano di capirci qualcosa chiamando in causa gli uomini della Polizia Municipale, che senza infingimenti rispondono che la questione non è di loro competenza.
Nel frattempo, i giorni si accumulano e la Corte è sempre al buio.
Agli inizi di settembre, i residenti chiedono legittime spiegazioni alla ditta “Rosa Blu” e la risposta è stata glaciale ma al tempo stesso imbarazzante: mancano i fondi per la sostituzione della lampada e perciò è impossibile intervenire.
Il risultato è presto detto: siamo ai primissimi giorni di novembre e Corte Crescenzo è ancora avvolta nelle tenebre e sembra ormai chiaro che nessuno (se non gli stessi residenti) può farci qualcosa.
Come spesso accade in questi casi, inoltre, accanto al buio subentra la paura di ricevere visite poco gradite ai propri domicili.
Il signor Nicola M., ormai prossimo ai 90 anni e una moglie afflitta dal morbo di Alzheimer, ha visto la paura diventare realtà, con alcuni ragazzi giunti d’improvviso al suo capezzale una afosa serata di agosto, costringendolo il giorno dopo a rinforzare il cancello d’ingresso della sua abitazione.
La rassegnazione più totale traspare dalle sue parole: “E’ ormai dal mese di Luglio che siamo abbandonati a noi stessi, senza più luce e con la concreta possibilità che qualcuno possa entrare nelle nostre case praticamente indisturbato”.
“Ci sentiamo praticamente senza difesa ed abbiamo davvero tanta paura-continua il signor Nicola- perchè ci sentiamo abbandonati al nostro destino senza che qualcuno faccia niente per intervenire”.
Accade anche questo in una Bitonto che pullula di problemi.
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Errata corrige: Corte Mons. Alessandro Crescenzo senza il De







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